• 05/12/2021

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il Fare

 Tra il dire e il fare c’è di mezzo il Fare

La ripresa parte dai territori d’Italia. Alle istituzioni la regia, agli attori il compito di far funzionare i motori.

Molto si dice, mitizzando il PNRR e il ruolo di un’Europa che fino a un anno fa era considerata a dir poco matrigna, poco si fa di concreto. Eppure è il momento irripetibile che non può essere perso per ripartire, per ricostruire. Come in un dopoguerra.

In questo quadro Toscana Economy ha scelto di parlare di Made in Tuscany, con la chiave del gusto come identità del territorio e mettendo l’accento sull’innovazione che fa perno sulla cultura del cibo e del vino. Il ponte tra storia e futuro. Cibo e vino alla base del paesaggio toscano, come leva per l’export, come ambito di ricerca di eccellenza, come prodotti ambasciatori.

Pochi sanno che Made in Italy è stato rilevato da KPMG come terzo brand più noto al mondo dopo Coca Cola e Visa. Un grande patrimonio di immagine che diviene leva propulsiva di sviluppo.
Made in Tuscany aggiunge al valore Italia il rilievo di una terra unica, culla del rinascimento e della bellezza.

Ma torniamo all’Europa e alle chiavi del nuovo modello emergente di nuova economia plurale.
Per sviluppare la Green Europe occorre mettere a sistema Pubblico, Privato, Terzo Settore spingendo gli attori a muoversi come sistema. I progetti che saranno finanziati dall’Europa, in parte come risarcimento per essere stati come Paese l’avanguardia del Covid e in parte prestati ai nostri figli e nipoti, non possono essere sprecati. Il rischio sono i progetti-puzzle. Si raccolgono proposte pubbliche e private, si fa l’elenco delle priorità e si comincia a spendere. Ma la regia?

Vogliamo immaginare che si possa lavorare in uno schema logico che metta a fuoco un nuovo modello di sviluppo, basato sulla sostenibilità ambientale, economica, sociale, e che si regge su due gambe, quella dell’inclusione e delle comunità educanti e quella della comunità economica.

Le due gambe non sono autonome. Non c’è sviluppo sostenibile senza l’inclusione. Per questo alla base del nuovo modello che deve emergere dalla crisi dovranno essere considerati nel giusto ruolo i giovani, perno obbligato di coprogettazione. una next generation alla quale devono essere date le giuste opportunità di fare nuova impresa, rispettosa della loro creatività, capace di considerare la parità di genere una grande occasione di crescita e non un vincolo. Le best practice delle start up innovative devono essere favorite e promosse.

Tutto questo è possibile. È facile dirlo e raccontarlo, anche nei dettagli, ma è più difficile da fare. Troppe incrostazioni mentali fanno sì che gli attori abbiano ormai cristallizzato l’abitudine di sempre di operare nel loro orto, grande o piccolo. Qui il salto di qualità si fa se si passa dall’interesse delle categorie agli interessi di tutti.

L’ex libris dell’Abbazia di Montecassino, distrutta completamente nella Seconda Guerra Mondiale e ricostruita perfettamente recita “succisa virescit”: recisa alla base torna a rifiorire. Un tronco con un germoglio di nuova vita. Quale sarà dipenderà da noi e dalla misura della volontà di fare finalmente sistema e di Fare piuttosto che dire di fare…

IL PROSSIMO NUMERO: INNOV/AZIONE

Al centro del nuovo modello di sviluppo che sta emergendo dalla pandemia e dalle esigenze indifferibili di sviluppo sostenibile è da considerare l’innovazione, di processo e di modello e la leva primaria della cultura. Ogni area di intervento dei fondi europei avrà la sua sezione innovazione da considerare in modo prioritario. Stiamo lavorando per dar voce alle realtà della Toscana che possano costituire i nodi di un futuro che è già arrivato. Scrivete alla redazione per proporre il vostro caso, descrivendo la vostra realtà. Sarà nostro impegno intervistare i soggetti di maggior interesse. La prossima uscita di Toscana Economy sarà all’inizio del 2022. Nelle pagine web di www.toscanaeconomy.it e nella nostra newsletter saranno nel frattempo proposte in anteprima le segnalazioni che perverranno.

redazione@toscanaeconomy.it

Giuliano Bianucci

Direttore responsabile - giuliano.bianucci@toscanaeconomy.it