• 01/03/2024

Piano d’impresa per una nuova azienda

 Piano d’impresa per una nuova azienda

“Il piano non è nulla, la pianificazione è tutto”. Dispiace scomodare sir Winston Churcill, ma la sua riflessione calza a pennello con l’argomento che andremo a trattare.

Questo apparente gioco di parole cela una profonda verità che troppo spesso è trascurata, e non presa nella dovuta considerazione da parte degli imprenditori. In particolare quelli “in erba”, che hanno un più basso strato di esperienze, positive e non solo, dove affondare le proprie radici.  Dopo aver ragionato, sognato, sperimentato i vari scenari per la futura azienda è il momento di comporre un percorso su cui poggiare l’intera operatività futura. L’attività è paragonabile alla realizzazione di un puzzle in cui le singole tessere sono proprio le idee e gli strumenti con i quali si pensa di poterlo realizzare.

Mettere su carta un’idea può sembrare mortificante e non particolarmente edificante. Quando ci si prova, magari in modo estemporaneo, ci si accorge che la particolarità della stessa idea non sempre si acclimata facilmente ad essere scritta. Spesso le idee si formano nella nostra mente con grande facilità. Con altrettanto dinamismo le facciamo sgorgare per poterle integrare con altre al punto da comporre un ragionamento più ampio. Poi le vediamo cozzare per mancanza di correlazione con altri elementi nel frattempo sopravvenuti. Da qui l’esigenza di coagulare i vari contributi in un organico piano d’impresa.

Ma cos’è, effettivamente, un piano d’impresa? È obbligatorio? È previsto da un’apposita normativa? Ne posso fare a mano? E del caso, quando lo devo stilare? Quanto dura? Posso rivederlo alla luce di elementi e situazioni sopravvenute?

Sono tutte domande assolutamente legittime, specie per il giovane imprenditore. Proveremo a darne conto nel prosieguo evitando logiche da quiz televisivo.

Il piano d’impresa, o business plan o, ancora, piano industriale, è un articolato documento attraverso il quale si parla di un progetto imprenditoriale e di come poterlo realizzare. Dobbiamo, in primis, scindere il concetto di pianificazione da quello di previsione.

La previsione è una proiezione riguardante un evento futuro che si determina combinando esperienze pregresse e lo studio di variabili che potrebbero alterarne l’evoluzione futura. Con la pianificazione si elabora una serie di attività potenzialmente attivabili in un futuro più o meno prossimo, insieme all’effetto della loro interazione. Per la pianificazione si utilizzano anche alcuni elementi riguardanti la previsione (es: previsione sui tassi bancari, sugli andamenti dei cambi, su determinati mercati, etc..).

Il piano d’impresa, di norma, viene elaborato con una gittata di tre anni. Per quanto ovvio le giovani imprese avranno un grado di complessità maggiore nella redazione del documento proprio per l’assenza di storicità del proprio business. Proprio per questo motivo sono maggiormente in predicato per i relativi aggiornamenti in corso d’opera. In alcuni casi le evoluzioni si appalesano talmente differenti dal pensiero originale che si reputa maggiormente opportuno rivedere completamente il piano piuttosto che apportarvi semplici variazioni.

Il documento è composto da due macro blocchi: una parte descrittiva ed una parte numerica. Con la prima si descrive adeguatamente il progetto, il mercato competitivo e le risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi del piano. Per quanto ovvio si lascia alla sensibilità del neo imprenditore il carotaggi della spiegazione, tenendo in debito conto di ciò che può raccontare e di quanto non è opportuno evidenziare per ragioni legate alla salvaguardia del knowhow. Quando la sensibilità, per usare un eufemismo, è in itinere, è opportuna l’assistenza di un consulente.

Nella parte numerica si espongono i prospetti finanziari, economici e patrimoniali degli anni a cui si riferisce lo stesso piano.

Le utilità del documento sono molteplici. È una guida strategica per l’interno della stessa azienda, un riferimento importante dal quale declinare comportamenti, azioni, pianificazioni annuali, mensili, nonché campagne commerciali. È anche un importante grimaldello relazionale attraverso il quale si colloquia con i vari stakeholders: banche, clienti, partners.

Avremo modo di ritornare sui contenuti del documento e sulle fattispecie più rilevanti.

La pianificazione potrà fornire importanti risultati ma non dimentichiamo che costituisce un importante passo per raggiungere l’obiettivo. Poi c’è tutto il resto. In merito vale la pena ricordare David J. Schwartz secondo il quale “i sogni si realizzano soltanto attraverso l’azione, non attraverso una pianificazione infinita”.

 

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Umberto Alunni

Giornalista, consulente aziendale, motivatore, scrittore

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