• 17/08/2022

L’emergenza COVID

Fa crollare le esportazioni di beni non essenziali

Una ricerta dell’Osservatorio Covid dell’Irpet evidenzia quanto la regione Toscana abbia perduto nel settore dell’export legato al mondo del lusso: alta moda, gioielleria, pelletteria di alta qualità, opere d’arte, yacht fanno registrare un -38,2% nel secondo semestre 2020

È stata proprio la nostra Regione, con una bilancia dei pagamenti sempre positiva, a subire più delle altre gli effetti del lock down. A mostrarlo sono i numeri di una delle ricerche dell’Osservatorio Covid istituito dall’IRPET.

La ricerca “Le esportazioni della Toscana – II trimestre 2020” mette in luce quanto la Toscana sia stata penalizzata rispetto a tutte le altre. Quelli che fino a ieri erano dei vantaggi competitivi, le produzioni di alta gamma, hanno subito un vero e proprio crollo nel secondo trimestre 2020. “I mesi del lockdownsi legge nella ricerca – hanno inferto un duro colpo all’export della Toscana. Quanto già atteso, e in qualche modo preannunciato dalle stime sull’andamento della produzione industriale tra aprile e giugno, si è materializzato con l’uscita dei dati sulle esportazioni nel corso del secondo trimestre dell’anno. L’Italia nel suo complesso e le sue principali regioni hanno lasciato per strada, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, circa un quarto del valore delle vendite estere. La Toscana ha fatto, in aggregato, leggermente peggio (-29,2%).

Come avvenuto nel primo trimestre, tuttavia, la nostra regione ha contenuto la contrazione soprattutto per via delle vendite di metalli preziosi. Al netto di questa voce, sostanzialmente ininfluente per le altre principali regioni, la contrazione si aggrava per arrivare al -38,2%, molto al di sotto della media nazionale”.


“Il segno meno contraddistingue
tutti i territori della regione, anche se la Toscana meridionale, con Grosseto e Siena, ha sofferto di meno”


l risultato negativo è legato soprattutto alle produzioni di beni “non primari” di cui la Toscana è grande esportatrice.

Alta moda, gioielleria, pelletteria di alta qualità, opere d’arte, yacht: sebbene il freno all’export abbia riguardato tutti i settori, l’industria della cultura, del bello e del lusso, è quella ad aver subito una vera e propria battuta d’arresto.


“La forte flessione delle vendite regionali – conferma la ricerca – ha riguardato quasi tutti i comparti produttivi.
A fare eccezione sono state, ancora una volta, le produzioni di beni essenziali: prodotti farmaceutici (11,8%), carta (-1,1%) e prodotti dell’industria agro-alimentare (-3,9%) su tutti.

Molto male tutte le branche della moda, in particolare i gioielli (-71,0%), i prodotti in pelle (-53,7%) e le calzature (-59,4%), che hanno perso per strada oltre metà delle vendite dello scorso anno.


Sul versante della metalmeccanica, le vendite di macchinari e di loro componenti (-44,8%) e di mezzi di trasporto (-46,5%) hanno fatto registrare le contrazioni più rilevanti, mentre meglio hanno fatto i prodotti della meccanica di precisione (-22,5%).

Forti flessioni hanno caratterizzato anche i prodotti dell’industria lapidea e i mobili. Infine, un po’ meglio della media regionale sono i dati delle vendite all’estero relativi ai prodotti chimici, con alcune produzioni a far registrare una variazione positiva, e a quelli in gomma e plastica. Per quanto riguarda i mercati verso i quali la Toscana esporta “le produzioni destinate a mercati lontani sono quelle che più hanno risentito della crisi. Se infatti le vendite estere della regione nell’area euro hanno fatto registrare una perdita del 20,4%, la flessione ha superato il 40% sui mercati nordamericani, su quelli medio-orientali e su quelli asiatici”.


Export in crisi soprattutto verso paesi fuori dall’area dell’Unione Europea: -40% in alcuni dei mercati più lontani


TOSCANA ECONOMY L’emergenza COVID
Villa la Quiete alle Montalve, sede dell’IRPET


Francesca Maltagliati

Giornalista - francesca.maltagliati@toscanaeconomy.it

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