• 04/12/2021

Sprint della manifattura fiorentina nel secondo trimestre

 Sprint della manifattura fiorentina nel secondo trimestre

Il settore manifatturiero fiorentino, anche se nell’attuale fase di mercato non mancano le criticità (carenza di materie prime, spinte inflazionistiche e rincaro dei costi energetici), ha iniziato a compensare le perdite subite nel corso della crisi sanitaria, facendo segnare un incremento tendenziale della produzione del 7,4% nel primo trimestre 2021 (rispetto alle stesso periodo del 2020) e del 28,2% tra aprile e giugno, andando così a recuperare i livelli di attività antecedenti al covid. Lo rivela l’ultimo report dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Firenze.

Il fatturato segue la produzione con una risalita graduale (+4% nel primo trimestre) per poi passare ad un recupero più intenso nel secondo trimestre (+36,4%), alimentato in parte dalle scorte. Anche il fatturato estero e gli ordinativi esteri evidenziano un’ottima capacità di recupero, soprattutto nel secondo trimestre (rispettivamente +11,3% e +16,9%); ed aumenta la quota di fatturato esportato detenuta esclusivamente dalle imprese esportatrici (50,2%).

“È ripartita la dinamica della produzione industriale locale parallelamente al trend nazionale, confermando quanto la base manifatturiera fiorentina abbia di fatto gli “anticorpi giusti” per rispondere in modo repentino e positivo alle sollecitazioni del contesto esterno”, commenta Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di commercio di Firenze. Per il segretario generale, Giuseppe Salvini “le nostre imprese stanno dimostrando una notevole propensione a inserirsi nel trend di recupero dei mercati esteri, nonostante la maggior complessità, e ad agganciare un inizio di ripresa della domanda interna, con particolare riferimento agli investimenti”.

Riguardo al terzo trimestre, il preconsuntivo della produzione manifatturiera mostra una dinamica positiva che procede ad un buon ritmo (+12,3% sul trimestre precedente), sebbene presenti un rallentamento tutto sommato atteso e dipendente da un grado di incertezza legato prevalentemente a fattori di mercato (piuttosto che alla recrudescenza del virus) come: la “rotazione” della domanda da industria a servizi; criticità negli approvvigionamenti (scarsità di alcuni semilavorati e aumento costi di trasporto); difficoltà nell’evasione delle commesse per molti settori. La dinamica manifatturiera si è comunque stabilizzata su un buon valore, con una variazione acquisita che dovrebbe andare oltre il 10% nella media 2021 rispetto all’anno precedente.