• 18/06/2021

Treedom l’azienda che fa bene al pianeta

Treedom è l’unica piattaforma web al mondo che consente di piantare un albero a distanza e seguirlo online, nel suo sviluppo. Una community di oltre 600mila persone e quasi 5mila aziende. Grazie a lei sono stati  piantati oltre 1,7 milioni di alberi in 17 paesi del mondo dall’Asia all’America e anche in Italia. Dal 2014 fa parte delle Certified B Corporations, il network di imprese che si contraddistinguono per elevate performance ambientali e sociali

Federico Garcea, fondatore e Ceo di Treedom

Dopo 25 anni in banca si è ‘salvato’, come avrebbe detto Venditti in Compagni di scuola, ricercando un settore dal quale ripartire da zero, Federico Garcea, che potesse dare soddisfazioni personali, professionali, con un’attenzione all’ambiente. 

È così che è diventato founder e ceo di Treedom, azienda con sede a Firenze, che può contare stretti collegamenti con Germania, Regno Unito, Kenya e Stati Uniti

Let’s Green the Planet è il motto che continua ad esprimere meravigliosamente l’idea di partenza. Treedom è l’unica piattaforma web al mondo che consente di piantare un albero a distanza e seguirlo online, nel suo sviluppo. Può contare su un efficiente sito di e-commerce a disposizione degli utenti privati.

Tommaso Ciuffoletti, Content Manager

Per le aziende che vogliono interagire con Treedom esistono modalità customizzate in funzione delle dimensioni e delle aspettative. Per le più grandi si potranno finalizzare progetti per brand reputation, coinvolgere i clienti e dipendenti, lanciare e promuovere prodotti/servizi. Per le meno strutturate c’è spazio per eventi green, rendere sempre più concreto il proprio impegno sociale, fare un regalo unico creando un legame duraturo, raccontare la propria iniziativa ecologica. 

Ogni albero di Treedom ha una pagina online, viene geolocalizzato e fotografato, può essere custodito o regalato virtualmente a terzi.

Grazie a queste caratteristiche, l’albero di Treedom coinvolge le persone ed è al tempo stesso uno strumento di comunicazione e marketing per aziende. A ormai oltre dieci anni dalla sua fondazione ha contribuito a piantare più di un milione di alberi in Africa, America Latina, Asia e Italia. Ciascun albero è messo a dimora da contadini locali e contribuisce a produrre benefici ambientali, sociali ed economici. Grazie a tale business model, Treedom fa parte dal 2014 delle Certified B Corporations, il network di imprese che si contraddistinguono per elevate performance ambientali e sociali. 

12.000 alberi in Nepal, coltivazione biologica

Dopo uno scambio di vedute con Garcea, il suo fondatore, abbiamo voluto affrontare alcuni aspetti con Tommaso Ciuffoletti, content manager. Sul posizionamento di mercato ci ha detto che esistono varie esperienze simili. «Le guardiamo con rispetto – ha evidenziato –  ma preferiamo essere concentrati su di noi e sugli aspetti che ci rendono unici. Come l’approccio di lungo periodo alla piantumazione degli alberi in sistemi agroforestali, il coinvolgimento delle comunità locali e poi all’esperienza del racconto di ciò che accade nei nostri progetti». 

Salta all’occhio un aspetto: la ricorrenza del termine “contadino”, sia dalla consultazione del sito, ma anche negli scambi di vedute con i rappresentanti incontrati. Di norma è una parola sempre meno utilizzata e correntemente sostituita con ‘produttore agricolo’, ‘coltivatore’ o altri simili. 

Honduras – Mangrovie – Gli alberi hanno funzione regolatrice anche nei confronti delle acque

Treedom mira a realizzare ecosistemi sostenibili e permettere a migliaia di contadini di far fronte ai costi iniziali della piantumazione di nuovi alberi, garantendo nel tempo sovranità alimentare e opportunità di reddito



«È la definizione che in italiano meglio descrive le persone che piantano e curano gli alberi: comunità di contadini. – ha sottolineato Ciuffoletti – Esistono molteplici differenze tra i vari progetti che abbiamo nel mondo, differenze che riguardano le specie piantate, i terreni, gli andamenti climatici, ma anche le comunità che vi partecipano. Dovendo scegliere una definizione che ne cogliesse l’essenza, abbiamo pensato che ‘comunità di contadini’ fosse la migliore». 

Il progetto attualmente coinvolge oltre 50 persone di 10 diversi paesi. L’età media è tanto bassa, quanto è alta la professionalità. Il management è formato all’80% da donne.

È un’organizzazione un po’ diversa dalla classica azienda di produzione e servizi, per questo è molto importante che vi sia una diffusa interconnessione tra i vari settori.
Continuando a parlare di numeri, Treedom è una community di oltre 600mila persone e quasi 5mila aziende. Sono stati  piantati oltre 1,7 milioni di alberi in 17 paesi del mondo che si trovano in Asia, America, Africa e anche in Italia. Sui principali steps tracciati da Treedom Ciuffoletti ha dichiarato che «ce ne sono stati tanti e sarebbe difficile farne una sintesi. Il passo più importante però, è sempre il prossimo. E oggi è quello di affermarci sul mercato europeo». Riguardo al motivo principale per essere soddisfatti la risposta è molto lucida: «lavorare in un’azienda che fa bene al pianeta. Si può sempre fare di più, è ovvio, ma non è un buon motivo per essere insoddisfatti». Come in qualsiasi esperienza imprenditoriale sono state incontrate ed affrontate molte difficoltà, acuite dall’originalità del business. «Del resto è  normale e fisiologico – ha concluso Ciuffoletti – ma non ve n’è nessuna che si rivelasse più grande della nostra passione».

Tanzania – Vivaio – Il primo passo per realizzare un progetto Treedom è la costruzione di vivai in loco, che rimarranno in uso alle comunità locali


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Umberto Alunni

Giornalista