• 05/03/2024

Innovare è la nostra missione

 Innovare è la nostra missione

Claudio Bettazzi – Presidente CNA Toscana Centro.

“Innovare è la nostra missione, ma ci vogliono sostegni straordinari”

CNA Toscana Centro è l’associazione che rappresenta e tutela gli interessi degli artigiani, degli imprenditori e delle piccole e medie imprese delle province di Prato e Pistoia. Frutto della fusione tra le CNA di Prato e di Pistoia, avvenuta nel 2017, CNA Toscana Centro annovera ad oggi circa 7.000 imprese socie, oltre 10.000 pensionati associati e 5.000 cittadini soci. Uno degli obiettivi a cui l’associazione tiene di più è proprio l’innovazione. Ne abbiamo parlato con il Presidente Claudio Bettazzi.

CNA Toscana Centro sostiene le imprese associate nella costruzione di percorsi di innovazione e comunicazione tramite un apposito strumento, l’Ufficio Innovazione. Quali sono le sue funzioni?

Lo sportello ci permette di dare alle imprese un supporto relativo alla nuova frontiera della digitalizzazione, tramite la quale si ottimizza al meglio l’organizzazione interna. L’innovazione riguarda infatti anche i processi produttivi, dividendosi in innovazione di prodotto e in innovazione di processo.

Attraverso la digitalizzazione si riesce a semplificare la filiera e a migliorare la performance di un prodotto ancor prima che vada in produzione; il processo mette insieme tutte le competenze attraverso una strategia di comunicazione.

Oltre all’Ufficio Innovazione, abbiamo il Digital Innovation Hub 4.0, che accompagna le imprese nei percorsi di digitalizzazione e di innovazione sulla base del Piano Impresa 4.0.

Una tappa obbligata è il rinnovamento dei macchinari e la formazione di chi li gestisce.

Si tratta di processi che avrebbero bisogno di supporti straordinari da parte dello Stato, il quale purtroppo destina agli investimenti in innovazione soltanto l’1% del PIL.

Un’imprenditoria fatta al 90% di piccole e medie imprese, dove tutti i settori sono interconnessi, necessita di interventi dotati di un perimetro allargato, che possano garantire la sopravvivenza del sistema di filiera.

Nonostante questo, su un campione di 1000 nostre aziende associate, 450 hanno utilizzato l’innovazione di processo e di prodotto. Questo ci fa ben sperare e ci rende consapevoli del fatto che con le nostre imprese c’è una comunicazione diretta e viva.

 

La vostra associazione è al fianco delle imprese e delle start up innovative con il Premio Cambiamenti e con il progetto Eye Prato. Ce ne può parlare?
Il Premio Cambiamenti riconosce il merito delle imprese che hanno fatto ricerca e hanno prodotto innovazione, facendo la differenza con progetti che contribuiscono alla transizione energetica. Grazie ad esso l’innovazione ha contaminato una rete di aziende e di attività.

Il Progetto Eye propone agli studenti delle scuole superiori un percorso di educazione imprenditoriale: ogni studente crea una propria idea di business che viene valutata, al termine del percorso di formazione, da una giuria di esperti.

Il più innovativo, ma anche il più realizzabile, viene premiato e accompagnato da una rete di imprenditori, professionisti, formatori e istituzioni fino alla possibilità di avviare una start up.

La nostra associazione punta infatti sul turn over generazionale e sui giovani imprenditori, maggiormente capaci di gestire dal punto di vista culturale e di adattamento i processi di innovazione.

Se si punta sull’innovazione e sulla ricerca si evita anche la fuga dei giovani all’estero. Non possiamo più permetterci di formare giovani ricercatori, di pagarli pochissimo e di disperdere il loro valore aggiunto nei laboratori di altri paesi. In ultima istanza, dobbiamo formare le competenze dentro le aziende, puntando sugli Istituti Tecnici Superiori e rinsaldando il legame tra impresa, famiglia e scuola, grazie al quale possa continuare la trasmissione di valori, competenze e professionalità da una generazione all’altra.

L’innovazione passa anche per la transizione ecologica. In questo ambito, CNA Toscana Centro si sta dimostrando particolarmente sensibile alla realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, con la raccolta dei dati necessari all’elaborazione degli studi di fattibilità preliminari alla configurazione di tali realtà nel territorio della Provincia di Pistoia. Quale riscontro c’è stato?

Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano l’unica ricetta possibile per dipendere meno dai mercati esteri. È necessario dotare le aziende di impianti che le rendano autonome e più competitive, con un costo dell’energia più basso.

Le aziende sono interessate e noi stiamo fornendo loro tutte le risposte, ma i tempi di realizzazione sono lunghi. Un modello positivo sono i cinque bandi modellati dal Comune di Prato insieme al MISE grazie ai quali il distretto tessile beneficerà di 10 milioni di euro. Essi prevedono un contributo del 70% per rendere le aziende più autonome dal punto di vista delle forniture energetiche e dell’ottimizzazione dei consumi.

Sono convinto che l’impresa dovrà diventare sostenibile non solo per gli obblighi imposti dall’Unione Europea e dall’Agenda 2030 ma anche per essere più competitiva sul mercato e avere performances migliori. Ed è vero anche il contrario: se l’azienda ha un grado di efficienza alta in termini di organizzazione e di innovazione, anche la gestione e l’utilizzo della materia prima è ottimizzata. Il risultato è che si inquina meno, si risparmia, si utilizza l’energia prodotta e si evitano gli sprechi con sistemi di monitoraggio istantaneo e costante.

 

Toscana Economy - Innovare

 

 

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Giulia Baglini

Giornalista specializzata sui temi dell’innovazione e della sostenibilità

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