• 02/08/2021

Vespizzatevi museo Piaggio celebra i 75 anni della Vespa

Vespizzatevi è un inno al fare, a partire a ricominciare a vivere con la leggerezza necessaria dopo un lungo periodo di crisi, che sia il dopoguerra o il postcovid. È il titolo della mostra che celebra i 75 anni del mito Vespa allestita all’interno del museo Piaggio di Pontedera. E non è un caso se il nome riprende uno degli slogan che hanno reso famosa la dueruote in tutto il mondo

Riccardo Costagliola, presidente della Fondazione Piaggio – © Foto: Nucci

Nella primavera 2020 Piaggio ha riproposto una campagna che è entrata nella storia del costume e della comunicazione: Vespizzatevi, lo slogan che accompagnò l’Italia e l’Europa nella ricostruzione post bellica e nelle prime fasi del boom economico, quando Vespa fu “un veicolo per tutti”, per il recupero della mobilità e quindi della libertà. Ricomincia da qui il museo Piaggio. 

D’altronde tutta la storia di queste sale parla di trasformazione e rinascita. L’edificio che ospita l’esposizione permanente di oltre duecentocinquanta pezzi è già segno del cambiamento. 

Ci troviamo in uno dei capannoni più antichi dello stabilimento di Pontedera, l’ex attrezzeria. Per capire il senso del luogo dobbiamo immaginarci che negli ’70 qui ci lavoravano novemila persone, una città nella città, un numero che sarà dimezzato nel giro di un decennio. 

Ingresso del museo Piaggio – © Foto:Nucci

Un terremoto economico e sociale che per Pontedera ha significato anche dover ripensare quegli spazi un tempo in uso alla grande fabbrica. È così che uno di questi luoghi di lavoro, nel 2000, diventa, per volontà di Giovanni Alberto Agnelli, allora presidente Piaggio, un museo con il preciso scopo di valorizzare il patrimonio storico, culturale e tecnico aziendale. Valori portati avanti dalla Fondazione Piaggio, che ne gestisce le sale. 

Chi entra per la prima volta in queste stanze viene catturato dal colore, in ogni angolo la bellezza del design si sposa con lo spirito libero e avventuriero della Vespa, a cui è dedicata la prima parte espositiva. 

«La forza del museo Piaggio? – ci accoglie Riccardo Costagliola presidente della Fondazione – Qui non si racconta soltanto una storia aziendale, ma si narra la storia di tutti noi. Tra le tante persone che entrano c’è il vecchio operaio della Piaggio che riconosce i modelli a cui ha lavorato, chi scatta la foto con lo scooter che aveva da giovane. Tutti noi ne abbiamo posseduta una, o conoscono qualcuno che ce l’ha o che è salito almeno una volta su uno di questi veicoli. È una storia universale e le chiavi di lettura sono molteplici». 

Le strade che si possono percorrere sono tante. Si possono seguire le orme del genio Corradino D’Ascanio che nel suo studio, riprodotto fedelmente nelle stanze del museo, dà vita alla rivoluzione della mobilità, i modelli che hanno segnato la storia di un mito, le pubblicità diventate iconiche, i fotogrammi cinematografici leggendari; oppure immaginare le avventure di chi con la Vespa ha viaggiato in tutto il mondo, ripercorrere i successi dei piloti o ancora immergersi nelle stravaganze degli artisti che hanno usato la Vespa come tavolozza per la loro fantasia. E poi ci sono i coloratissimi Ciao, gli Ape dagli utilizzi più impensabili e la collezione moto con i veicoli Gilera, Guzzi e Aprilia

«Il ruolo di un museo – continua – non deve essere quello di raccogliere delle reliquie del passato. Deve riuscire a trasmettere emozioni, valori. Il Museo Piaggio nasce dalla volontà di un’azienda e di un’amministrazione locale di creare un luogo di cultura e d’incontro. Prima della pandemia registravamo intorno alle 80 mila presenze all’anno, numeri che ci hanno fatto diventare un vero polo di attrazione internazionale. La straordinarietà di questo luogo è che riesce a stupire tutti. È un vero luogo di culto per il vespista che arriva qui dopo aver percorso chissà quanti chilometri. Per lui la Vespa è piena di adesivi raccolti nelle diverse tappe. Ma può essere icona di stile se si pensa ai modelli classici (chi non ricorda la 125 “Farobasso” di Vacanze romane? ndr) o alle creazioni nata dalla collaborazione con Dior e Armani. Vespa: simbolo del made in Italy nel mondo».


APPROFONDIMENTI

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Sarah Esposito