• 19/01/2022

La sostenibile leggerezza dell’essere plastica

 La sostenibile leggerezza dell’essere plastica

Fabia Romagnoli e il figlio Francesco Bottari

INTERVISTA A Fabia Romagnoli Titolare di Mariplast

La storia della Mariplast di Montale racconta esempi virtuosi di impresa e capacità d’innovazione. Nata nel 1969 ha sempre lavorato soprattutto per il settore tessile. Oggi, il passaggio del testimone alla terza generazione guarda anche il settore vitivinicolo e biologico

Antichi stampi di metallo e tubi di plastica colorata. Se un bambino potesse entrare nella zona produttiva della Mariplast di Montale, penserebbe forse all’inizio di trovarsi dentro la fabbrica dei mattoncini Lego.

In realtà, in quell’azienda si creano supporti per la produzione per altre fabbriche, soprattutto del settore tessile.


Si tratta di tubi per i telai e rocchetti che Tiziano Romagnoli, il fondatore dell’azienda, iniziò a produrre dal 1969 quando l’uso della plastica cominciava a diventare una prospettiva importante non solo negli oggetti di uso quotidiano, ma anche come investimento lavorativo. Una storia di spirito imprenditoriale che Romagnoli, che ancora ultraottantenne si presenta quasi ogni giorno tra i macchinari e i lavoratori della fabbrica, ha tramandato alle figlie Fabia ed Elena e al figlio Mauro, mentre la terza generazione, quella di Francesco Bottari, erede di Fabia, si sta preparando a spiccare il volo.

È soprattutto questa la ripartenza dopo i cambiamenti imposti dalla gestione dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid, quella che guarda ai giovani che hanno idee da brevettare, passione per il lavoro e sensibilità ai temi ecologici, pur producendo plastica.


«Siamo un’azienda piccola con una ventina di dipendenti – spiega Fabia Romagnoli – che ha dei collegamenti di produzione sia in Turchia che in Usa, di cui si occupa mia sorella Elena mentre io sono qui con mio fratello Mauro e mio figlio Francesco. Produciamo i tubi per i telai, i cosiddetti tubi banco per filatura ma non ci fermiamo solo a questo». Alla Mariplast, infatti, il processo produttivo è tutto interno, dal disegno allo stampaggio e, in seconda battuta, il riciclo della plastica usata in linea con l’attenzione all’ambiente e l’invenzione di nuovi brevetti da proporre al mercato.

«Proprio in virtù della riduzione degli sprechi – ha proseguito Fabia – abbiamo brevettato un pezzo per il tubo da banco dei telai che possa essere removibile in caso di rottura.


Infatti fino a poco tempo fa questo prodotto veniva stampato come pezzo unico, poi abbiamo cercato una soluzione affinché il punto più sottoposto a usura potesse essere estraibile e sostituibile consentendo così di risparmiare plastica.

Siamo gli unici a livello mondiale che seguono i loro clienti trovando anche soluzioni per i problemi che ci sottopongono e modellando i prodotti così in base alle necessità ». L’innovazione però non finisce solo sui telai e i filati, perché con la passione di Francesco, i rocchetti si sono trasformati in una protezione per le piante del settore agricolo e, soprattutto vitivinicolo.


E così il buon vino passa dalla cura della pianta garantita dalle gabbie in plastica che la Mariplast ha brevettato recentemente. «Si chiamano “shelter” e sono protezioni per giovani piante – spiega Francesco – soprattutto viti, che servono per preservare le piante dall’azione degli animali ma soprattutto dai possibili danni delle lavorazioni meccaniche. La vendemmia non è più sempre fatta solo a mano come un tempo, infatti. L’idea è nata da dei clienti che mi dicevano che le piante potevano essere sottoposte a sollecitazioni che potevano essere pericolose così abbiamo inventato questa protezione in plastica, che si può aprire e chiudere anche per sistemare la pianta. È formata di polipropilene riciclabile al 100% ed è utilizzabile per 5 anni. Di solito viene impiegata nel settore dell’agricoltura biologica». E non è un caso, perché la Mariplast della sostenibilità ambientale ha fatto un punto fermo della propria filosofia aziendale. «A differenza di quanto si pensa – chiosa Fabia Romagnoli – nel settore della plastica la sostenibilità ambientale è perseguibile. Da noi infatti, gli scarti vengono recuperati, così come vengono riciclati i tubi e i rocchetti usati dei nostri clienti, per essere nuovamente lavorati e trasformati in altro».

TOSCANA ECONOMY La sostenibile leggerezza dell’essere plastica
Fabia Romagnoli e la ReMini sostenibile

Arianna Fisicaro

Giornalista - arianna.fisicaro@toscanaeconomy.it