• 02/08/2021

Rinascimento Firenze: iniziative imprenditoriali a impatto sociale

INTERVISTA A Luigi Salvadori, presidente della Fondazione CR Firenze

Luigi Salvadori, presidente Fondazione CR Firenze

Fare sistema tra gli attori del territorio, mettere a confronto le idee e le posizioni di ciascuno, dall’associazionismo di categoria alle professioni, dalle università alle imprese partecipate: Toscana Economy intende rappresentare una voce costante e periodica di tali realtà, in modo che ognuna di esse possa esprimersi su come sta cambiando il modello di sviluppo. Lo ha ribadito anche il nostro direttore responsabile Giuliano Bianucci a colloquio con il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Luigi Salvadori

Abbiamo scelto di intervistarlo perché le fondazioni sono un punto di osservazione privilegiato dell’evoluzione del sistema socio-economico, in quanto elemento di raccordo tra comunità educanti e comunità economiche, un territorio neutrale nel quale pubblico e privato possono convergere, dando vita a progetti di rilancio del tessuto produttivo locale, così fortemente ridimensionato dalla crisi sanitaria. 

È  il caso del Programma Rinascimento Firenze, con il quale la Fondazione intende sostenere le iniziative imprenditoriali in grado di generare un impatto sociale apprezzabile sul territorio, con particolare riferimento alla forza lavoro, alla resilienza e alla competitività. L’intervento si compone di cinque bandi, ognuno relativo a una specifica filiera: artigianato artistico; turismo e cultura; moda, enogastronomia e lifestyle; start up innovative, tecnologia, industria 4.0 e agritech; agroindustria.

Sono stati messi a disposizione contributi a fondo perduto da venti a centomila euro, a cui si aggiunge un prestito d’impatto concesso da Intesa Sanpaolo, per un ammontare compreso tra i sessanta e i cinquecentomila euro. L’accesso a tali risorse è condizionato al co-investimento da parte dell’imprenditore per un importo non inferiore al 50% del contributo a fondo perduto. 

«Nella definizione dei bandi abbiamo tenuto ben fermi due obiettivi – spiega Salvadori – innanzitutto che l’imprenditore credesse nell’idea di impresa che andavamo a finanziare e che versasse una parte del capitale; inoltre che venisse rispettato lo scopo sociale del programma, ossia  la conservazione del posto di  lavoro o l’aumento dei posti di lavoro. A questo proposito, i primi tre bandi sono stati un successo: tra posti consolidati e nuovi posti di lavoro, siamo arrivati a mille unità. 

Il quarto bando si è chiuso con cento domande, un risultato di notevole interesse. Tutto il programma ha avuto un impatto importantissimo, sia per le risorse erogate che per l’obiettivo sociale. Infatti, la Fondazione ha messo a disposizione un importo pari a dieci milioni di euro, mentre Intesa Sanpaolo metterà a sua volta a disposizione un importo complessivo fino a cinquanta milioni di euro. Il quinto bando si aprirà in tempo per l’avvio delle ferie estive».

La Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze non è nuova a iniziative di questo tipo, dato che ha finanziato la trasformazione in hub digitale di Nana Bianca,  che ad oggi è il più importante punto d’incontro italiano per le startup italiane.

Il presidente Salvadori lo ricorda con orgoglio: «La Fondazione ha comprato e ristrutturato l’ex Granaio dell’Abbondanza, dove attualmente risiede Nana Bianca. Un tempo è stata la sede della Caserma Cavalli, dove molti fiorentini hanno fatto la prima visita di leva. Ricordo che Nana Bianca paga le proprie spese, ma non paga l’affitto, quindi si tratta di un investimento molto importante. Nello stesso immobile sorgerà una scuola per programmatori informatici, una specializzazione di cui sia le aziende del territorio che le aziende nazionali hanno estremo bisogno».

Allo studio c’è anche un progetto di formazione completo, con protagonisti Polimoda, l’Alta Scuola di Pelletteria Italiana e la Scuola di Scienze Aziendali. Sarà un modo per far rivivere Firenze, per attrarre i giovani e non farli uscire dalla città».

Il mondo come lo avevamo conosciuto prima del Covid non esiste più e ciò rende necessari nuovi strumenti di progettazione. Su questo le Fondazioni saranno determinanti per il futuro dell’Italia. 

«Finalmente abbiamo la possibilità di collaborare con le amministrazioni pubbliche, percorrendo insieme la stessa strada. Solo con l’aiuto di soggetti privati, già predisposti a investire nel cambiamento, si può creare futuro». 

Anche durante la prima ondata, quando essenziale era non tanto progettare quanto governare l’emergenza, la Fondazione ha avuto un ruolo essenziale: «Abbiamo messo a disposizione della Regione 60 milioni di euro per effettuare tutti gli acquisti relativi al materiale sanitario, dovendo i fornitori cinesi essere pagati in anticipo – conclude Salvadori – Senza di noi non sarebbe stato possibile avere subito macchinari come i respiratori, che hanno salvato migliaia di vite umane».


Vogliamo favorire il mantenimento di posti di lavoro e dare un segnale di fiducia a quegli imprenditori e a quelle imprese, anche del comparto no profit, che “hanno voglia di fare”.

Luigi Salvadori



APPROFONDIMENTI

www.fondazionecrfirenze.it

Giulia Baglini