• 26/05/2022

Innovazione e qualità

 Innovazione e qualità

Ilaria Pistolesi owner operator

La conceria Pistolesi è stata fondata nel 1989 da Valerio Pistolesi. Nel 1995 la conceria si espande aprendo 2 nuove sedi, una per la trasformazione delle pelli grezze e l’altra per la rifinizione dei vari articoli e area spedizioni. Nel 2010 la svolta, la Pistolesi apre la nuova sede a Ponte a Egola seguendo i più moderni criteri in materia di efficienza e sicurezza con un design geometrico “new age” che la rende unica e inconfondibile in tutto il comprensorio del cuoio toscano. Abbiamo intervistato una delle titolari dell’azienda, Ilaria Pistolesi

La vostra azienda?

«La Pistolesi nasce come conto terzista e grazie alla lungimiranza di mio padre ci siamo sempre più spostati verso un approccio individuale fino a diventare una conceria indipendente. La nostra forza è stata quella di trasformare e migliorare nel tempo il rapporto tra cliente e fornitore. Nel 1995 abbiamo fatto il passo da terzisti a conceria e nel 2000 la prima fiera internazionale (alla quale una giovanissima me ha partecipato). E nel 2010 la Pistolesi si è trasferita definitivamente in una unica grande azienda».

Qual è il vostro rapporto con l’innovazione?

«I nostri sono clienti alla ricerca dell’innovazione e hanno aspettative molto alte nei nostri confronti in termini di ricerca di nuovi articoli e di supporto per le loro nuove collezioni. L’innovazione si innesta in chi fa un prodotto di qualità e soddisfacimento di aspettative del cliente sulle idee che gli diamo, tant’è che lavoriamo con le più grandi case di moda nonostante le nostre dimensioni e competiamo in maniera brillante con grandi concerie».

Quali sono le attività da voi sviluppate che più si legano a una visione di innovazione, di processo e di modello?

«Credo che l’innovazione non per forza debba basarsi su drastici stravolgimenti, ma debba concentrarsi su un costante miglioramento alla ricerca della qualità, delle proposte dei nuovi prodotti, rapporti di partnership più solidi con le case di moda e soprattutto diventare un elemento fondamentale di collaborazione proattiva con i designer dei vari brand. Tutto questo fa parte di un processo importante di innovazione. Importante anche il tema della blockchain, ovvero la digitalizzazione dei dati che serve a tracciare l’intero ciclo vitale di un bene in blocchi collegati in ordine cronologico controllando la tracciabilità, trasparenza e verificabilità dei movimenti di un bene. Nel mio settore che è quello della moda, la blockchain serve al tracciamento di tutta la filiera dal grezzo alla produzione all’acquirente finale, sia per trasparenza delle informazioni relative alla catena di approvvigionamento. Si tratta di una rete informatica tecnologica del futuro ma la Pistolesi sta comunque già dando un servizio al cliente in termini di trasparenza sui lotti venduti. Il rapporto che la conceria Pistolesi ha con I grossi brand è basato sulla fiducia, sul consenso e sulla trasparenza».

Il nuovo modello che emergerà dalla pandemia dovrà essere sostenibile, sia dal punto di vista economico che sociale. Come state lavorando su questo fronte?

«Da anni la conceria Pistolesi è il primo fornitore di articoli metal free in pelo per un grosso gruppo mondiale. Ho un paio di interessanti argomenti in tema di innovazione: l’lwg e l’innovazione rispetto all’attenzione per l’ambiente. Lwg è un’associazione organizzativa che verifica e certifica le prestazioni ambientali lungo tutta la filiera della produzione della pelle, la conceria Pistolesi sta lavorando per ottenere questa certificazione. Avere l’lwg significa uno sforzo e un’attenzione particolare verso una produzione ecologica, all’etica, alla sicurezza e all’ambiente.
Rispetto ad una visione green, negli ultimi anni, l’inquinamento ambientale ha modificato la nostra visione dei materiali per il settore moda. Tutte queste iniziative ci portano a supportare lo sviluppo di materiali “carbon neutral” ovvero originati da biomassa. La pelle grezza è 100% al pari di qualsiasi fibra naturale. La Pistolesi ricerca e studia processi che conservino elevata la natura bio della pelle, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale. Ho a cuore anche un altro argomento legato alla cattiva informazione che stigmatizza l’uso della pelle animale a favore di altri materiali in nome di una visione eco sostenibile. Certe prese di posizione sottolineano un fanatismo che non ha supporto scientifico. La scelta di non usare pelle (che proviene dal settore alimentare), ma preferire la finta pelle fatta con la plastica, che è un derivato del petrolio, per cui estremamente inquinante è una contraddizione da non sottovalutare per il rischio ambientale. Oltre ai preoccupanti risvolti inquinanti sottolineo l’aspetto di durata, un bene prodotto con vera pelle ci può accompagnare per tutta la vita, la plastica ha breve durata».

Cosa mi dice del rapporto coi giovani e la parità di genere?

«Il nostro settore è tradizionalmente molto maschile, è una cultura poco favorevole alle donne, ma credo che con una giusta dose di autostima, passione, curiosità e competenza e pazienza si riesce a superare la prova in modo brillante!
Secondo me il futuro di ogni azienda dipende da come viene affrontato il ricambio generazionale indipendentemente se il passaggio di consegne avviene verso un uomo o una donna. All’interno della Pistolesi sono la responsabile dello sviluppo dei campionari sia per la stagione estiva che per la stagione invernale. Questo comporta ricerca, visione, voglia di osare, proattività, conoscenza dei propri clienti e tanto lavoro e cura nel trattamento dei materiali. I punti di forza degli articoli Pistolesi sono lo studio, i colori, la morbidezza e senza dubbio la personalità, che assolutamente mi (e ci) rappresenta. Il rapporto con i giovani è il nostro presidio sull’innovazione, la conceria Pistolesi ha costante contatto con prestigiose università che trattano moda in quando insegniamo Leather Tecnology. In quest’ultimo periodo abbiamo anche stretto un rapporto di partnership con un’altra nota Scuola di Business di Milano in cui facciamo docenze ai master di ragazzi che vogliono intraprendere ruoli nel settore moda inoltre periodicamente vengono organizzati dei veri e propri tour della conceria Pistolesi dove vengono spiegati i vari passaggi della produzione toccando con mano i prodotti e vedendo in funzione i macchinari. Grazie anche all’opportunità di avere costante rapporto con le università abbiamo la tendenza a inserire figure giovani che vogliamo far crescere. È tanto importante avere persone giovani che sappiano dialogare con i designer tanto quanto è importante avere personale con una storicità lavorativa. È sempre una questione di equilibri».

Per approfondimenti:
Guarda il video di Ilaria Pistolesi sulla regolamentazione della pelle a livello europeo

Ilaria Pistolesi, ouner operetor
Ilaria Pistolesi, ouner operetor

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