• 21/01/2022

Zero burocrazia per l’innovazione

L’Italia compie un passo avanti nei confronti della sperimentazione tecnologica. Un primo sblocco avviene con l’articolo 36 del Decreto-legge 16 luglio 2020 n. 76 che contiene “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”. Il provvedimento è stato convertito in legge e nasce  “Sperimentazione Italia”. 

“Innovare”, soprattutto in momenti difficili come quelli che stiamo attraversando in tempi di pandemia, non dovrebbe essere solo un dovere per le imprese, ma anche un diritto.

Ora è possibile farlo con “Sperimentazione Italia”, provvedimento che rientra tra le azioni del progetto “Italia 2025” (che è stato convertito in legge) e che si pone l’obiettivo di agevolare l’utilizzo di strumenti, prodotti e servizi innovativi.


Che il nostro Paese investa nell’innovazione meno di altri Stati dell’Unione Europea è cosa risaputa. Le potenzialità di sviluppo della creatività e dell’innovazione devono essere, infatti, messe a frutto più di quanto si sia fatto finora. L’Italia può tuttavia ancora avere un ruolo di laboratorio di innovazione di livello internazionale, in grado di permettere la nascita e lo sviluppo di tecnologie capaci di determinare benefici economici per il Paese e miglioramenti nella qualità della vita dei cittadini.

La sperimentazione di iniziative innovative è stata finora spesso impedita o ritardata da norme desuete, regolamentazioni complesse e processi burocratici non adeguati ai tempi.

“Sperimentazione Italia” ha pertanto proprio l’obiettivo di favorire l’apertura di un percorso più semplice e rapido per sottoporre a verifiche progetti che hanno pochi o nessun precedente.


La misura riconosce a imprese, università, enti di ricerca, start up e spin off universitari – di qualunque settore – la possibilità di testare progetti pilota in ambito di digitalizzazione e innovazione tecnologica, in deroga ai “normali” vincoli normativi e con un iter semplificato.

Le imprese interessate possono presentare domanda al Dipartimento per la trasformazione digitale e al Ministero dello Sviluppo economico, che analizzeranno la richiesta e potranno eventualmente autorizzare la sperimentazione.

La procedura si svilupperà in 5 punti: richiesta della sperimentazione in deroga; valutazione della domanda da parte del Ministero, che poi redige entro 30 giorni una relazione istruttoria; autorizzazione della sperimentazione (per tutti i progetti che presentano concreti profili di innovazione tecnologica e i cui risultati comportano effetti positivi sulla qualità dell’ambiente o della vita); vigilanza sulla sperimentazione e relazione finale al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro competente per materia; eventuali iniziative normative e regolamentari tese a consentire lo svolgimento a regime dell’attività oggetto di sperimentazione.

La norma esclude la possibilità di deroga per una serie di fattispecie: tutela della salute, dell’ambiente, dei beni culturali e paesaggistici; disposizioni penali o codice delle leggi antimafia; vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Ue o altri obblighi internazionali. Inoltre, non è possibile sperimentare nelle attività in materia di: tecno-finanza; raccolta del risparmio, credito, finanza, moneta, moneta elettronica, sistema dei pagamenti, assicurazioni; sicurezza nazionale; anagrafica e stato civile; procedimenti in materia di pubblica sicurezza.

Le domande possono essere inviate a mezzo Pec al Dipartimento della trasformazione digitale e al Ministero dello Sviluppo economico ai seguenti indirizzi:

dtd.sperimentazioneitalia@pec.governo.it;
dgpiipmi.div06@pec.mise.gov.it.

APPROFONDIMENTI

Scarica l’allegato tecnico progettuale per la richiesta di partecipazione a Sperimentazione Italia

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David Meccoli

Giornalista - david.meccoli@toscanaeconomy.it