• 08/08/2022

Riforma fiscale, accesso al credito e digitalizzazione

La ricetta della ripartenza per Cna Toscana 

TOSCANA ECONOMY Riforma fiscale, accesso al credito e digitalizzazione
Luca Tonini, presidente Cna Toscana
TOSCANA ECONOMY Riforma fiscale, accesso al credito e digitalizzazione

Intervista a Luca Tonini, presidente Cna Toscana

La capacità di reinventarsi e ripartire fa parte del suo background e l’ha sperimentata in tempi non sospetti: quel famoso 2008 in cui la bolla dei mutui subprime fece scoppiare una crisi mondiale. Allora Luca Tonini decise di convertire la sua azienda passando dal settore dell’edilizia a quello del turismo, dando vita a un albergo diffuso nell’area fiorentina. Sarà per questa sua capacità di guardare avanti, di affrontare una crisi aggirandola o “saltando l’ostacolo” che durante l’intervista con l’attuale presidente di Cna Toscana si respira un cauto ottimismo

Nonostante i numeri presentati, numeri che forniscono una chiara idea del danno che la pandemia ha portato all’economia della piccola e media impresa, il pensiero, più che a ciò che è stato, va verso ciò che sarà, ciò di cui c’è bisogno per avviare quella famosa “ripartenza” di cui tanto si parla e che per Tonini arriverà nel 2022. 

Presidente, quanto pesa la piccola e media impresa sull’economia toscana? 

«L’economia regionale è uno specchio fedele di quella nazionale. La micro, piccola e media impresa rappresenta circa il 90% delle imprese italiane e così avviene anche in Toscana. Siamo un’economia con una profonda tradizione artigiana che tutt’ora portiamo avanti e, a livello internazionale, siamo la seconda manifattura europea dopo la Germania». 

In questo contesto quale ruolo svolge Cna Toscana? 

«In Toscana la Cna associa circa 45 mila imprese e può contare su una diffusione capillare dell’organizzazione che si declina in una sede regionale, 10 sedi provinciali, quasi 200 uffici territoriali e oltre mille persone che ogni giorno assistono il mondo dell’impresa. Ciò che ci contraddistingue, da sempre, è la vasta gamma di servizi che offriamo: dal supporto ai percorsi di digitalizzazione e internazionalizzazione, all’accesso al credito, fino alla consulenza in ambito fiscale e contabile». 

Come è strutturata la piccola e media impresa toscana? Quali sono i settori principali e quelli d’eccellenza? 

«In Toscana abbiamo una rappresentanza di tutti i settori. Abbiamo inoltre dei settori storici raggruppati nei nostri distretti come il settore tessile, quello della meccanica, l’artigianato artistico tipico delle nostre città d’arte, il turismo, la balneazione, l’enogastronomia». 

Quali sono i settori che hanno sofferto di più per la pandemia e le chiusure? 

«Tutti hanno sofferto. Le continue chiusure e riaperture hanno pesato enormemente. A fronte dei mancati introiti le imprese hanno continuato ad avere costi fissi, oltre ad aver investito per mettere in sicurezza i vari luoghi di lavoro. L’80% delle aziende ha chiuso il 2020 con una riduzione di fatturato e oltre il 70% soffre per mancanza di liquidità. Ancora non abbiamo dei dati esatti sulle chiusure delle piccole e medie imprese nel 2020, ma si stima che siano quasi il 20%».

Qualcuno si è salvato? 

«Nel mondo della piccola e media impresa tutti hanno subito un danno da questa crisi. Forse si è salvato, o ha limitato le perdite, chi è stato capace di vendere on-line, ad esempio nel settore della moda. In quello dell’artigianato artistico, fatto di botteghe tradizionali situate nei centri d’arte, questa possibilità è stata invece molto limitata». 

Quali sono le richieste di Cna alle istituzioni per favorire una vera ripartenza? 

«Quello che serve e che chiediamo è: una riforma fiscale, accesso al credito, la riforma della pubblica amministrazione con dei seri processi di semplificazione, digitalizzazione».

Ma non sono le stesse richieste che facevate anche prima della pandemia? 

«Sì, i problemi delle imprese sono gli stessi. La pandemia non ha fatto che accentuarli. Oggi ad esempio il problema della mancanza di liquidità è enorme». 

Adesso con il Recovery Found arriveranno nuove risorse. Ci sono dei progetti che secondo lei andrebbero portati avanti nel territorio toscano per favorire lo sviluppo dell’impresa? 

«La pista dell’aeroporto di Peretola, la Due Mari, la Tirrenica e l’alta velocità. La Toscana ha bisogno di queste infrastrutture per non rimanere tagliata fuori e per innescare dei processi di sviluppo futuri».


APPROFONDIMENTI

www.cnatoscana.it

Francesca Maltagliati

Giornalista - francesca.maltagliati@toscanaeconomy.it

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