• 20/04/2024

Tessile, esempio di economia circolare

 Tessile, esempio di economia circolare

Matteo Biffoni

Prato è uno dei più grandi distretti industriali in Italia, il più grande centro tessile a livello europeo e uno dei poli più importanti a livello mondiale per le produzioni di filati e tessuti di lana. Ne abbiamo parlato con il sindaco, Matteo Biffoni, impegnato insieme alle categorie imprenditoriali della città laniera nell’innovazione tecnologica e nell’orientamento in chiave sostenibile del settore tessile

Le oltre 7mila imprese del distretto (di cui oltre 2mila nel tessile in senso stretto) producono tessuti per l’industria dell’abbigliamento, prodotti tessili per l’arredamento, filati per maglieria, prodotti in maglia e capi di abbigliamento, tessuti non tessuti e tessili speciali per impieghi industriali.

Le manifatture tessili hanno basato gran parte del proprio sviluppo sul riutilizzo degli scarti delle lavorazioni: grazie al supporto dell’industria meccanica del distretto sono stati ideati macchinari per il riciclo di tali frazioni, evitando che diventassero rifiuti.

In particolare, si deve a Giovan Battista Mazzoni, imprenditore e tecnico meccanico pratese attivo nella prima metà del 1800, il perfezionamento delle macchine di filatura e la progettazione di nuovi strumenti per il cardato, oltre che l’utilizzo dell’energia idraulica al posto di buoi e muli.

Grazie anche alla sua opera, venne utilizzato il procedimento di rigenerazione dei ritagli di tessuti di sartoria, delle maglie e di indumenti usati.

Questo materiale era selezionato e trasformato nella cosiddetta lana rigenerata che consentiva di produrre, anche miscelata con lana vergine, tessuti cardati di ogni tipo a prezzi competitivi.

Proprio intorno alla lana rigenerata è nato il concetto di circolarità, di cui il distretto pratese è stato in qualche modo l’antesignano.

Prato è una città che ha una vocazione particolare per l’innovazione e lo è ancora di più da quando ha dato vita a PRISMA, la Casa delle tecnologie emergenti, di cui il Comune è ente capofila. In particolare, PRISMA (PRato Industrial SMart Accelerator) si propone di svolgere attività di trasferimento tecnologico verso le imprese del distretto tessile.

«Possiamo affermare che la manifattura tessile è il settore economico più antico dell’essere umano e che ogni realtà economica passa attraverso lo sviluppo del tessile. Tanto è già stato innovato e sperimentato, ma per mantenere il primato del distretto pratese in Europa, è necessario lanciare nuove tecnologie a servizio del tessile e della moda. Questo è l’obiettivo di PRISMA, un incubatore di start up innovative in stretta connessione con le aziende tessili, nato con l’obiettivo di favorire l’evoluzione di un settore già così maturo, sperimentato e conosciuto. Una delle grandi sfide che stiamo affrontando con i nostri imprenditori è l’efficientamento energetico della catena produttiva. L’industria pratese è stata capace fin dalla sua nascita di dare risposta a questa necessità: noi abbiamo inventato il cardato, una tecnica di lavorazione della fibra che ha alla base il concetto di riciclo. Noi siamo nati così, sostenibili fin dalle origini. Questo percorso non può essere interrotto e deve evolvere. Per esempio, attraverso l’uso di prodotti chimici rispettosi dell’ambiente e attraverso la capacità di recuperare e riutilizzare l’acqua nelle varie fasi della produzione tessile. L’idea è quella di rendere il circuito del tessile il più virtuoso possibile».

Il Comune di Prato sta per ricevere un contributo straordinario di 10 milioni di euro per il sostegno economico alle imprese del settore tessile. Si tratta di un intervento di portata storica: 8 milioni per sostenere i progetti selezionati attraverso i bandi e 2 milioni per progetti di sistema. Come cambierà la città grazie a questi bandi?

«Per la prima volta nella storia, il distretto tessile pratese è considerato pienamente un soggetto qualificante della proposta economica italiana. Finalmente è arrivato un investimento diretto e immediato a beneficio del nostro distretto e questo rappresenta un punto di non ritorno: qualsiasi altro governo che dovesse togliere o non confermare questi 10 milioni farebbe un atto ostile verso il comparto. Sicuramente ci aspettiamo un miglioramento generale, il finanziamento premierà dei progetti tarati sulle necessità delle imprese, sulle loro attività e sulle loro esigenze. Auspichiamo che ne conseguirà una riqualificazione, un salto in avanti e un miglioramento dell’offerta complessiva delle nostre aziende».

Ricordiamo che l’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 70% delle spese ammissibili. I bandi previsti saranno 5:

Bando efficientamento energetico (risorse totali disponibili: 4.000.000,00 euro);

Bando transizione ecologica/socio-sostenibilità ed economia circolare (risorse totali disponibili: 1.200.000,00 euro);

Bando trasformazione tecnologica e digitale e innovazione d’impresa (risorse totali disponibili: 1.300.000,00 euro)

Bando ricerca industriale e sviluppo sperimentale per la transizione ecologica (risorse totali disponibili: 750.000,00 euro);

Bando rafforzamento della filiera (risorse totali disponibili: 750.000,00 euro).

I tempi di pubblicazione vanno da marzo 2023 a giugno 2024.

Toscana Economy - tessile
Città di Prato

Inoltre, il Comune di Prato potrà realizzare forme di sostegno indiretto alle imprese operanti nel settore tessile del distretto industriale pratese affidando a soggetti terzi la realizzazione di soluzioni e infrastrutture di utilità strategica per il distretto industriale pratese. Gli interventi dovranno, in particolare, essere finalizzati alla realizzazione di soluzioni, piattaforme e infrastrutture comuni, strumentali ai temi della sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’innovazione e digitalizzazione delle imprese e dell’attrazione e accelerazione di nuove imprese.

Prato, insieme a Milano, è una delle due città italiane selezionate dalla Commissione Europea come esempio di livello internazionale sui progetti di economia circolare, in particolare tessile, politiche ambientali, forestazione urbana e carbon neutrality. È in quest’ambito che lei ha effettuato uno scambio di pratiche nella città taiwanese di Taichung, insieme con l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis, il presidente di Gida (Gestione impianti di depurazione acque) Alessandro Brogi e il professor Leonardo Borsacchi per il polo universitario Pin.

«Questa è una attività voluta e finanziata dalla comunità europea, che sostanzialmente richiede ad alcune città dell’Unione di scambiare buone pratiche con realtà che fanno cose simili dall’altra parte del mondo. Lo scopo è valutare i propri punti di forza, per migliorare ed essere più efficaci sui temi ambientali. A noi è stata assegnata una città orientale, dove vivono 2,5 milioni di abitanti, ma con molti aspetti in comune con il nostro territorio. Per esempio, anche a Taichung si pratica il riciclo tessile e il suo sistema di depurazione delle acque ha grandi similitudini con il nostro.

Le normative sono ovviamente diverse, consentono attività da noi ancora vietate come usare le acque depurate per annaffiare i giardini o lavare le strade.

Tra le esperienze visitate, rivestono particolare interesse per la nostra città e per il suo progetto Prato Urban Jungle, che comprende gli interventi di forestazione e di bosco verticale, poiché vengono applicati in un contesto in cui la programmazione urbanistica è molto avanzata ed in grado di cambiare l’assetto di interi quartieri in maniera molto rapida».

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Giulia Baglini

Giornalista specializzata sui temi dell’innovazione e della sostenibilità

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