• 04/12/2021

Sei lauree a 25 anni: studia a Pisa il prodigio dell’università italiana

 Sei lauree a 25 anni: studia a Pisa il prodigio dell’università italiana

La sua è un’autentica fame di conoscenza. Non fine stessa, quanto piuttosto finalizzata alla formazione di un profilo professionale completo, specializzato nel campo della chirurgia ma competente in altri settori ad esso strettamente collegati, come l’ingegneria e la biotecnologia. Evidentemente la voglia, per completare un percorso di studi così complesso e articolato, da sola non basta, ma servono anche talento e una grande motivazione. Doti che certamente non mancano a Samuele Cannas, giovane studente dell’Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna, che lo scorso ottobre ha conseguito la laurea in Biotecnologie Molecolari. 

Fin qui nulla di strano, se non fosse che si tratta della quarta in meno di tre mesi e che si aggiunge a quelle in Pianoforte al Conservatorio di Cagliari, in Medicina e Chirurgia (luglio 2021), in Biotecnologie (settembre 2021) e in Ingegneria (ottobre 2021) conseguite tutte all’Università di Pisa. Finita qui? Neanche per idea, perché a dicembre, dopo il prestigioso titolo della Scuola Sant’Anna di Pisa, sarà infatti il primo studente in tutta Italia a possedere 6 titoli universitari all’età di soli 25 anni

La domanda allora ci è sorta spontanea: ma vista la così giovane età, c’era davvero bisogno di questa fretta? «In realtà sì – ha esordito lo studente prodigio con un sorriso – quando sono andato in Francia per un training di chirurgia, il primario mi domandò “Quanti anni hai?” E Io: “23”. “Sei già vecchio”, sentenziò il dottore. In effetti aveva ragione: in un percorso medico puoi diventare primario a 40 anni, per cui indicativamente avrai solo 20 anni per produrre risultati significativi. Questo è il motivo della mia impellenza, volevo concludere subito il percorso per dedicarmi prima possibile agli studi specialistici. Oltre a questo, per fare il chirurgo ci vogliono caratteristiche fisiche e di concentrazione importanti, per cui è fondamentale essere giovani e nel pieno delle forze».

Nonostante la giovane età, Samuele ha avuto un percorso di studi netto e indirizzato sin da subito. Così come ha molto chiaro come la figura del chirurgo si evolverà nel futuro: un futuro molto più vicino di quanto si pensi. «Mi sono affacciato alla chirurgia, in particolare quella dell’addome, sin da giovanissimo. La spinta me l’ha data aver avuto dei nonni che si sono trovati ad affrontare patologie tumorali. Per questa particolare professione la sola conoscenza della medicina, seppur estremamente approfondita, non può essere sufficiente. Il chirurgo di oggi è come un artigiano, detiene la conoscenza e ha la tecnica che applica nell’intervento. L’obiettivo dev’essere quello di garantire a tutti, indipendentemente da chi ti opera e dove, la risoluzione del problema. Per far sì che una probabilità diventi una certezza è necessario impiegare i robot, che possono operare ad altissimo livello escludendo qualsiasi tipo di errore. Il percorso di formazione nel corso degli anni è cambiato: all’estero per esempio non si trova un medico che non sappia programmare o analizzare i dati. Il chirurgo diventerà una sorta di supervisore con il compito di standardizzare la robotica. Attenzione, non sto dicendo che la figura del medico sparirà: ci sono aspetti in cui l’intervento umano resta indispensabile»

Quello di Samuele è un percorso senza precedenti, costruito con cura nel corso degli anni per raggiungere il suo nobile scopo nella lotta contro i tumori gastrointestinali. Un’avventura che dal punto di vista accademico non finisce certo qui, visto che che, dal 2022, proseguirà gli suoi studi specialistici in Chirurgia addominale negli Stati Uniti.

Carlo Alberto Pazienza

Giornalista - carloalberto.pazienza@toscanaeconomy.it