• 17/10/2021

Le ricette di Coldiretti per il rilancio del vivaismo

 Le ricette di  Coldiretti per il rilancio del vivaismo

Non solo sostegno alle imprese, ma anche investimenti sull’innovazione, un sistema assicurativo obbligatorio per tutelare gli operatori e investimenti sulla formazione. Ruolo chiave anche per la provincia di Pistoia.

Pistoia, 27 giugno 2021 – La provincia di Pistoia come polo produttivo nazionale per rispondere alle esigenze “verdi” che interessano sempre di più i cittadini e l’agenda politica delle istituzioni. A lanciare il messaggio è Coldiretti Pistoia all’indomani dell’importante convegno “Il vivaismo italiano post Covid-19”.

“Il convegno nazionale Coldiretti ha posto le giuste basi per fare del bene al nostro sistema produttivo e all’ambiente – ha spiegato l’associazione di categoria -. In questi lunghissimi mesi segnati dalla pandemia, Coldiretti ha riservato una forte attenzione al settore del florovivaismo, particolarmente colpito dall’emergenza. E oggi mette in campo progetti concreti per sostenerne il rilancio.”

Nella sua introduzione il segretario generale Vincenzo Gesmundo ha spiegato che “Coldiretti si è spesa come non mai in questo lungo periodo segnato dal Covid. Si tratta di un settore strategico, con il coinvolgimento di centomila lavoratori diretti che arrivano a duecentomila se si tiene conto delle filiere. Un settore – ha proseguito il segretario generale – che offre un contributo importante alla mitigazione climatica e alla tutela dell’ambiente, che tiene alto il valore della bellezza e rappresenta una opportunità di mercato.”

Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini

Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha poi sottolineato l’importanza del lavoro svolto da Coldiretti nel mettere in evidenza le necessità delle imprese e, di conseguenza, nel lavorare insieme per ottenere la decontribuzione. Inoltre sempre grazie al pressing di Coldiretti è stato possibile evitare le chiusure delle attività produttive e di vendita.

Prandini ha anche rilevato l’avvio di un trend positivo, ma “il rimbalzo deve diventare strutturale”. Per il presidente della Coldiretti è fondamentale la ricerca, necessaria per una risposta concreta agli agenti patogeni dovuti agli attacchi degli insetti o legati ai cambiamenti climatici. Il verde può inoltre fare la differenza per attenuare nella città l’impatto delle temperature elevate, ma anche per mitigare il grande freddo dell’inverno e, comunque, per migliorare la qualità dell’aria.

Per Prandini il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), su cui Coldiretti sta lavorando da mesi, è ricco di opportunità ma “alle risorse economiche bisogna accompagnare le riforme della giustizia e della semplificazione”. Si guarda dunque con interesse ai nuovi progetti del Pnrr per rafforzare le vendite sia in Italia che fuori, ma “la vera opportunità – spiega il presidente della Consulta florovivaistica Coldiretti, Mario Faro – deve essere la creazione di un sistema Italia che consenta di superare alcune barriere fitosanitarie, per esempio, nei Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Occorrono per questo, secondo Faro, accordi bilaterali sostenuti dal Governo finalizzati a garantire la qualità delle nostre produzioni.

Altre grandi sfide sono la transizione verso le energie rinnovabili, come biogas e biometano. Importante anche aver ottenuto l’aumento dei fondi fino a 1,5 miliardi per i pannelli fotovoltaici che possono abbattere i costi delle fonti energetiche delle imprese. Oggi infatti la bolletta energetica per l’Italia è superiore del 50% rispetto a quella sostenuta dalle aziende nei Paesi Bassi e in Francia.

Insieme alla formazione, necessaria per poter arrivare all’Agricoltura 4.0, un’altra priorità è sostenere la ricerca per trovare soluzioni innovative. Nada Forbici, coordinatore della Consulta florovivaistica Coldiretti, ha denunciato come le aziende siano state costrette a buttare via gli investimenti per il periodo nero della pandemia. Ma ha anche evidenziato, riferendosi ai progetti del Pnrr, che la produzione di piante richiede anni, fino a sette. Per la Forbici è necessario puntare sui contratti di coltivazione e ci deve essere un rapporto diretto tra ente pubblico e azienda agricola. A livello di sostegni per Forbici occorre spingere perché nella Politica Agricola Comune e nel Programma di sviluppo ruruale siano inseriti punteggi premianti per il settore florovivaistico. Così come occorre rimodulare i listini dei prezzi regionali perché oggi “sono da fame”.

Fabrizio Tesi, Giorgio Tesi Group

Fabrizio Tesi della Giorgio Tesi Group ha puntato il dito sulle assicurazioni. “Oggi infatti le aziende devono fare i conti con problemi che nel passato non esistevano dal gelo alla grande siccità fino alle questioni fitosanitarie – ha spiegato Tesi -. Per questo serve uno strumento assicurativo che ci consenta di sopravvivere” e ha comunque rilevato che negli ultimi anni sono stati offerti prodotti interessanti “per dormire sonni tranquilli”.

Paolo Arienti della Lucio Rossi Vivai ha evidenziato la capacità delle piante di abbattere l’inquinamento e nello stesso tempo di generare ricchezza. E ha illustrato il progetto Vivam realizzato in due campi prova della Pianura Padana i cui risultati verranno presentati il 9 luglio. E proprio grazie a duemila ettari di vivai è stato possibile realizzare un’isola felice e mitigare gli effetti dell’inquinamento in un’area particolarmente penalizzata.

Fonte: Coldiretti Pistoia

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Francesco Ugolini