• 27/05/2022

Toscana Centro, mismatch nel sistema manifatturiero: le proposte di CNA

 Toscana Centro, mismatch nel sistema manifatturiero: le proposte di CNA

È stato presentato il primo Report MISMATCH CNA realizzato da CNA Toscana Centro nelle province di Prato e Pistoia.  Ad approfondire il fenomeno e i dati sui due territori, oltre a presentare proposte concrete, sono intervenuti il Presidente CNA Toscana Centro Claudio Bettazzi, Alessandra Nardini (Assessora regionale all’istruzione, formazione, università e ricerca, impiego), i Presidenti delle province di Prato e Pistoia Francesco Puggelli e Luca Marmo, Dalila Mazzi (presidente della C.C.I.A.A. di Pistoia e Prato) e Luca Tonini (Presidente CNA Toscana).

La “Trappola demografica” come elemento chiave: una dinamica generazionale negativa

L’attenzione alla dinamica demografica è diventata centrale per analizzare il fenomeno del mismatch e poter orientare e programmare le politiche formative Questa situazione è descritta come la “Trappola demografica” ed è necessario inserirla al primo punto dell’analisi per l’importanza della sua portata. CNA ha confrontato la dimensione quantitativa della generazione in ingresso nel mondo del lavoro (15-24 anni) con quella in uscita (55-64 anni), si noti la differenza del 52% tra le generazioni.

Successione alla guida delle imprese

Il 51,51% delle imprese del nostro territorio sarà interessato alla successione di impresa, nell’arco dei prossimi anni. Si tratta di un movimento che, solo nel settore manifatturiero, riguarda circa 7.000 imprese.

Ma chi sarebbero i nuovi imprenditori destinati a succedere nelle imprese del nostro territorio?

Per il 48,82% Cessione a familiari già attivi in azienda. Per il 13,43% Cessione a dipendenti dell’azienda. I soggetti di questa categoria interessata sono tra 900 e 1.000 lavoratori dipendenti ed è ragionevole pensare che attualmente queste persone non abbiamo un’adeguata formazione manageriale.

Per il 24,24% Cessione a soggetti esterni all’attuale compagine aziendale e altre soluzioni stimate al 13,51%. Su quest’ultimo punto la territorialità è caratterizzante di una tendenza: le aziende collocate nella provincia di Pistoia hanno una più alta propensione alla successione verso i dipendenti mentre a Prato prevarrebbero familiari e investitori esterni.

Come cambierà l’occupazione nei prossimi tre anni, dal punto di vista delle imprese

I tre quarti delle imprese (74,97%) prevedono di assumere nei prossimi tre anni. Il 60% delle imprese ha effettuato almeno un’assunzione negli ultimi 12 mesi. Quasi la metà, il 47,29%, prevede di creare nuova occupazione in previsione della crescita dell’attività.

Per il solo settore manifatturiero si stima che questo fabbisogno corrisponda a circa 8.000 ulteriori unità lavorative mentre il 27,68% dei nuovi inserimenti dovrebbe essere necessario per sopperire alla sostituzione di personale in uscita, per una quantità di occupati pari a circa 4.700. Nel complesso, solo per le aziende del manifatturiero, si stima che saranno necessari nel medio termine quasi 13.000 nuovi lavoratori, disponibili all’ingresso nel mondo del lavoro, che abbiano le competenze adeguate per le necessità del sistema produttivo locale.

Per avere un confronto numerico con gli studenti in uscita dai vari percorsi di istruzione con una proiezione al prossimo triennio, si stimano circa 15.500 persone (elaborazione da dati MIUR).

Le tipologie di rapporto in ingresso che le imprese sarebbero intenzionate a attivare sono: Tempo indeterminato: 39,63% – Tempo determinato: 32,98% – Apprendistato: 26,37% – Interinale: 4,60% – Tirocinio: 10,26%

Le proposte di CNA Toscana Centro

Come sottolineato dal Presidente CNA Toscana Centro Claudio Bettazzi, queste sono le proposte di CNA per invertire la tendenza del mismatch a breve e lungo termine.

Successione d’impresa e passaggio generazionale – Servono misure ad hoc per agevolare due tipologie di interventi: verso gli aspiranti imprenditori, soprattutto se individuati internamente alle aziende, e verso gli imprenditori che sono intenzionati ad attivare percorsi di successione.

Orientamento scolastico – L’orientamento scolastico deve rappresentare un sistema consolidato integrato nei percorsi didattici, e dovrebbe prevedere una forte sinergia con il mondo delle imprese affinché si rendano consapevoli le scelte sia per le famiglie che per i ragazzi su quali possono essere le opportunità occupazionali nel sistema economico locale.

Maggiore interazione impresa/scuola – Crediamo sia decisiva l’attivazione dei Comitati Tecnici Scientifici in ciascun Istituto, con la partecipazione di rappresentanti del mondo delle imprese, sia per indirizzare i programmi didattici, sia per fruire di testimonianze specialistiche, sia per programmare visite aziendali, così come per facilitare la programmazione e la realizzazione di percorsi efficaci di Alternanza Scuola lavoro.

Sostegni alla formazione aziendale in ingresso – Il sistema delle PMI è caratterizzato da un’alta specializzazione produttiva, per cui la formazione in azienda è estremamente importante e spesso insostituibile. Ecco perché le misure previste dalla Regione Toscana dovranno sostenere la formazione e l’affiancamento condotti direttamente dall’impresa, adeguatamente dimostrati e validabili.

Alternanza Scuola Lavoro – Attivare attività di supporto per imprese e scuole attraverso gli strumenti della CCIAA e l’esperienza delle associazioni di categoria che possono accompagnare un percorso di intensificazione dei rapporti e di aumento delle imprese disponibili a ospitare percorsi di alternanza efficaci.

ITS – I diplomati ITS a oggi non sono sufficienti a soddisfare tutte le esigenze delle imprese. Servono ITS sempre più immersi nei sistemi locali e nei distretti e orientati in particolar modo al sistema e alle esigenze delle PMI diffuse in Toscana. Per questo CNA sta contribuendo, assieme a numerose aziende associate all’attività degli ITS, in particolare sulla meccanica.

Qualificare e ri-adattare le competenze – I corsi di formazione professionale sono uno strumento valido per la riqualificazione delle competenze in tempi rapidi. Serve però maggiore attenzione ai bisogni primari del sistema economico. E’ importante che emergano dai territori e dai distretti le priorità rispetto alle figure professionali e che sia dato spazio anche alla riqualificazione interna nelle aziende.

Sburocratizzare il lavoro dei Centri per l’Impiego – L’impressione di molte imprese, è che i Centri per l’Impiego siano sempre più oberati da pratiche legate a politiche passive del lavoro anziché impegnati a ricollocare i disoccupati. Per questo chiediamo un impegno concreto alle istituzioni per “sburocratizzare” i CPI.

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