• 27/05/2022

Traghettare l’economia fuori dagli effetti della pandemia: l’obiettivo di Confindustria Toscana Nord per il 2022

 Traghettare l’economia fuori dagli effetti della pandemia: l’obiettivo di Confindustria Toscana Nord per il 2022

I risultati della rilevazione sul 4° trimestre 2021 condotta dal Centro studi di Confindustria Toscana Nord permettono di definire la chiusura del 2021 per la produzione industriale di Lucca, Pistoia e Prato e, attraverso la raccolta di informazioni sugli ordinativi e le previsioni, anche di gettare uno sguardo sui primi mesi del 2022.

La variazione tendenziale trimestrale (4° trimestre 2021 sullo stesso periodo del 2020) è nettamente positiva, +9,7%, così come è positivo anche l’andamento congiunturale (4° trimestre 2021 sul trimestre precedente) che si colloca a +1,4% dando il senso di un recupero nel corso dell’anno faticoso ma costante (andamento congiunturale dei 4 trimestri 2021: +1,2%, +3,5%, +3,2%, +1,4%).

Tuttavia il quadro generale dell’anno è in chiaroscuro. Il 2021 ha segnato nel complesso del territorio Lucca-Pistoia-Prato un balzo importante della produzione, ma il +7,1% rispetto al 2020 non è sufficiente a coprire la caduta di -11,1% segnata dal 2020 sul 2019. Il confronto 2021/2019 evidenzia infatti una quota significativa (-4,7%) ancora mancante per raggiungere i livelli produttivi pre-pandemia.

Rimangono fra le tre province le forti differenziazioni che si sono manifestate in tutto il periodo della pandemia: Lucca nel 2021 arriva addirittura a superare leggermente (+0,6%) i livelli produttivi del 2019, trascinata soprattutto da chimica-plastica-farmaceutica e in minor misura dall’alimentare e dalla produzione di macchine; Pistoia contiene la perdita a -5,3%, contando sulle buone prestazioni della meccanica e, secondariamente, di chimica e plastica, mentre settori come la carta e la moda (tessile e calzaturiero) presentano segni nettamente negativi; gli stessi segni, peraltro, che portano Prato – dove le principali voci della produzione attengono al settore moda – a dover recuperare sul 2019 ancora 13 punti percentuali.

Importanti anche, nell’ambito della rilevazione effettuata dal Centro studi di Confindustria Toscana Nord, i dati che emergono dalle risposte sugli ordinativi e sulle previsioni per i primi mesi del 2022. Il saldo fra le percentuali di risposte “aumento” e “diminuzione” della produzione date dalle aziende segna un buon +19, confermato dal +8% degli ordinativi raccolti nel 4° trimestre 2021 rispetto allo stesso trimestre del 2020. Un dato, questo, che fra i trimestri del 2021 è superato solo da quello del 2° (+10,5%), la cui entità è ben comprensibile considerando che il termine di confronto, il 2° trimestre 2020, era stato segnato dalle chiusure e dai più consistenti effetti diretti e indiretti della pandemia. Fra i macrosettori è la moda a indicare la percentuale più elevata di ordinativi, +14% rispetto al 4° trimestre 2020, seguita a ruota da chimica-plastica-farmaceutica con +13% e dalla metalmeccanica con +8,5%.

Per quanto riguarda l’export manifatturiero, i dati provinciali Istat del 4° trimestre 2021 non sono ancora disponibili e pertanto non è possibile avere un quadro complessivo dell’anno. Tuttavia i dati sui primi 9 mesi evidenziano rispetto allo stesso periodo del 2020 un buon incremento, +14,6%, che conduce a un sostanziale riallineamento (-0,9%) rispetto agli stessi mesi del 2019. A portare un segno positivo particolarmente netto sono, fra i settori a maggiore vocazione all’export, i mezzi di trasporto, l’alimentare, la plastica e i prodotti e le lavorazioni dei metalli; il settore moda, che da solo vale oltre un terzo del totale export dell’area, segna +11,1% per i primi tre trimestri del 2021 rispetto agli stessi del 2020, ma -13,1% rispetto allo stesso periodo del 2019, sostanzialmente in linea con l’andamento della produzione.

“Il 2021 si conferma come un anno di transizione, con una ripresa decisa ma non totale rispetto al terribile 2020 e con segnali controversi rispetto all’immediato futuro – dichiara il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini – senza dubbio c’è stata e c’è una ripresa della domanda di prodotti del manifatturiero e di servizi, dopo che nel 2020 la situazione sanitaria ne aveva circoscritto il perimetro all’essenziale. Per la Toscana si parla di 3,5 miliardi di euro che dovrebbero impattare su aspetti cruciali come le infrastrutture, alcune delle quali di primaria importanza per il nostro territorio come il potenziamento della linea ferroviaria Pistoia-Lucca; ma accanto a queste ci sono ad esempio anche risorse per le connessioni internet veloci e per potenziare i centri per l’impiego. Anche al di fuori delle risorse PNRR c’è molto da fare: per quell’autentico dramma che è rappresentato dai costi energetici occorre potenziare la produzione di gas nazionale e insistere sulle fonti rinnovabili, come il Governo si è ripromesso di fare, sperando che questo avvenga presto; sui fondi europei tradizionali per il sostegno all’innovazione, all’internazionalizzazione e ad altri aspetti dell’attività aziendale ci aspettiamo bandi che arrivino tempestivamente e che siano impostati all’insegna della sburocratizzazione. Come Confindustria Toscana Nord siamo impegnati a sostenere in ogni modo le imprese sul piano sia delle relazioni con le istituzioni che dei servizi. Il 2022 per la nostra associazione è anno elettorale: saranno rinnovati i Consigli di sezione e il Consiglio generale. Un momento istituzionale importante, che segna anche per noi una nuova fase dopo il biennio covid.”

 

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