• 16/08/2022

Prevenzione e repressione dello sfruttamento sul lavoro

in un’ ottica di sviluppo sostenibile


Dopo la legge n. 199/2016 recante le “Disposizioni in materia di contrasto ai  fenomeni  del  lavoro  nero, dello sfruttamento del lavoro  in  agricoltura  e  di  riallineamento retributivo nel settore agricolo” c’è stata una progressiva intensificazione a favore del lavoro legale che è uno degli obiettivi dell’agenda 2030 dell’ ONU  per lo sviluppo sostenibile fra i quali rientra, appunto, quello del lavoro dignitoso.

Si rammenta in proposito sia la riforma dell’ art. 603 bis del codice penale  che disciplina l’ intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro,  oltre all’ introduzione del reato della somministrazione fraudolenta e l’ avvio di una serie di azioni da parte delle istituzioni volte a realizzare la legalità del lavoro con l’ intento di contrastare il fenomeno dello sfruttamento. 

Del resto, la lotta allo sfruttamento sul lavoro emerge anche dalla lettura degli obiettivi dell’ agenda 2030 ONU al fine di conseguire quello più generale della crescita economica sostenibile,  partendo dalla garanzia dell’ equa retribuzione fino alla promozione di un ambiente lavorativo sano e sicuro per i lavoratori, senza tralasciare la piaga del lavoro minorile.

Sostanzialmente dall’introduzione della legge  n. 199/2016 si è concretizzata l’idea che il fenomeno dell’ occupazione in condizioni al di sotto dei parametri sia nazionali che internazionali si elimina soltanto con la prevenzione, repressione e sostenibilità ed anche con azioni volte ad assicurare la dignità del lavoro.

Sebbene la pandemia abbia rallentato gli obiettivi di sviluppo globale, non sono mancati provvedimenti come la procedura di emersione straordinaria introdotta dal D.L. N.34/2020, con la quale c’è  l’ intento di sostenere la domanda inevasa della forza lavoro in alcuni settori  come in quelli agricoli ( che di solito sono soddisfatti con l’ impiego di stranieri, spesso irregolari) è stata di supporto per il miglioramento delle condizioni lavorative dei lavoratori coinvolti cui si aggiunge, come anticipato, l’ applicazione del nuovo articolo 603 bis c.p.  anche al di fuori del settore agricolo ( in cui, solitamente, è maggiore il fenomeno dello sfruttamento).

Uno dei primi risultati conseguiti all’aver preso coscienza della necessità di affrontare lo sfruttamento lavorativo tramite un modus operandi che combini prevenzione e repressione è stata la nascita del “ tavolo operativo per la definizione di una strategia di contrasto al caporalato ed allo sfruttamento lavorativo in agricoltura” presieduto dal Ministro del Lavoro assieme ad i rappresentanti dei ministeri interessati, oltre all’ Ispettorato Nazionale del Lavoro  ( INL), all’ INPS ed alle forze dell’ ordine delle regioni e delle province autonome con la possibilità di estendere la partecipazione ad i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Tra i vari obiettivi del tavolo,  quello che assume maggiore rilievo è la fissazione di un piano, triennale,  che si compone di tre parti:  la prima che riguarda l’analisi del fenomeno dello sfruttamento riferito al solo settore agricolo, la seconda parte è invece dedicata ad un’ attenta analisi degli interventi che devono essere fatti da un punto di vista normativo nella legislazione esistente tenendo conto delle varie criticità che si sono riscontrate nel tempo, mentre, la terza parte, riguarda l’effettiva realizzazione del piano secondo quattro punti, ed esattamente quello della prevenzione, quello della vigilanza, quello del reinserimento ed infine quello della protezione.

Pertanto, se fino a pochi anni fa la lotta allo sfruttamento sul lavoro è stata vista come un obiettivo nel lungo periodo,  l’agenda 2030 dell’ ONU richiede di guardare tutto con una prospettiva meno dilazionata, anche se dovrà indubbiamente tenersi conto dell’ inevitabile aumento della disoccupazione che  verosimilmente conseguirà a marzo 2021  ( salvo ulteriori proroghe) dopo la fine del blocco dei licenziamenti  prevista durante la pandemia e dopo la fine dell’ erogazione della  cig e/o di altre previdenze di carattere pubblico.


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Laura Bonarini

Avvocato

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