• 27/05/2022

La sezione Sistema Moda di CTN al fianco delle aziende. Sarti: “gettate le basi per il futuro”

 La sezione Sistema Moda di CTN al fianco delle aziende. Sarti: “gettate le basi per il futuro”

Pubblichiamo l’intervento di Maurizio Sarti, presidente della Sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord.

Lo scorso 3 marzo si è tenuta infatti un’assemblea della sezione Sistema, l’ultima del mandato dell’attuale consiglio prima delle elezioni del 31 marzo-1° aprile: occasione importante per tirare le somme di questi due anni di mandato.

“Anni duri che hanno coinciso quasi esattamente con la pandemia e, in questo ultimo scorcio, con lo scoppio di una guerra in Europa, i cui effetti si faranno sentire anche direttamente sulla pelle del nostro distretto, per il quale i costi energetici sono già un problema drammatico. L’attività della nostra sezione è stata molto intensa e abbiamo lavorato su un doppio binario: da un lato gestire la situazione contingente dettata dalla situazione sanitaria, dall’altro continuare a scommettere sul futuro. 

Gli ultimi mesi, mentre riprendevamo faticosamente attività aziendali comunque ancora non a regime, sono stati particolarmente densi di iniziative rivolte al futuro, realizzate anche rafforzando i rapporti con le associazioni nazionali di rappresentanza del settore. Una mole di iniziative che abbiamo potuto portare avanti solo grazie al modello che ci siamo dati, basato sulle deleghe. Così Roberta Pecci è riuscita a realizzare con successo in piena pandemia due edizioni di ‘E’ di moda il mio futuro’, senza creare soluzioni di continuità in un progetto di orientamento per i giovani che riteniamo strategico; Francesco Marini ha seguito da vicino la partecipazione di Confindustria Toscana Nord al progetto dell’hub del riciclo tessile; Marco Ranaldo si sta occupando del tema riorganizzazione, sul quale ieri abbiamo avuto la possibilità di ascoltare Luca Bettale di Long Terms Partners, esperto di grande spessore che avevamo già avuto modo di conoscere in veste Bain quando, già quasi vent’anni fa, l’associazione faceva cultura aziendale sul tema crescita dimensionale e aggregazioni; Giovanni Gramigni, con la collaborazione della sezione Terziario, sta gettando le basi di un progetto, che in prospettiva potrà darci grandi vantaggi, per rendere più facili e fluide nella filiera le comunicazioni fra i sistemi informatici delle imprese; Manuele Nipoti lavora sul tema sostenibilità nelle sue numerose implicazioni, vitali per il nostro settore.

Fra questi filoni, tutti importanti e strategici, mi pare opportuno spendere qualche parola in più sul tema dell’hub tessile. Tengo a ribadire che la sezione ha ripetutamente parlato di questo tema, coinvolgendo tutti i soci, già subito dopo la definizione del PNRR, giungendo alla conclusione che nel progetto dell’hub tessile di Prato era fondamentale che Confindustria Toscana Nord ci fosse. Una conclusione peraltro quasi obbligata, dati i presupposti della questione: la normativa europea sulla raccolta differenziata obbligatoria è un fatto insindacabile e moltiplicherà la quantità di materiali tessili da gestire prioritariamente come riuso e riciclo, secondariamente come smaltimento; Alia, come ha più volte dichiarato, la struttura ad hoc la farà comunque, indipendentemente dall’arrivo o meno delle risorse del PNRR, annunciando anche le scelte tecniche che le competono e che intende fare.

Ma la partita va anche ben al di là della tutela dell’esistente. La raccolta obbligatoria dei prodotti tessili costituisce una potenziale opportunità, generando quantità molto consistenti di materiale che sempre di più sarà richiesto, anche per legge, di riciclare. L’obiettivo europeo è il 100% del riciclo: per tutte le fibre, quindi, naturali e non. Per farlo ci sarà da lavorare sia sul piano tecnico della cernita e delle possibilità di riciclo che su quello dell’ecodesign, ma la strada è questa e può condurre a dei business nuovi. Progettare l’hub è l’inizio di un processo di cui oggi è impossibile vedere tutti gli aspetti ma nel quale Prato e le sue aziende, con la tradizione che hanno, possono e devono inserirsi, anzi di cui devono essere la punta avanzata. 

Non riesco a immaginare un’operazione del genere a Prato senza chi rappresenta le imprese e può portarne la voce ai vari tavoli, strategici e tecnici. E nemmeno riesco a immaginare che l’infrastruttura-chiave per gestire la mole di materiali tessili che deriverà dalla raccolta obbligatoria venga realizzata in un luogo diverso da Prato. Se fosse avvenuto o se avvenisse questo dovremmo come pratesi porre a noi stessi delle domande molto, molto serie.”

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