• 06/08/2022

Niente tornerà come prima

 Niente tornerà come prima
TOSCANA ECONOMY Niente tornerà come prima
Giuliano Bianucci, direttore

Nasce in un momento di estrema incertezza un mensile di informazione economica che si rivolge al mondo imprenditoriale, della formazione, ai professionisti, ma anche a tutti quei portatori di interesse che a vario titolo vogliono partecipare ad un osservatorio/laboratorio sulle tendenze e gli scenari economici che via via emergono, per confrontarsi su un nuovo modello di sviluppo sostenibile


Non sappiamo ancora se ne stiamo uscendo o no e se il vaccino arriverà e quando. Ma il mondo va avanti.

Per Toscana Economy che nasce in un momento così critico è una sfida con al centro l’impresa manifatturiera, il lavoro e la produzione. Parleremo, con cadenza mensile e col supporto dell’area web del progetto: di innovazione, start up, pmi innovative, aperture di nuove aziende. L’obiettivo primo è fare il punto sulla situazione del territorio toscano, offrendo a imprenditori, giovani, cittadini toscani, uno spaccato relativo alle nuove opportunità di business, ai bandi a cui partecipare, alle aziende in vendita o in cerca di soci, alla formazione manageriale, con un occhio attento al mondo della scuola e dell’Università.


Abbiamo titolato “niente tornerà come prima”. È un bene o un male? Dipenderà sicuramente da noi.

L’illusione del ritorno alla normalità perde sostenitori man mano che economia fa sempre più rima con sicurezza, con nuovi modelli da inventare e da sviluppare. Non dobbiamo aver paura di cambiare. A Firenze dopo la peste del ‘300 iniziò il Rinascimento e quando si deve creare abbiamo l’Angelo custode del genio italico che ci aiuta.

Ragioniamone a freddo, mettendo le emozioni per un attimo da parte. Il turismo crolla e dovrà cambiare in fretta.

Dalle città d’Arte vissute come parchi giochi si passerà al turismo di prossimità, in sicurezza, per brevi periodi, con una stagione dilatata che compenserà almeno in parte la perdita di pubblici internazionali. L’industria dovrà fare i conti con le filiere che si accorciano invertendo le tendenza di una globalizzazione selvaggia. Nuove modalità di lavoro e di formazione prenderanno il posto di molte comode e usurate abitudini di sempre.


Sullo sfondo i mitici fondi europei. Un bonus da almeno 209 miliardi. Irripetibile e che non consente errori.

Oggi è tutto un MES e un Recovery Fund, ma noi scontiamo l’incapacità fisiologica di avvalerci di fondi europei per debolezza cronica nella capacità di fare sistema e di progettare in modo serio, di rendicontare in forme credibili. Se riusciremo a progettare in modo credibile avremo respiro nel breve termine, ma il debito pubblico aumenterà a dismisura e gli impegni che prendiamo per i nostri figli saranno estesi anche ai nipoti.


E allora? Solo peste e niente Rinascimento?

• Naturalmente come in ogni labirinto la via d’uscita c’è, ma nessuno ci mette in tasca i sassolini di Pollicino. La Giuliano Bianucci Direttore responsabile soluzione è trovare in noi la forza di un profondo cambiamento di mentalità.
Dobbiamo prendere a esempio le molte aziende innovative che già sviluppano nuovi percorsi e industrializzare nuovi modelli.

• Dobbiamo imparare che il lavoro di squadra paga più delle fughe solitarie e coinvolgere l’aristocrazia innovativa in percorsi di sistema che coinvolgano, con una visione condivisa: Istituzioni, Associazioni, Imprese, Professioni.

• Dobbiamo fare in modo che la Regione Toscana, primo cardine nei percorsi legati ai bandi e all’Europa, svolga un ruolo forte di facilitatore ma lasci spazio alle imprese e alla loro creatività.

• Dobbiamo finanziare il futuro e non difendere coi denti il presente. Nel grande Piano Marshall all’avvio dobbiamo dare priorità a chi crea lavoro.

• Dobbiamo lavorare su una scuola che prepari a una società che cambia, a un lavoro ancora da inventare, a partire dalla formazione dei formatori.

Ecco dunque venir fuori la vocazione di Toscana Economy a fungere da osservatorio/laboratorio in un momento di dopo allarme, in una crisi che sembra senza fine per svolgere un ruolo di diffusione della voce dell’impresa nuova che avanza, alla visione del futuro, agli esempi da seguire, da far diventare modelli.


Alla base del Recovery fund saranno da creare modelli di investimento green, digitale, scuola, sanità, mobilità, riforme strutturali. L’Europa ha fatto i compiti, una volta tanto. Ora tocca a noi. Ma è davvero l’ultima occasione.


Noi tutti siamo esiliati entro le cornici di uno strano quadro. Chi sa questo, viva da grande, Gli altri sono insetti
(Leonardo da Vinci)


Giuliano Bianucci

Direttore responsabile - giuliano.bianucci@toscanaeconomy.it

Leggi anche