• 17/10/2021

Il vivaismo pistoiese vuole scrivere il futuro green delle città

 Il vivaismo pistoiese vuole scrivere il futuro green delle città

Francesco Ferrini

Il nuovo presidente del Distretto Vivaistico Ornamentale di Pistoia Ferrini ha confermato l’impegno di mettere le esigenze dei vivai al centro dei piani di forestazione urbana che si stanno imponendo in Italia e in Europa.

Pistoia, 7 luglio 20219 – Cambio al vertice del Distretto Vivaistico Ornamentale di Pistoia. Dopo Francesco Mati, che ha presieduto il Distretto per due mandati, venerdì scorso l’assemblea ha eletto presidente il professor Francesco Ferrini, ordinario di “Arboricoltura generale e coltivazioni arboree” dell’Università di Firenze e fra i massimi esperti di arboricoltura urbana.

“Coloro che mi hanno preceduto – ha dichiarato Francesco Ferrini, dopo essere stato eletto – hanno permesso di attuare le molteplici attività del Distretto che ne hanno garantito la crescita, pur in un contesto di crisi come quello degli ultimi anni. Per cui a loro va il mio personale ringraziamento. Ma le cose da fare sono tante, non perché non siano state fatte, ma semplicemente perché nell’ultimo anno e mezzo è cambiato tutto: è cambiata la prospettiva da cui si guarda al verde urbano.”

Il professore è stato insignito nel 2019 dell’Award of Merit della International Society of Arboriculture (ISA). Nel 2009 ha vinto al Flormart il premio Fabio Rizzi per l’impegno «nella ricerca e nella divulgazione delle conoscenze tecnico-scientifiche in materia di vivaismo e arboricoltura ornamentale, in continuo contatto con i produttori in tutto il mondo».

Un settore e un territorio che dal 2015 si sono sviluppati e sono stati in grado di superare i diversi momenti di criticità. Secondo i dati del Monitor dei distretti della Toscana d’Intesa Sanpaolo, dalla seconda metà del 2020 il Distretto ha spiccato nuovamente il volo capitalizzando il trend di crescita della domanda di piante sia da parte dei privati che dei soggetti pubblici in Europa e, nonostante le perdite dei mesi di lockdown, ha chiuso il 2020 con un +5,1% dell’export sul 2019.

Quello di Pistoia è il maggiore polo produttivo italiano di piante con circa 1500 aziende vivaistiche che coltivano per la maggior parte piante da esterno su una superficie totale di oltre cinquemila ettari. Gli addetti diretti sono circa 5.500, di cui 2500 dipendenti. La produzione supera i 500 milioni di euro, di cui attorno a 200 milioni di euro (il 40%) per l’export.

“Dal professor Ferrini ci si aspetta un ulteriore salto di qualità scientifico nella divulgazione del settore vivaistico e dei benefici della produzione del verde per la salute e l’ambiente,” ha spiegato Luca Magazzini, presidente dell’Associazione Vivaisti Italiani (AVI).

«Il vivaista – ha aggiunto Ferrini – deve essere sempre più consapevole che quando vende una pianta, vende una medicina. Non voglio esagerare, ma è come se vendesse una medicina biologica, a impatto zero che non fa bene solamente al corpo ma anche allo spirito. Un vivaista non vende un semplice prodotto ma molto di più, cioè tutta una serie di benefici diretti e indiretti per la vita dell’uomo che contano di più del mero valore estetico della pianta. Vende qualcosa che assorbe CO2, che intercetta le polveri sottili, che riduce l’inquinamento, che fa ombra e quindi mitiga gli effetti del cambiamento climatico».

Tra gli obiettivi fondamentali della nuova presidenza, il coinvolgimento dei vivaisti nella programmazione del verde pubblico, anche “per essere in grado di soddisfare puntualmente la domanda di piante, e una maggiore visibilità e internazionalità del Distretto”.

Fonte: Associazione Vivaisti Italiani

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Francesco Ugolini