• 02/08/2021

La vacanza sullo yacht vince sul resort a cinque stelle

INTERVISTA A  Pietro Angelini, direttore generale di Navigo

Pietro Angelini, direttore generale di Navigo

«Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare». Quante volte ci siamo imbattuti in questo inciso di Seneca, il quale, sicuramente, avrebbe volentieri fatto una capatina a Viareggio! Sì, perché questa città, oltre ad essere un riferimento balneare, ospita un importantissimo distretto nautico di eccellenza per la sapienza e innovazione delle lavorazioni, nonché per la sua attività di filiera. Ne parliamo con Pietro Angelini, direttore generale di Navigo – la più estesa rete di aziende di nautica da diporto della Toscana – e amministratore delegato del Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità Toscana 

Le capacità produttive e del post vendita del distretto viareggino della nautica concorrono per una quota compresa tra il 20 e il 25% del fatturato nazionale. Inizia con questo dato la nostra chiacchierata con Pietro Angelini. 

Soltanto a Viareggio e nel suo hinterland commerciale e dei servizi per la nautica, sono impiegati direttamente o indirettamente circa cinquemila persone per tutto l’anno, con punte di sette, ottomila. E il venduto che ne scaturisce, comprendendo l’intero settore (dallo yacht ‘chiavi in mano’ alla ristorazione a terra, dal bunkeraggio al vestiario di bordo e così via) supera in media il miliardo di euro l’anno. 

Il dato della provincia di Lucca vede attive nella nautica 1682 imprese,  che rappresentano il 32% del totale regionale. Il numero di addetti si attesta su 6.892 addetti per la provincia di Lucca pari al 32% della Toscana. Circa l’80% di questi dati riguardano proprio Viareggio. 

Veduta aerea del Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità Toscana

Secondo il monitor dei distretti toscani, della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, la Nautica di Viareggio, maggiormente legata ad una programmazione pluriennale e a lavorazioni su commessa, ha realizzato nel 2020 702 milioni di euro di esportazioni, con un calo rispetto all’anno precedente del 5,6%. 

Secondo Angelini, «il dato rilevato è legato all’analisi su un anno e dunque appare un dato basso. Le commesse nel settore della nautica sono normalmente biennali, se non di tre o addirittura quattro anni. Quindi sarebbe necessario affrontare un’analisi del dato su base biennale o triennale per avere un quadro certo».  

Il distretto opera in modalità non strettamente legata al ciclo economico, specie riguardo al mercato superyacht. Angelini fa presente che «sempre più spesso gli armatori sono società di charter e ci sono analisi rispetto all’andamento economico generale. L’impatto è positivo dato che la barca viene vista come un bene libero e sicuro e, in questa fase, chi ha disponibilità economiche tende a preferire una vacanza a bordo di uno yacht invece che un resort anche se a cinque stelle. È un momento positivo per il mercato del charter che riporta numeri ampi. L’impatto deriva dal momento storico, dal fatto che le ricchezze cambiano e cambia la clientela. Non è un caso che siano in crescita clienti che operano nell’informatica, nella logistica e nella farmaceutica. Nel complesso la ricchezza mondiale aumenta, quindi crescono le barche anche in dimensione e cambia l’armatore. Secondo Sybass, associazione dei costruttori di superyacht, resta l’Occidente, con Europa e Usa, la zona con più disponibilità di patrimoni importanti». 

I cantieri del distretto

A ulteriore sostegno della dinamicità e delle potenzialità di investimenti del distretto è interessante rilevare che l’azienda The Italian Sea Group sta presentando la domanda di ammissione alla quotazione in borsa, non escludendone di ulteriori. 

In merito, Angelini aggiunge che «la nautica sta diventando, al pari di imprese di altri settori, una branca interessante del mercato del lusso e come tale il valore delle aziende cresce diventando sempre più oggettivo e con una reputazione di investimento. La quotazione in borsa dei cantieri è un segno di crescita del distretto nautico toscano. Aumentano insieme qualità e quantità: se un’azienda è presente sulla borsa ha un piano di sviluppo serrato e aumenta la produzione di barche e altri prodotti. Al momento, gli yacht vengono percepiti come beni sicuri e il mercato porterà sviluppo ulteriore al distretto». Con la nautica, ancora una volta, il made in Tuscany ha fatto centro.


APPROFONDIMENTI

Vedi i numeri del distretto della nautica

Umberto Alunni

Giornalista