• 20/06/2024

TEA GROUP LA STARTUP CHE “CORREGGE” L’INQUINAMENTO CON LE PIANTE

 TEA GROUP LA STARTUP CHE “CORREGGE” L’INQUINAMENTO CON LE PIANTE

Alessandro Zaldei, uno dei fondatori di Tea Group

Monitorare la qualità dell’aria, “correggere” i problemi di inquinamento e sottolineare come le piante possono migliorare la situazione generale. La startup Tea Group, nata a Signa (Firenze) a fine 2016, ha deciso di dedicare un’intera ala dell’azienda proprio all’ambiente: partiti dalla Toscana – con lavori a Prato (progetto Urban Jungle), Lucca (progetto Veg Pm10), Arezzo, Livorno, Firenze e Pisa – il business si è poi espanso fino ad arrivare a collaborazioni con Autostrade, per monitorare il tratto di strada del Brennero

Uno dei cinque soci (e tra i fondatori del gruppo) è Alessandro Zaldei (che è anche ricercatore del Cnr): «Abbiamo grande attenzione per l’ambiente – dice – e siamo in grado di monitorare dove la situazione necessita di correttivi. Ad esempio nella Piana di Lucca abbiamo creato un monitoraggio che ci permette di vedere l’impatto delle polveri sulla zona e la mitigazione degli effetti con le piante».

Il “segreto” di Tea Group si chiama AirQino, una piattaforma di monitoraggio ambientale ad alta precisione, nata dall’esigenza di realizzare una rete di stazioni per la valutazione accurata della qualità dell’ambiente in ambito urbano. Si tratta di stazioni fisse o mobili, in versione indoor o outdoor, per rilevazioni metereologiche e degli agenti inquinanti.

«Abbiamo distribuito in tutto il mondo, grazie a un accordo commerciale con una società italo-francese, 7mila device, piccole centraline che misurano i principali parametri dell’aria con un monitoraggio low-cost in grado di affiancare nei loro percorsi di crescita le smart cities», dice Zaldei. La startup ha per esempio collegamenti in Spagna: «Abbiamo sviluppato un’idea nuova, in collaborazione con la Regione Toscana – spiegato Zaldei -. In pratica monitoriamo la qualità dell’aria all’interno dei beni museali: in Spagna abbiamo iniziato col museo di Altamira, in Toscana all’Accademia dei Georgofili e all’Osservatorio Ximeniano».

Ma l’obiettivo è estendersi sempre di più, oltre che continuare a diversificarsi. Da questo punto di vista Tea Group lavora nel settore militare (con assemblaggi elettromeccanici, montaggi schede elettroniche e cablaggi), nell’agricoltura di precisione e nella produzione e vendita di apparati illuminotecnici a led.

Ma il lavoro di Tea Group non si ferma certo alla fase di monitoraggio. «Lo step successivo – racconta Zaldei – prevede la messa in campo di opzioni Nbs (Nature based solutions), per mitigare l’effetto dell’inquinamento e adattarsi ai cambiamenti (la cosiddetta resilienza). Una fase che svolgiamo insieme ad altre realtà, come enti di ricerca, università, studi di architettura del verde. E gli interventi, grazie ai nostri device, sono mirati e avvengono dopo aver definito gli hotspots, ovvero le aree più “calde” da “correggere” con interventi sulla viabilità, con ordinanze sulla combustione delle biomasse e, soprattutto, con la messa a dimora delle piante».

David Meccoli

Giornalista tradizionale e digitale, esperto in relazioni pubbliche e comunicazione d'impresa

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