• 16/09/2021

Tirocini extracurriculari: un’opportunità per giovani e imprese

 Tirocini extracurriculari: un’opportunità per giovani e imprese

In un momento storico in cui, a causa della pandemia, il mondo del lavoro risulta cristallizzato, senza alcuna prospettiva di crescita, diventa fondamentale trovare nuove risorse, nuovi spunti per poter cominciare a rialzarsi e cercare nuove alternative per dare la possibilità, soprattutto ai giovani, di affacciarsi al mondo del lavoro, tra questi i tirocini extracurriculari

La regione Toscana, nell’ambito del progetto Giovanisì, promuove con bandi periodici l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro attraverso un cofinanziamento regionale a copertura totale o parziale del rimborso mensile, erogato con la medesima cadenza al giovane tirocinante. 

I tirocini variano da quelli curriculari ai praticantati finalizzati all’ingresso nelle professioni. In questa sede mi sembra opportuno soffermarmi su una categoria in particolare, chiamata “extra curriculare”.

Si tratta di tirocini rivolti ai giovani appena usciti dalla scuola – infatti il limite d’età per accedervi è fissato a 29 anni – che rappresentano una grossa opportunità non solo per i ragazzi che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro, ma anche un grande vantaggio per le aziende che hanno la possibilità di formare una nuova forza aziendale, senza sottostare ai rigidi vincoli e costi che un normale contratto di lavoro subordinato comporta.

Infatti, durante il periodo di tirocinio, che in genere dura massimo sei mesi, il tirocinante ha l’opportunità di effettuare un’esperienza formativa all’interno di strutture aziendali, vedendosi riconosciuto un contributo mensile di almeno cinquecento euro, il che gli consente di arricchire il curriculum personale e al contempo potrebbe aiutarlo a capire  quale strada intraprendere da grande.

Dal canto loro, le aziende, in un momento in cui sicuramente non possono permettersi  i costi aggiuntivi relativi al personale dipendente, hanno l’opportunità di formare nuova forza lavoro  a un costo minimo, spesso rimborsabile, e  valutare poi se eventualmente  portare avanti il rapporto così instaurato sotto forma di futuro lavoro dipendente, oppure, anche, preferire l’apprendistato professionalizzante, altra forma di assunzione estremamente agevolata dal punto di vista contributivo.

La Regione Toscana ha sicuramente dato un grosso input ai ragazzi e alle aziende con questa forma contrattuale atipica. Non è cosa da poco, infatti, avere offerto da un lato l’opportunità di imparare un mestiere ai ragazzi godendo di una piccola retribuzione, nell’attesa di capire se può essere quello un lavoro da intraprendere seriamente per il futuro, e dall’altro avere consentito alle aziende di potere ricominciare, dopo un periodo veramente difficile, ma senza grandi capitali da investire.


APPROFONDIMENTI

Scopri tutti i tirocini attivati dalla Regione Toscana nell’ambito del progetto Giovani Sì

Chiara Malatesti