• 27/05/2022

Zero rifiuti tessili, si può: Pointex e il riciclo totale dei suoi tessuti

 Zero rifiuti tessili, si può: Pointex e il riciclo totale dei suoi tessuti

Produrre un tessuto, inviarlo ai propri clienti, riceverne indietro i ritagli e gli avanzi di lavorazione, ricavare da questi un filato di riciclo col quale realizzare nuovi prodotti: in estrema sintesi, è questo che fa Pointex con i propri tessuti per il rivestimento dei materassi.

Un esempio di economia circolare a rifiuti zero – “Zero Waste” nella dizione utilizzata a livello internazionale – apparentemente semplice ma in realtà reso possibile solo da dotazioni tecnologiche e assetti organizzativi avanzati e complessi.

Pointex è un’azienda del distretto tessile pratese che ha saputo declinare in una chiave originale e sua propria la tradizione locale del riciclo dei materiali tessili. Nel caso di Pointex non si tratta però di lana o altre fibre per le quali questi processi sono consolidati, bensì di tessuti che nascono da un mix di tante fibre diverse. Si tratta per la maggior parte di fibre sintetiche come i poliesteri, cellulosiche come la viscosa, naturali come il cotone o tecniche come il lurex.

Nello specifico segmento produttivo dei tessuti per materassi Pointex è il più importante produttore a livello italiano e fra i primi a livello europeo: un primato, peraltro, alimentato anche dal fatto che l’area Prato-Pistoia è il principale polo italiano di produzione di materassi.

L’operazione “Zero Waste” di Pointex ha trovato (dal 23 al 25 marzo e dal 28 al 30 marzo) una vetrina d’eccezione all’interno del Museo del tessuto di Prato: un’occasione per rendere noti a tutti gli operatori del settore (ma anche ai visitatori del Museo interessati), i processi che l’azienda ha attivato per farsi interprete dei principi dell’economia circolare.

Così racconta questa esperienza Marco Ranaldo, fondatore nel 1991 di Pointex e oggi presidente della società: “L’idea del riciclo appartiene a noi di Pointex quasi geneticamente: la matrice del tessile pratese è quella e noi la sentiamo profondamente nostra. Ma nel nostro specifico comparto questo modo di produrre deve essere declinato in maniera diversa da quanto accade per la lana da abbigliamento, che è il caso più frequente e consolidato di riciclo classico del distretto pratese. I nostri clienti sono importanti produttori di materassi, italiani e stranieri, e a loro proponiamo questo progetto che prevede di restituirci i ritagli e avanzi dei nostri stessi tessuti, da soli o anche ormai mischiati con altri materiali tessili. Da questi, attraverso processi di rigenerazione meccanica e di filatura, realizziamo nuovi filati ‘nobili’ con i quali è possibile produrre tessuti moderni idonei per la realizzazione di nuovi materassi o altri elementi di arredamento tessile come letti, divani, coperte o cuscini. Il processo che conduce ai nostri prodotti ‘Zero Waste’ è quindi all’insegna del recupero e della piena tracciabilità di materiali che provengono da noi e a noi ritornano per essere riciclati. Con ‘Zero Waste’ abbiamo voluto anticipare la disciplina europea EPR-Responsabilità estesa del produttore, che diventerà operativa nel 2025 e che prevede l’impegno di chi produce un bene di accollarsi anche la responsabilità della gestione del suo fine-vita. I termini della sua applicazione per il nostro settore non sono ancora definiti, ma di certo il nostro progetto recepisce e anticipa lo spirito della normativa. In Pointex crediamo nell’economia circolare e anche per questo abbiamo deciso di avvalerci dell’ospitalità del Museo del tessuto per far comprendere il valore di questa nostra iniziativa e dello storico legame che esiste tra il distretto di Prato e il concetto di riciclo moderno.”

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