• 24/06/2022

Tissue, l’igiene sostenibile

 Tissue, l’igiene sostenibile

Carta tissue, l’innovazione sostenibile nel mondo dell’igiene personale: 100% riciclabile e ottenuta solo con materiali naturali. La Toscana ne è il primo produttore europeo.

L’igiene rappresenta uno dei fattori principali nello sviluppo della società moderna, e ancora di più quando è sostenibile.
A questo ci pensa la carta tissue, il bilancio perfetto tra igiene e sostenibilità.

Il settore della carta tissue è uno dei pilastri dell’industria toscana, dove viene infatti realizzata l’80% della produzione nazionale. Circa diecimila occupati per un fatturato di quasi cinquemila milioni di euro all’anno: sono i numeri della Tissue Valley Toscana, compresa tra Lucca e Pistoia, dove hanno sede circa 340 aziende specializzate tra carta e cartotecnica e produzione di macchinari per la carta.

Ma che cos’è il “tissue”? Parlando dunque di “tissue” si fa riferimento a carta igienica e a rotoli da cucina, ma anche a fazzoletti, tovaglioli, lenzuolini medici, rotoli industriali, veline facciali e così via.
La carta tissue è una scelta sostenibile poiché deriva interamente da materiali naturali ed è al 100% riciclabile. Inoltre, nessun albero viene abbattuto per produrla. A tale scopo vengono impiegati la corteccia di ramoscelli e gli scarti dell’industria del legname. Gli alberi vengono prima utilizzati per il settore delle segherie e quindi destinati alla creazione di altri prodotti come la cellulosa, la base della carta tissue.

L’intento di promuovere un consumo e una produzione responsabili è ripreso nell’Obiettivo 12 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo. I prodotti in carta tissue rivestono un ruolo importante in questo senso. Sono fondamentali per la salute e l’igiene delle persone. Sebbene la carta sia il materiale più riciclato in Europa, con tassi di riciclo superiori al 70%, la carta tissue, considerato il suo utilizzo in forma di carta igienica, asciugamani e fazzoletti monouso, ecc., è solitamente un prodotto usa e getta che viene eliminato nella spazzatura dopo l’uso. I prodotti in carta tissue si inseriscono tuttavia perfettamente nei programmi esistenti di gestione dei rifiuti e potrebbero addirittura offrire il recupero dell’energia attraverso l’incenerimento o il compostaggio. Per questo non ne possiamo fare a meno.

Nella nostra regione operano moltissime imprese che si fanno carico della produzione del tissue e in questo modo promuovono una situazione sanitaria di gran lunga migliore, operando in maniera del tutto sostenibile.
Una di queste è la Gambini S.p.A., azienda di Altopascio leader nella progettazione e realizzazione di macchinari e linee di converting per i prodotti tissue. Un’altra impresa molto nota nel settore è la Sofidel S.p.A., con sede a Porcari, la quale si occupa della produzione di carta per uso igienico e domestico. Inoltre, è titolare di più di 15 marchi, tra cui Regina, Softis, Le Trèfle e Sopalin. Anche Futura, azienda lucchese del gruppo Faper che ha recentemente acquistato la Plusline, è rinomata a livello internazionale grazie alle soluzioni innovative nel mercato del converting.

Alessia

stagista

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