• 16/09/2021

Microsoft conquista zenimax

 Microsoft conquista zenimax

e sfida il primato Sony (La mossa del cavallo)

Nella sfida perenne con la rivale Sony, la Microsoft ha recentemente segnato un punto a suo vantaggio, un grosso punto. Annunciata già nel mese di settembre 2020, l’11 marzo è stata ufficializzata l’acquisizione della statunitense ZeniMax Media, tra le maggiori video game holding, che entra ufficialmente a far parte degli Xbox Studios

L’accordo, per il valore di 7,5 miliardi di dollari è stato approvato, per gli Stati Uniti, dalla Securities and Exchange Commission e, per l’Europa, dalla Commissione europea. Include otto studi – tra cui spicca Bethesda –, per un totale di circa 2.300 dipendenti. 

Grazie all’accordo, dunque, Microsoft si è aggiudicata il diritto di proprietà intellettuale su alcuni dei titoli di maggior successo degli ultimi anni, primi fra tutti The Elder Scrolls, Doom, Fallout e Wolfestein e il futuro Starfield. Non si tratta solo di giochi ma anche di tecnologie. Tra le società acquisite, id software possiede uno dei più potenti motori di gioco esistenti: id Tech 7, attualmente esclusivo di Doom Eternal, ma che potrebbe essere ora esteso a tutte le consociate Microsoft.

Phil Spencer, vicepresidente esecutivo del settore gaming di Microsoft e volto ufficiale Xbox, ha rassicurato i competitors sul rispetto degli obblighi contrattuali precedenti all’acquisizione e quindi sulla produzione di titoli multipiattaforma, sul modello di quanto è avvenuto con Minecraft, acquisito nel 2014. È manifesto, ciononostante, l’intento della compagnia di investire sul Game Pass, che attualmente comprende diciotto milioni di abbonati. 

«Non vogliamo limitare il numero dei giocatori, ma aumentarlo», ha dichiarato Spencer, ma sarebbe irrealistico immaginare che i rapporti con Sony non rimangano inalterati: non si spiegherebbe, altrimenti, l’investimento più che cospicuo.
Se i titoli principali conserveranno la formula multipiattaforma, per quelli di nuova produzione Microsoft ha annunciato che si riserverà di scegliere le esclusive Xbox caso per caso. Inoltre, l’intento dell’acquisizione è rendere i titoli ZeniMax immediatamente disponibili su Game Pass, con un vantaggio notevole per gli abbonati sia per il prezzo – 9,99 euro di abbonamento mensile standard contro i 70 e gli 80 euro del prezzo di lancio di un gioco singolo next gen – che per la vastità di generi coperti dall’offerta Xbox. 

Già dal 12 marzo gli abbonati possono accedere a venti giochi delle nuove software house acquistate, tra cui la saga di Doom, Dishonored e, naturalmente, The Elder Scrolls.
Nella comunicazione conta anche, a volte soprattutto, il non detto. Nel corso della round table dell’11 marzo, trasmessa in live streaming, Phil Spencer indossava la t-shirt di Skyrim, palesando in questo modo il successo dell’operazione e il vantaggio acquisito – Skyrim, quinto capitolo di The Elder Scrolls ha venduto più di trenta milioni di copie, contro le dieci di Halo 5: Guardians, l’esclusiva Xbox di maggior successo commerciale. 

Finora Sony ha mantenuto le distanze con la rivale grazie alle esclusive. Non sarà più così, probabilmente. Certo, i tempi di produzione della Bethesda sono letteralmente biblici, ma questo avveniva prima. Chissà che i dollari di Microsoft non facciano il miracolo.


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Giorgio Scrofani

docente di Filosofia e Storia - giorgio.scrofani@toscanaeconomy.it