• 27/05/2022

L’innovazione possibile

 L’innovazione possibile

I poli tecnologici toscani tra trasferimento di idee e valorizzazione del territorio

Centri di propulsione tecnologica, in una prospettiva sinergica che unisce innovazione e produttività. Sono i poli tecnologici, cluster di idee e imprenditorialità, che mirano a promuovere la collaborazione tra imprese e organismi di ricerca.

In Toscana sono cinque. Scouting, networking, ricerca di investitori, individuazione di bandi e finanziamenti, formazione e internazionalizzazione sono solo alcuni dei servizi che offrono. 

Il maggiore è quello di Navacchio, creato nel 1999 allo scopo unire aziende hi-tech, start-up innovative, università e scuole di eccellenza. Ne fanno parte attualmente 150 imprese e 90 start-up. Si occupano di ICT, energia, robotica, biomedica, microelettronica e sensoristica, e registrano un fatturato aggregato di 64 milioni di euro annui. Il suo Digital Hub è un acceleratore d’impresa certificato MISE, specializzato nello sviluppo di servizi e competenze di business nel campo dell’advertising e del marketing digitale. La sua estensione attuale è di 20 mila metri quadri – rispetto ai 4 mila iniziali –, tra uffici, centri convegni, foresterie, asili nido, ma la sua ambizione è superare il concetto di incubazione come spazio fisico.

A Pontedera, Pont-Tech è un consorzio a sostegno dell’innovazione che si innesta in un territorio, quello della Valdera, forte di una solida tradizione industriale, arricchita, negli ultimi anni, dalla presenza dei laboratori di robotica e di microingegneria della Scuola Sant’Anna, da quelli di chimica e di materiali polimerici dell’Università di Pisa e dal centro di progettazione e prototipazione di dispositivi medicali Innovation Technology for Health. Il suo laboratorio di testing e analisi, PontLab, è un’eccellenza nazionale. La mission è fornire assistenza alla nascita di nuove realtà imprenditoriali hi-tech.

Nel campo dell’edilizia sostenibile, delle tecnologie energetiche e dell’informazione opera, invece, il Polo tecnologico lucchese. Particolare attenzione è dedicata al programma di incubazione delle start-up innovative. Il Polo, infatti, offre servizi di pre-incubazione agli aspiranti imprenditori allo scopo di assisterli nella definizione dell’idea imprenditoriale e seguirli in tutte le fasi di implementazione del progetto. Generato dalla visione di giovani imprenditori ai giovani si rivolge per svilupparne creatività e ambizioni nell’ottica della sostenibilità e della disseminazione delle competenze.

Nel settore clinico, la fondazione Toscana Life Sciences, costituitasi a Siena nel 2005, agisce da collante tra aziende afferenti alle scienze della vita e le istituzioni locali e nazionali allo scopo di rispondere alle esigenze gestionali del sistema sanitario regionale e, in generale, delle nuove frontiere della medicina. Modernità e innovazione convivono con una tradizione solida. Proseguendo idealmente lungo il solco tracciato dall’Istituto Sieroterapico e vaccinogeno fondato da Achille Sclavo nel 1904 per la cura del carbonchio, Toscana Life Science ha registrato un sensibile incremento di attività di ricerca a causa dell’impegno diretto nello sviluppo di un vaccino anti Sars-CoV-2.

Le possibilità di intersezione tra tradizione e innovazione investono in Toscana anche il settore turistico. Dal 2002, il parco tecnologico e archeologico delle Colline Metallifere grossetane, comprendente sette comuni della provincia di Grosseto, si pone come finalità il recupero e la valorizzazione del territorio, in cui convergono ambiente, tradizioni e attività industriale – l’estrazione mineraria. Il consorzio promuove un circuito turistico-culturale aggiornato alle esigenze del turismo 2.0 e offre corsi di formazione professionale e stage post-laurea.

L’esperienza e il successo dei poli tecnologici, a un tempo economico e culturale, mostrano i vantaggi di un’industria 4.0 che innova senza dimenticare l’infrastruttura produttiva e storico-culturale su cui si innesta. La lezione è stata fatta propria dalla regione Toscana che, con una delibera del 2010, confermata dal piano strategico triennale del 2014, ha individuato 11 settori tecnologici entro i quali promuovere la costituzione di poli di innovazione, dal cartario alla nautica, dalla moda alla green economy. 

L’innovazione del sistema produttivo, nazionale e regionale, è inevitabile se si intende mantenere un alto livello di competitività nel panorama economico globale segnato da nuove sfide e nuovi trend. I poli tecnologici, in quanto piattaforme di matching tra startup, università, imprese e capitali, facilitano nuove connessioni e opportunità di business.  Innovare è possibile. Insieme.

Per approfondimenti:

visita la pagina del sito della Regione Toscana dedicata ai  poli innovazione e distretti tecnologici. 

Giorgio Scrofani

docente di Filosofia e Storia - giorgio.scrofani@toscanaeconomy.it

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