• 16/09/2021

Un giurista al servizio della moda

 Un giurista al servizio della moda

Una delle nuove opportunità professionali più interessanti e dinamiche per chi si occupa di diritto, è il “fashion law”, cioè il diritto della moda. L’avvocato Gionata Billi ci presenta questa nuova figura professionale, avvocato e consulente legale talvolta esterno, talvolta interno all’azienda 

La moda è da sempre uno dei fiori all’occhiello del made in Italy. La sua filiera, che coinvolge una moltitudine di professioni e aziende, richiede anche esperti di diritto formati su una serie di materie relative alle imprese, ai contratti, alle licenze, al franchising, al diritto dell’import/export, all’ e-commerce, alla pubblicità, alle tecnologie, alle certificazioni, alla tutela delle nuove idee creative e della proprietà intellettuale e industriale, ai brevetti e ai marchi, alla gestione delle contraffazioni, delle concorrenza sleale, del contenzioso etc. 

La moda coinvolge ogni aspetto del diritto ed è quindi necessario non solo focalizzarsi su ogni singolo aspetto specialistico che ciascuna materia richiede, ma avere, anche, una “cultura” della moda ed una visione di insieme del settore e delle sue dinamiche e specificità.

La fashion law, o diritto della moda, è quindi una branca del diritto per sua natura interdisciplinare che spazia dal diritto commerciale al diritto civile e della proprietà intellettuale, al diritto penale ed internazionale. Si tratta di un ambito di approfondimento nuovo, dove la rigida e classica formazione settoriale per compartimenti stagni lascia spazio ad una formazione più dinamica, di competenze incrociate, multidisciplinari che, pur ancorata nel diritto (che resta la ovvia e naturale base di conoscenza per ogni giurista), è sensibile alle influenze di economia, conoscenza del comparto ideativo e della produzione, dei mercati, del marketing, del territorio, dei rapporti (anche internazionali), delle lingue, delle nuove tecnologie, dei social media etc.

Il giurista della moda, chiamato ad occuparsi di fashion law, sarà quindi non solo esperto di diritto nelle materie di riferimento secondo la classica formazione universitaria, ma sarà dotato di apertura mentale, curiosità per le novità e sensibilità al fenomeno creativo, e avrà anche acquisito diverse competenze “trasversali” ed ancillari, in quanto sarà necessariamente chiamato a comprendere i processi della filiera (ideativa, creativa, produttiva, commerciale etc.) del fashion system, per sua natura dinamico ed in continua evoluzione: si pensi, solo per fare un esempio, al concetto nuovo di influencer ed al rapporto con i singoli brand.

Le Università e gli enti di formazione, in tempi recenti, hanno compreso l’importanza di formare giuristi con focus nel settore della moda e la necessità di una loro formazione specialistica ma anche e, soprattutto, trasversale, e hanno avviato corsi sul tema: l’offerta formativa sull’argomento è infatti ampia ed in crescita.  

L’alta scuola Federico Stella sulla giustizia penale (Asgp) dell’Università Cattolica di Milano ha ideato un corso di formazione in fashion law; la Luiss Guido Carli di Roma un master.

La moda rappresenta, oggi, una interessante opportunità, quindi, anche per il giurista che aspiri e voglia affacciarsi su questo settore in continua evoluzione.

Gionata Billi