• 19/01/2022

Lucca comics & games si fa digital

INTERVISTA A Francesca Fazzi
presidente Lucca Crea

TOSCANA ECONOMY Lucca comics & games si fa digital
Francesca Fazzi, presidente di Lucca Crea

La manifestazione per gli appassionati di fumetti, arte, videogames, stampa e cosplay quest’anno si è chiamata “Lucca Changes” e si è svolta con iniziative in remoto grazie anche alla collaborazione con la Rai, in attesa di “un ritorno al futuro” tra le mura

I decreti governativi hanno fermato fiere e congressi ma non il Lucca Comics & Games che quest’anno è diventato Lucca Changes, la manifestazione dedicata all’editoria e al gioco, che ogni anno conta numeri da capogiro.

Giunta alla sua 54esima edizione ha visto solo lo scorso anno la presenza di 270mila visitatori paganti biglietti dai 15 ai 300 euro per gli appuntamenti più importanti, oltre a tutto il pubblico che come sempre ha letteralmente invaso la città per le iniziatve gratuite collaterali.


Un esempio di cultura di nicchia, ma non solo e soprattutto di come i settori creativi siano motore dell’economia, come emerge anche dal rapporto annuale della Fondazione Symbola e Unioncamere, secondo il quale il sistema produttivo culturale e creativo italiano genera oltre 92 miliardi di euro e attiva altri settori dell’economia arrivando a muovere nell’insieme 255miliardi di euro, pari al 16,6% del valore aggiunto nazionale.

Lucca Comics & Games è ingranaggio attivo di questa gioiosa macchina dell’economia mossa dal genio creativo umano. La manifestazione, nata come un appuntamento dell’editoria di settore, è arrivata a “invadere” letteralmente la città, ma quest’anno gli appuntamenti si sono tenuti a porte chiuse e gli eventi sono stati seguiti da remoto, in digitale. L’organizzazione ha saputo superare le difficoltà legate ai cambiamenti dettati negli anni passati dalla gestione della sicurezza antiterroristica e ora quella sanitaria. Il pubblico, fedele e appassionato, ha dimostrato di resistere a tutto con educazione e raffinatezza.

Oggi la manifestazione merita l’avvio della collaborazione con gli Uffizi di Firenze e con la Rai. A Francesca Fazzi, presidente di Lucca Crea coadiuvata dal direttore Emanuele Vietina abbiamo chiesto qual è il segreto del successo di Lucca Comics & Games.

Come è nata la manifestazione?

«È nata come un appuntamento editoriale.

Inizialmente la Fazzi Editrice collaborava con Traini e facevano una serie di Comics d’essai. Era un mondo nascente di collezionisti, che poi Lucca Crea, che è la società partecipata al 100% del Comune di Lucca che gestisce le manifestazioni e fiere, ha portato avanti e valorizzato.

Con l’approdo nel centro storico, nella metà degli anni 2000 Lucca Comics è arrivata a “invadere” la città, cosa che quest’anno non abbiamo potuto fare.»


Questo ha portato sicuramente un certo indotto anche alla città stessa…

«Accantoniamo l’edizione 2020 perché non fa testo, tuttavia è una manifestazione che ha degli utili tra incassi e indotti notevolissimi. Basti pensare solo ai 270mila biglietti venduti lo scorso anno per gli appuntamenti all’interno della manifestazione, a cui si devono aggiungere tutte le altre presenze spontanee che hanno visitato Lucca».

Lucca Comics si è trasformata molto nel tempo?

«Si è trasformata con l’avvento dei games, ma il grande protagonista dell’appuntamento resta sempre il libro e l’editoria, che ha esercitato un grande fascino anche sul Salone del libro di Torino e prima ancora di Milano, che dedicano al Lucca Comics & Games sempre grande spazio».

Ma a chi interessa il Lucca Comics, chi è il pubblico che muove numeri così importanti in una manifestazione che apparentemente sembrerebbe di nicchia se non fosse contraddetta dalle cifre?

«È un mondo che parla un linguaggio giovane, che parla ai giovani ma anche ai collezionisti di età. È un pubblico speciale quello del Lucca Comics & Games. Ci sono intellettuali raffinati con una cultura anche visiva, che questa fiera coglie anche con librai d’essai e stampe anastatiche. È un pubblico molto educato, attento ai dettagli che la manifestazione veicola in pieno. Non abbiamo mai avuto un problema al mondo per il comporta mento dei nostri visitatori».

Visitatori che non si fermano davanti a nulla e che sono in continua crescita. Si può dire, dunque, che anche la cultura e la creatività muovono l’economia?

«In questo caso assolutamente sì, anche se lo penso in generale. Qui le due cose coincidono sia con i numeri interni, che sono quelli, ad esempio, dei biglietti venduti che con l’indotto in città e fuori per le strutture ricettive, che questa edizione, per via delle restrizioni sanitarie non ha potuto contemplare.

Era un rischio che abbiamo preso in considerazione da subito, preparandoci ad organizzare l’evento anche in digitale, rimborsare i biglietti già venduti, mantenendo comunque contenuti di altissima qualità».

Quest’anno come avete potuto accontentare tutti?

«Abbiamo sostituito molte iniziative con eventi tutti fruibili anche a distanza, con un programma che abbiamo voluto mantenere ricchissimo di appuntamenti di alto profilo».

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Un momento dell’evento

Arianna Fisicaro

Giornalista - arianna.fisicaro@toscanaeconomy.it