• 02/03/2024

IRPET un osservatorio sull’economia e il lavoro in Toscana

 IRPET un osservatorio sull’economia e il lavoro in Toscana

Nicola Sciclone

INTERVISTA A

Nicola Sciclone, direttore Irpet, l’Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana

Raccontare la Toscana sotto il profilo economico, attraverso l’analisi e l’interpretazione di dati congiunturali, in collaborazione con istituzioni, enti e università è il compito dell’Irpet, l’Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana. Con il direttore Nicola Sciclone abbiamo approfondito il ruolo di questo ente sui temi del lavoro

“Il nostro programma di analisi e di attività si divide in due grandi direzioni – spiega Sciclone – da una parte la ricerca di base finalizzata alla costruzione di modelli e all’accumulazione di competenze funzionali alla creazione di previsioni e valutazioni scientifiche; dall’altra una ricerca volta all’analisi delle caratteristiche di fondo del nostro modello di sviluppo e degli effetti ex ante e ex post delle politiche, per dare un contributo alla costruzione di quelle stesse politiche. Inoltre, collaboriamo e scambiamo informazioni e analisi con importanti istituti nazionali, tra cui la Banca d’Italia e l’Ufficio parlamentare di bilancio; lavoriamo con università toscane e italiane, come il Politecnico di Milano e con centri di ricerca, italiani e stranieri”.

Secondo i dati al secondo trimestre 2022, pubblicati sul portale dell’Irpet, è evidente una fase espansiva del mercato del lavoro. Può approfondire?

Dobbiamo distinguere tra una prima e una seconda fase della ripartenza. Dopo la recessione del Covid, nel 2021 siamo entrati in una fase di ripresa piuttosto vigorosa. Da ciò ha tratto beneficio il mercato del lavoro, per il quale abbiamo osservato dati positivi nel 2021 e fino a settembre 2022. Guardando alle principali forme contrattuali (tempo determinato, indeterminato e apprendistato), osserviamo circa 50mila addetti in più rispetto al primo semestre del 2019 e un aumento delle ore lavorative dell’1,3% rispetto al primo trimestre 2022 e del 5,1% rispetto al secondo trimestre 2021.

Nel secondo trimestre 2022 in Toscana si segnala infine una crescita del 7% del numero complessivo di occupati, accompagnata da una forte riduzione del numero di disoccupati e del tasso di disoccupazione. La Toscana si trova in una posizione anche migliore di altre regioni e conferma buoni dati dell’export e un buon andamento dell’indice della produzione industriale.

Tuttavia, il ciclo economico ha subito un rallentamento, a causa dell’inflazione e dell’aumento dei tassi di interesse: ciò rischia di riflettersi nel mercato del lavoro, indebolendolo, e di rendere difficile l’elaborazione di previsioni, in una fase in cui gli scenari cambiano da un giorno all’altro.

Le dinamiche del mercato del lavoro saranno indissolubilmente legate a quelle del sistema produttivo: per esempio, nel 2022 il PIL crescerà ancora intorno al 3,4-3,5%, mentre nel 2023 si stima che si abbasserà significativamente e andrà sotto l’1%. I rincari e le tensioni legate alle vicende internazionali hanno eroso un punto di PIL nel 2022 e, in prospettiva, due punti di PIL nel 2023.

L’Italia sta subendo un ritmo di crescita più lento e affronterà un inevitabile riallineamento verso il basso delle prospettive economiche.

È urgente affrontare i nodi strutturali dell’economia e oggi lo possiamo fare grazie al Pnrr, che è sì un ‘salvadanaio’, ma anche un’importante agenda di governo. La sfida consiste nell’evitare di usare queste risorse per dare priorità alle esigenze del momento, come tamponare i costi dell’energia. Bisogna invece mantenere fermo il principio che tali risorse vadano sfruttate per investimenti capaci di farci fare un salto in avanti, sul fronte dell’innovazione tecnologica e della riconversione ecologica ed energetica.

Per approfondimenti: IRPET

Giulia Baglini

Giornalista specializzata sui temi dell’innovazione e della sostenibilità

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