• 01/03/2024

Milleniumtech, vele nell’entroterra

 Milleniumtech, vele nell’entroterra

La passione è alla base del Milleniumtech. Lo racconta bene Davide Innocenti, socio fondatore e direttore tecnico, tra i massimi esperti di vele, Sails Design e Sails Technology al mondo

«Il mare è la mia vita. Sono una persona molto fortunata, perché ho fatto della mia passione il mio lavoro: ho iniziato da ragazzo a fare il velista professionista, poi mi sono dedicato allo sviluppo delle vele. Ancora oggi passo il 50 per cento del mio tempo in mare, a provare vele e fare regate». La passione è il motivo principale che muove Millenium Technology Center (sito web) che, nato a Firenze nel 1981, dopo più di quarant’anni di attività è una veleria tra le più grandi in Europa.

Come è cominciato tutto?

«Da me, Marco Holm e Gianni Benassai, dalla passione che ci accomuna per il mare e la vela. Fin dall’inizio, più di quarant’anni fa, ci siamo prefissati di essere indipendenti e per farlo abbiamo puntato sulla tecnologia. Volevamo realizzare un prodotto unico, nostro, e volevamo farlo in Italia. Oggi, confezioniamo il nostro prodotto, dall’inizio alla vela finita, qui in Toscana a Vaiano».

Milleniumtech ha subito puntato a ritagliarsi uno spazio a livello internazionale. Quali sono stati i passi fondamentali in questa direzione?

«Nel 1986 siamo stati i primi a realizzare vele a fibra continua, nel 2000 siamo stati i pionieri nello sviluppo della laminazione in un unico pezzo. E poi abbiamo due brevetti a livello internazionale: Millenium® Arxe, che rappresenta la sintesi dell’attività di ricerca e sviluppo nella costruzione di vele in un pezzo unico; Millenium® Monolithic, che rappresenta, invece, la più avanzata tecnologia per la costruzione di vele sul mercato».

Milleniumtech si sta imponendo come veleria a livello europeo e non siete nemmeno sul mare. Come fate?

«Questo in realtà è un grosso vantaggio. La lavorazione ha bisogno di persone che si dedichino al lavoro senza distrazioni. Non devono stare in mare, qui si lavora meglio, servono persone che si specializzino, che si formano nel tempo. E poi siamo nel centro dell’Italia e questo è comodo per i nostri clienti».

A proposito del personale di Milleniumtech, come viene formato?

«Sul campo. La formazione viene fatta da noi, si tratta di una forma di artigianato particolare, unico, molto tecnologico. Chi arriva qui inizia un iter che dura due o tre anni, prima che diventino velai in grado di muoversi da soli».

TOSCANA ECONOMY - Milleniumtech, vele nell’entroterra
Davide Innocenti

Ci siamo abituati a sentir parlare dei materiali degli scafi, a vedere le barche volare. Ma qual è l’importanza della vela?

«Bisogna distinguere. Le nuove barche da regata che si vedono all’America’s Cup non sono più barche a vela, volano. È come paragonare un’utilitaria a una macchina di Formula Uno. Su quelle barche la vela svolge il ruolo di un’ala di aeroplano, è un’altra cosa. Poi magari tra vent’anni voleremo tutti. Noi lavoriamo sulle vele, ci siamo dedicati a un prodotto pensato per barche medio-grandi, con tecnologia high tech: vele 100 per cento al carbonio per barche da crociera e da regata. Si tratta di vele tecnologiche e altamente affidabili, che durano nel tempo. Molto più rigide di una vela tradizionale e più performanti».

Come mai la scelta del carbonio?

«Nasce dalla mia esperienza in Coppa America con Moro di Venezia, quando ero responsabile del programma delle vele. Ho creduto fin da subito nelle vele in carbonio e il mio pallino è diventato portare questa tecnologia a disposizione di tutti».

Non vi limitate a fornire un prodotto a vostri clienti, che tipo di rapporto si instaura con loro?

«Alla base c’è sempre un rapporto di fiducia e spesso diventa un rapporto di amicizia. Non è che uno viene da noi e si sceglie una vela. Dobbiamo sapere come usano la barca, c’è un colloquio costante con il comandante, con l’armatore, per capire che uso vogliono fare delle vele. E poi ogni barca ha la sua vela. Il nostro è un lavoro sartoriale: disegniamo la vela sulla barca e su chi la utilizza. A seconda dell’uso che viene fatto, cambia la forma, il modello. Tutto questo contribuisce a renderlo un lavoro affascinante: ogni vela è diversa dalle altre e ogni volta il nostro lavoro cambia».

Come ha impattato la pandemia sul vostro percorso di crescita?

«È stato un momento di riflessione importante. Prima lavoravamo in due siti produttivi diversi, in quel momento in cui tutto si è fermato, noi abbiamo deciso di osare, buttarci e abbiamo investito per migliorare il nostro ciclo produttivo. Abbiamo trovato un sito perfetto qui a Vaiano e abbiamo deciso di trasferire la produzione in un unico sito. Siamo velisti, è nel nostro DNA non stare fermi. È stato un grosso sacrificio di soldi e di tempo, ma ora siamo molto contenti».

Prima si parlava di passione e fascino di questo lavoro. Una parte del merito va anche alla nuova sede di Milleniumtech, vero?

«Sì, oltre al fatto di aver unificato tutti i percorsi produttivi, Vaiano è un posto speciale: una realtà di paese, in cui le relazioni umane sono importanti, ma con una grande spinta produttiva, che non fa rimpiangere la grande città. E poi, la nuova sede è stupenda: una parte si trova in una vecchia cartaia del Quattrocento e altri due capannoni sono stati realizzati dall’ingegner Nervi. Erano i suoi primi esperimenti sulle campate uniche senza colonne in cemento armato. E lavorare a contatto con la storia, in un posto che trasmette delle emozioni fa la differenza».

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Luca Indemini

Giornalista specializzato in tecnologia e innovazione

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