• 17/10/2021

Lavorare sentendosi in vacanza

la nuova frontiera dell’essere smart

Giacomo Del Ciondolo e
Berardino D’Errico, ideatori di Smartway

INTERVISTA A Berardino D’Errico, fondatore Smartway

Arroccata sulla cima di un colle, a sud della Toscana non lontano da Siena, a pochi chilometri da Pienza e Montalcino c’è una cittadina medievale, Montepulciano, dalle cui terrazze si gode il panorama della Val d’Orcia. Qui Giacomo Del Ciondolo e Berardino D’Errico, imprenditori locali nel settore turistico e amanti delle nuove tecnologie, visto l’azzeramento del turismo, soprattutto quello straniero, si sono rimboccati le maniche e in quella che è una crisi economica hanno trovato lo stimolo per realizzare qualcosa di innovativo: Smartway, la startup per gli smart workers che vogliono lavorare sentendosi in vacanza 


Com’è nata l’idea e soprattutto di cosa si tratta, chiediamo a Berardino

«La pandemia ha visto la diffusione dello smart working. Allora se l’ufficio è diventato il computer, perché non lavorare in posti meravigliosi invece che in una città? Perché non godersi dopo una giornata di lavoro un tramonto, la visita di uno degli splendidi borghi che abbiamo in Italia, magari farsi anche una sauna, un’ora in palestra, un giro in bici, degustare un buon vino? Abbiamo creato una piattaforma gratuita, dove le aziende, i singoli professionisti entrano in contatto con strutture ricettive, chiaramente con un servizio internet di elevata qualità, che possono offrire, oltre all’ospitalità, servizi aggiuntivi. Ci rivolgiamo anche ai comuni che possono sfruttare la piattaforma per creare opportunità di lavoro alle aziende del territorio. Ad oggi siamo presenti in Toscana, Umbria, Campania, Calabria, prossime aperture in Puglia e Val d’Aosta». 

I prezzi?

«Chi si trasferisce per lavoro non resta in quella località un giorno o due, minimo una settimana. Che sia uno o più professionisti o dipendenti di un’azienda. Noi offriamo un pacchetto completo ad un prezzo di favore. Gli ultimi clienti sono stati sei ragazzi che con 1800 euro hanno soggiornato una settimana. Hanno realizzato il loro progetto qui. Con i nostri partner offriamo un appartamento con cucina, una rete veloce e una serie di servizi per lo svago. Qui a Montepulciano facciamo lo yoga la mattina e un workshop fotografico la sera. Dopo una giornata di lavoro al PC hai la possibilità di rilassarti. Dopo ore in una “call”, per esempio, ti puoi prendere un caffè in una splendida piazza medievale». 

La home della piattaforma

Lo smart working ha preso piede per necessità. Finita la pandemia cosa succederà? 

«Lo smart working è una modalità di lavoro che prenderà sempre più piede. L’Osservatorio Tecnico del Politecnico di Milano parla di tre milioni di smart workers in Italia. Non sarà una modalità lavorativa passeggera, sarà un nuovo modo di lavorare. In Italia ci sono centinaia di luoghi bellissimi, anche poco conosciuti, che grazie a questa nuova tipologia di lavoro possono guadagnare visibilità, diventare meta di una nuova tipologia di “turismo” che unirà il lavoro e lo svago. Pensiamo sia un’opportunità per tutti. In un mondo dove il lavoro va sempre più verso i servizi tecnologici il worker potrà vivere e lavorare, per un periodo, fuori dalla confusione e visitare luoghi particolari. Sarà normale risiedere a Catania, essere un dipendente di un’azienda milanese e lavorare a Montepulciano». 

Singoli, manager, aziende, a che tipo di target vi rivolgete?

«Non abbiamo preferenze. Vogliamo intercettare il singolo, il gruppo di smart workers e anche le aziende. Chi ha un ufficio virtuale può essere un cliente. Per le aziende crediamo sia un opportunità, che possano offrire un nuovo modo di vivere il lavoro. Chiariamo: l’ufficio servirà sempre, non si vive di sole “call” ma fatta la riunione, due volte al mese per esempio, poi sei libero di gestirti. Non è una novità che stanno prendendo campo i co-working, gli uffici temporanei da utilizzare per un tempo definito. Se l’ufficio temporaneo invece che in città è in campagna o al mare sarà meglio?».

Immagino che guardiate anche all’estero

«Stiamo chiudendo un contratto con una ditta olandese. Hanno bisogno di un luogo per 12 mesi dove, a rotazione, mandare i dipendenti per sviluppare dei progetti. E volevano venire in Italia. Quando hanno visto dove potevano lavorare, che c’erano le stesse condizioni lavorative, vuoi mettere lavorare ad Assisi, in Umbria, o nel caos di Roma? A quel punto puoi anche sfruttare il posto, per esempio, per mandare il manager con la famiglia, così mentre lui lavora la famiglia si sente in vacanza, oppure regalare un fine settimana ai tuoi due migliori venditori. Se faccio un contratto per dodici mesi devo fargli un prezzo scontato. Alla fine risparmiano, fidelizzano il dipendente. Per noi si tratta di una nuova frontiera del lavoro».

Come vedi il futuro?

«Stiamo andando verso un mondo del lavoro che offrirà sempre di più i servizi. La tecnologia sta conquistando sempre più campi d’azione. L’automazione si sta trasformando in intelligenza artificiale. Se prima, negli anni 50, le persone si spostavano dal sud al nord per lavorare, oggi quelle persone si sposteranno per l’Italia non per necessità, ma per lavorare meglio. Si parla di cervelli in fuga, di persone che vanno a lavorare all’estero. Non sarà più così perché sarà quell’azienda a farti lavorare a casa tua».


APPROFONDIMENTI

Visita il sito di smartway: www.smartway.work

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LA START UP IN BREVE

Denominazione Smartway Srl

Comune Montepulciano (SI)

P.Iva IT01522820529

Forma Giuridica Srl

Impresa costituita online

Sito internet www.smartway.work

Codice Ateco 63.12.00

Riferimento piattaforma per smart working

Settore portali web

DATI DI ISCRIZIONE

Costituzione impresa 05/10/2020

Sezione Start Up innovativa
15/10/2020

REQUISITI DI INNNOVAZIONE
TECNOLOGICA

Team qualificato

Classe di produzione n.d.

Classe di addetti

Classe di capitale 0k – 10k

Prevalenza femminile NO

Prevalenza giovanile NO

Prevalenza straniera NO

STADIO

Della start up matura

Del prodotto/servizio sul mercato


MERCATO

Area geografica di interesse
Italia e Europa, America, Asia e Africa

Daniele Rovai

Giornalista - daniele.rovai@toscanaeconomy.it