• 24/06/2022

Viaggi virtuali: con Tripneer il mondo è a portata di click

 Viaggi virtuali: con Tripneer il mondo è a portata di click

Il team di Tripneer

Avvicinare le persone a luoghi lontani o sconosciuti, affinché si leghino a essi a tal punto da prendere in considerazione l’idea di visitarli dal vivo. Consentire di viaggiare virtualmente, attraverso gli strumenti digitali, a tutti coloro che non possono farlo fisicamente. Tutto attraverso un racconto studiato e preparato nei minimi dettagli, con il contributo di guide turistiche esperte e certificate. È questa la mission principale di Tripneer, startup con sede a Montecatini Terme (PT), ma 100% full remote, che ha fondato il proprio business sull’organizzazione di esperienze virtuali in Italia e nel Mondo

«Il nostro intento è quello di ispirare le persone ad appassionarsi alla cultura e al viaggio» spiega Federico Bechini, co-founder e ceo di Tripneer. «Non abbiamo mai avuto la presunzione di sostituirci a un viaggio vero e proprio, vogliamo dare la possibilità alle persone di conoscere a fondo un luogo da visitare in seguito. Ma non con un racconto mainstream o una mera passeggiata per le strade di una città con un telefonino, piuttosto attraverso uno storytelling preparato e arricchito dall’esperienza di chi quel luogo lo ha visto e già raccontato dal vivo».

Tour virtuali nei luoghi più interessanti del mondo
Tour virtuali nei luoghi più interessanti del mondo

Una delle intuizioni del progetto, nato nell’aprile 2020 col nome di MuseumTribe, è stata proprio quella di riuscire a digitalizzare un mondo, quello delle guide turistiche, che sembrava quasi impossibile da “svecchiare”.
«L’idea ci è venuta proprio durante il primo lockdown: volevamo trovare un sistema per far tornare a lavorare le guide turistiche che erano ferme a causa della pandemia e delle varie restrizioni – aggiunge Daniele Viero, co-founder e CMO del progetto – Così, siamo partiti in 3 con una guida e a luglio 2020 abbiamo mandato in onda il nostro primo tour virtuale: visita alla Cappella Sistina. Il tentativo ha avuto successo, anche perché in quel particolare momento rappresentavamo un’alternativa interessante alle solite serie tv. Così, molte persone si sono affezionate a noi, visto che fornivamo un servizio che aveva ricadute positive sul loro benessere in un momento molto complicato».
Da allora MuseumTribe, che recentemente ha fatto uno step successivo trasformandosi in Tripneer, non si è più fermata.
In poco più di diciotto mesi sono stati trasmessi in diretta oltre 100 tour virtuali in Italia e all’estero, un servizio che ad oggi ha raccolto il 90% di recensioni positive (net promoter score), con oltre dodicimila “biglietti venduti” per assistere agli eventi e una community di quasi trentamila persone che interagiscono in un gruppo Facebook e sui profili ufficiali Facebook e Instagram. L’idea di un progetto dedicato ai soli tour all’estero è maturata dopo un tour realizzato all’Hermitage di San Pietroburgo, visto in diretta da oltre quattromila persone. Da quel momento in poi lì sempre più utenti hanno chiesto di visitare virtualmente mete estere. Così è nata Tripneer.
Ma come funziona il servizio? Ogni mese vengono organizzati circa sette/otto tour differenti sulle due piattaforme, ai quali si può partecipare acquistando un singolo biglietto o un pacchetto cumulativo. L’evento è effettuato in diretta ogni martedì e giovedì, ma c’è la possibilità di rivederli successivamente.
«Questa opportunità piace molto agli utenti – aggiunge Federico Bechini – per questo stiamo testando la possibilità di aprire un abbonamento mensile per far vedere i titoli preferiti in qualsiasi momento. Senza voler fare paragoni scomodi, abbiamo l’ambizione di creare una sorta di Netflix dei viaggi virtuali. Prima di arrivare a tanto, però, preferiamo concentrarci su un obiettivo che ci sta molto a cuore: lavorare per fornire la migliore esperienza utente».

Per approfondimenti:
www.tripneer.com

Viaggi virtuali con il racconto di una Guida Turistica
Viaggi virtuali con il racconto di una Guida Turistica

Carlo Alberto Pazienza

Giornalista - carloalberto.pazienza@toscanaeconomy.it

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