• 05/12/2021

La nautica del lusso toscana in rotta verso la sostenibilità

Dalla scelta di materiali innovativi allo smaltimento “intelligente”, la nautica del lusso toscana sta rispondendo alle sfide della transizione ecologica attraverso soluzioni innovative e sostenibili, confermando la sua leadership e la sua vocazione all’eccellenza

Gabriele Chelini, cfo del Gruppo Fipa e presidente di
Confindustria Toscana Nord Nautica

Sono il bene di lusso per eccellenza, le loro linee si intersecano perfettamente nei riflessi dei mari più esclusivi e, quando ormeggiati, diventano parte integrante dello skyline delle marine più prestigiose del mondo. Siano essi a vela o a motore, in vetroresina o in acciaio, gli yacht sono imbarcazioni in grado di combinare il fascino dei beni di lusso con l’ancestrale bisogno dell’uomo di solcare i mari. Realizzarli, utilizzarli e smaltirli, però, ha un costo ambientale e, come tale, necessita di azioni correttive per garantire la tutela dell’ambiente e il corretto utilizzo delle sue risorse.

«È cambiato il sentimento e la consapevolezza di approccio al bene di lusso – spiega Pietro Angelini, direttore generale della rete di aziende di nautica Navigo -, gli acquirenti sono persone che comprano oggetti belli ed esclusivi, ma pongono attenzione anche al fatto che non abbiano generato impatti negativi. Nella nautica, il futuro sta andando in questa direzione e il settore superyacht è un ambito dove si può innescare innovazione». Per Angelini i fattori decisivi del cambio di rotta sono il “miglioramento delle competenze del management aziendale, clienti finali più giovani rispetto al passato e l’aumento di presenza sul mercato di società di charter con esigenze di efficientamento di barche e yacht meno impattanti.”

La riduzione delle emissioni in atmosfera diventa una delle principali sfide a cui il settore della nautica del lusso toscano ha cercato di rispondere offrendo l’opzione di motorizzazioni ibride e studiando l’utilizzo di materiali e design in grado di abbattere i consumi e migliorare le prestazioni, garantendo al contempo alte performance e qualità. 

Pietro Angelini, direttore generale della rete di aziende di nautica Navigo

Il Maiora 35 Exuma del Gruppo Fipa di Viareggio è un esempio di questa innovazione. Varata a inizio del 2021, l’imbarcazione, lunga 35 metri, dal design moderno con linee sobrie e alte finestrature, è in grado di ospitare fino a 18 persone. A renderla unica, però, è la carena molto planante, lo scafo in materiali compositi molto alleggeriti e strutture resistenti.

«Maiora 35 Exuma è il frutto della ricerca che abbiamo fatto nel decennio scorso per trovare un equilibrio tra uno scafo con una leggerezza più marcata e con la stessa solidità e affidabilità di sempre, ma con la possibilità di consumare molto meno gasolio e, quindi, consentire all’armatore di navigare 1600 miglia nautiche in scioltezza a una velocità di circa 18 nodi con dei consumi veramente ridotti – spiega Gabriele Chelini, cfo del Gruppo Fipa e presidente di Confindustria Toscana Nord Nautica -. In termini pratici significa utilizzare la metà di quello che verrebbe consumato da un’imbarcazione standard: questo è molto importante perché, a nostro parere, si può e si devono trovare forme di miglioramento sotto il profilo della sostenibilità».

Maiora 35 Exuma del Gruppo Fipa di Viareggio

La ricerca di soluzioni sostenibili, però, interessa tutta la filiera della nautica. «La soluzione è nell’inizio del processo del Design for Disassembling», spiega Angelini. Investendo nella modularità delle costruzioni (progetto SO MAIN) e nello sviluppo di una piattaforma per la gestione dell’intero processo di riciclo, dall’automazione nel disassemblaggio fino all’innovativa soluzione per il riutilizzo della vetroresina (progetto REVYTA), Navigo punta ad assicurare alle aziende della sua rete il primato nell’innovazione tecnologica e la ricerca di soluzioni sostenibili e a basso impatto ambientale, anche attraverso la collaborazione con altri distretti, come quello olandese rappresentato dallo Holland Yachting Group.
Anche Confindustria Toscana Nord Nautica naviga sulla stessa rotta. «Stiamo lavorando sul tema della sostenibilità e sul tema dell’economia circolare – spiega Chelini -. Entro fine anno è mia intenzione proporre degli studi sulla sostenibilità dell’imbarcazione, un prodotto di una complessità unica, che saranno poi condivisi con tutti i nostri associati. Come leader mondiali nel segmento dai 30 ai 60 metri, soprattutto nella vetroresina, anche noi dobbiamo dare delle risposte».


Il Distretto Nautica della Toscana raccoglie un network con più di 500 aziende, 11 centri di servizi, 20 organismi di ricerca e 39 infrastrutture di ricerca industriale e trasferimento tecnologico


Maiora 35 exuma


APPROFONDIMENTI

www.navigotoscana.it/il-distretto

Francesco Ugolini