• 04/10/2022

La matematica alla base dell’innovazione

 La matematica alla base dell’innovazione

G. ANCILLI UFFICIO

Prometeo è un’azienda con sede a Siena che offre soluzioni strategiche per utilizzare strumenti di Intelligenza Artificiale al fine di affrontare le sfide che gli scenari complessi di oggi richiedono, permettendo così di avere un significativo effetto in termini di redditività. Nata nel 1994, si occupa di come strumenti matematico-statistici, Machine Learning, possano aiutare le aziende a crescere e rafforzare il proprio business. Abbiamo intervistato Giulio Ancilli, head of Advanced Analytics, Big Data & IoT Solutions di Prometeo

 

Approcci analitici, modelli predittivi, testi di analisi, sviluppo di strategie, Intelligenza artificiale (IA) e Big Data. Conosciamo meglio Giulio Ancilli e la sua esperienza.

«Sono presidente dell’Associazione USiena Alumni e socio fondatore di Prometeo srl. USiena Alumni raccoglie tutti i laureati dell’Università degli Studi di Siena e ha come obiettivo quello di mettere a fattor comune esperienze e conoscenze distribuite in Europa e nel mondo. Prometeo, invece, nasce molti anni fa quando insieme ad alcuni compagni di studi ci laureammo a Siena in matematica. Ci siamo occupati da subito di IA, quando a quei tempi era più un esercizio estremamente speculativo chiuso all’interno dell’Università. Ma da lì siamo partiti e oggi utilizziamo la matematica per rappresentare fenomeni di business».

Nello specifico?

«Nella trasformazione dall’analogico al digitale il dato diventa un elemento essenziale nel modello di business che si è completamente trasformato con la tecnologia avanzata. Basti pensare all’agricoltura. Oggi avere competenze tecnologiche avanzate nel campo dell’agrifood, della sostenibilità, del turismo vuol dire essere in grado di coniugare aspetti tecnologici con aspetti di business. I dati sono considerati il “nuovo petrolio”, ma ci sono sempre stati all’interno delle aziende: cambia solo l’approccio. Oggi abbiamo gli strumenti che ci consentono di acquisire questi dati, trattarli e archiviarli».

E Prometeo?

«Prometeo si focalizza nell’utilizzo della matematica e statistica per risolvere problematiche di business. Oggi la complessità del contesto socio-economico in cui siamo inseriti richiede un approccio diverso. Ma il tema della mobility è per noi un tema importante su cui stiamo creando le condizioni per uno spin-off specifico che si occupi solo di questo».

Cosa si intende per mobility?

«È l’insieme di tutte quelle attività che comportano la movimentazione di persone/veicoli al fine di erogare un servizio. Le trasformazioni in atto nel settore della mobility sono enormi e sono guidate dai macro-trend indicati con l’acronimo CASES: Connectivity, Autonomous driving, Shared-mobility, Electrification, Servitization. Non si tratta quindi del solo tema dell’elettrico ma di stili di vita nuovi, di automazione per una maggiore efficienza ed efficacia, di risparmio energetico e di impatto ambientale ridotto a favore di una sempre maggiore sostenibilità. La profondità dei cambiamenti che stiamo vivendo coinvolge tutti i soggetti della filiera – dalla produzione al cliente finale – anche se con intensità diversa in relazione delle specificità di ciascuno: OEM (Original Equipment Manufacturer), dealer, supplier. Qui il presente si fa futuro. Il tema della guida autonoma diventerà senza dubbio centrale e a questo si associano, e diventeranno fondamentali, gli aspetti della previsione della domanda, della manutenzione predittiva e del routing».

Mobility in generale?

«Per tutti gli attori in gioco, a monte e a valle della filiera, l’apporto delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale avranno un ruolo centrale. Sono gli elementi cardine per erogare un servizio sulla mobility di nuova concezione. Per esempio, si andrà sempre più verso il noleggio rispetto all’acquisto di un’auto o un mezzo. Nella scelta o necessità di prendere un mezzo a noleggio, il cliente sarà orientato verso quello più vicino al punto in cui si trova per tutta una serie di facilitazioni. Quindi prevedere il fabbisogno, non solo nel tempo ma anche nel luogo, per un’azienda erogatrice del servizio sarà elemento distintivo sul mercato. Dall’altro lato l’efficienza operativa sarà data dall’ottimizzazione del costo di gestione rispetto alla disponibilità del mezzo e quindi la manutenzione predittiva è elemento centrale. Manutenzione predittiva vuol dire curare il parco automezzi in modo da anticipare e prevenire guasti tecnici e farla in momenti in cui non vado ad incidere sulla domanda del servizio: questo permette efficienza ed efficacia a favore di una fidelizzazione da parte del cliente per affidabilità offerta e pronta risposta alla domanda».

Come si lavora su questo aspetto?

«In Prometeo abbiamo aggiunto l’aspetto dell’ottimizzazione dei percorsi ovvero quello che si definisce routing all’abilitare un framework che raccolga gli elementi abilitanti del servizio in un unico ambiente tecnologico. Oggi sul mercato non esiste una piattaforma, il framework, che le integri assieme. I dati che descrivono questi due ambiti applicativi hanno la caratteristica di far sì che messi assieme consentano di migliorare le prestazioni complessive del sistema».

Quali benefici di questa vostra soluzione?

«Per esempio il costo totale annuo (carburante, gomme, manutenzione straordinaria e simili) di gestione del parco veicolare è compreso nel range 30-40% dei costi totali in funzione della specifica realtà in esame. Nel nostro caso evidenze di casi concreti ci dicono che il routing riesce ad abbattere del 20% i km totali annui percorsi, quindi stiamo dicendo di ridurre di uguale percentuale i costi precedenti e avere una marginalità ulteriore che si attesta nel range 6-8% in più. Senza prendere in considerazione il tema dell’impatto ambientale, dove affermare meno km, meno inquinamento mi sembra evidente».

Letizia Pini

Giornalista - letizia.pini@toscanaeconomy.it

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