• 16/09/2021

Il segreto del successo? Fai ciò che ami

Ambra Guerrucci, ricercatrice – © Foto: Esther May

INTERVISTA A
Ambra Guerrucci
ricercatrice di Psicobiologia Sistemica

A dispetto di una narrazione mediatica che quotidianamente ci  parla di morte dell’economia, secondo alcuni questo momento rappresenta un’occasione straordinaria per raccogliere le forze e mettere a frutto i propri talenti. Tra loro Ambra Guerrucci, scrittrice e ricercatrice specializzata nel campo della psicobiologia sistemica, ci aiuta a  comprendere come difenderci dalla negatività quotidiana e far fiorire il nostro potenziale creativo

Da un anno ormai ci nutriamo quotidianamente di paura, complice una narrazione mediatica che ha fatto delle parole: “morti” e “contagio” le sue cifre distintive.
Ci sono state dispensate teorie, cui sono seguite limitazioni e imposizioni.
Per il nostro benessere, sembrerebbe. Individuale e collettivo. 
Abbiamo assistito ad un aumento dei suicidi, dei tentati suicidi e dei fenomeni di autolesionismo anche tra i giovani. Sono aumentati  anche l’abuso e la dipendenza da psicofarmaci

“E appena si uscirà dalla psicosi collettiva sono tanti  i disagi e i malesseri che emergeranno”. Parola di Ambra Guerrucci, ricercatrice nell’ambito della psicobiologia sistemica, una branca delle neuroscienze che studia il comportamento umano in relazione alle sue basi biologiche.
“Non solo gli operatori sanitari, ma tutti rischiamo di essere sopraffatti dalla sindrome di burnout in questo momento –  ha sottolineato  Ambra –  Succede tutte le volte che lo stress è così forte da non riuscire a stare dentro l’emozione. Siamo animali sociali. La socialità è un bisogno.  La forza del gruppo e la creatività sono gli elementi che ci hanno fatto evolvere. In questo momento entrambe vengono minate costantemente. Il rischio è quello di non riuscire a tollerare questo stress e andare in morte emozionale”.

Come possiamo evitare che succeda?

“Permettendoci di rimanere in contatto con le nostre emozioni, anche se spiacevoli. Senza negarle, anche se dolorose. Ognuno ha i suoi canali: la musica, la scrittura di un diario, lo sport (alcuni sono consentiti, perché consentono di mantenere le distanze). Lo sport  aiuta a ritrovare il contatto con la realtà.  Anche l’utilizzo della tecnologia ci può venire in aiuto perché consente di abbattere le distanze fisiche.  A patto che avvenga lo scambio di cosa veramente si vive dentro. Siamo quadri colorati dalle nostre emozioni e rinunciarci equivale davvero a morire”.

Nel 2020 in Italia abbiamo avuto circa 30 mila morti in più, non attribuiti al Covid. È un dato interessante, ma di difficile interpretazione…

“Lo stress causa l’aumento dei livelli di acidità nel corpo e ne altera il ph, le difese immunitarie si abbassano, tutto questo genera malessere. Un malessere i cui semi, probabilmente erano stati gettati prima e che il Covid ha fatto sì che germogliassero. La paura del contagio ha fatto sì che si diffondesse a macchia d’olio il contagio della paura. Questo ha contaminato tutto il tessuto sociale. La paura riempie tutto lo spazio di inconsapevolezza, quello dove ci mancano i dati. E ognuno si adatta a suo modo. Anche il non sapersi adattare produce delle conseguenze. Però possiamo sempre scegliere. Possiamo chiederci: sei sicuro che vuoi stare così?
Esiste sempre un’altra possibilità. Scegliere la vita, ovvero una risposta vitale. Riuscire ad inquadrare questo momento dal punto di vista delle opportunità che ci offre, ad esempio, anziché dalle cose che ci vengono meno può salvarci. Letteralmente. Il mondo ci offre la possibilità di essere creativi, ora più che mai. La storia ce lo insegna. Ad ogni crisi è seguita una rinascita, un fiorire di opportunità nuove, per chi sceglie di coglierle. 

Come si fa a cogliere queste opportunità? Tutto ci parla di morte, non solo fisica, ma anche dell’economia…

Bisogna chiedersi anzitutto cosa vogliamo davvero. Io con quello che amo fare come posso fare a mettere a frutto i miei talenti? Questo momento ha costretto tante persone a tirare le somme rispetto alla propria vita. È un momento perfetto per il raccoglimento delle forze interiori. Per decidere davvero cosa vogliamo fare della nostra vita. Tutto quello che è successo ci sta mostrando in qualche modo l’implosione del vecchio sistema. Dove lo standard non tiene più occorre portare fuori se stessi. Non è un caso che proprio adesso stiamo assistendo ad una serie di nuovi lavori, più in sintonia con chi siamo e cosa amiamo. Quante volte abbiamo detto no a noi stessi? Per paura di mollare una serie di certezze illusorie che adesso si stanno sgretolando. E allora tanto vale tirar fuori la creatività, fare ciò che ci appassiona davvero.

Paradossalmente potremmo dire che è un momento propizio per chi vuole fare impresa?

Esatto. Stanno venendo fuori tanti bisogni nuovi. Per chi oggi vuole fare un business si apre la possibilità di leggere i bisogni reali delle persone e su questi fondare la sua offerta di beni e servizi. Sta venendo meno l’era dei bisogni convenzionali e indotti, in cui venivano venduti bisogni irreali finalizzati a fare da “cuscinetti” per tollerare una vita insoddisfacente. Ci stiamo riavvicinando progressivamente ad aspetti più naturali dell’esistenza, proprio a partire dal ritrovato contatto con la natura. Imparare a prenderci cura di questi aspetti può essere una buona base di partenza. 

Come si fa a scoprire un talento e poi metterlo a disposizione di qualcuno? 

Fai ciò che ami. Fai la lista delle 30 cose che amavi fare da bambino. Cose piccole, semplici, quelle che rendevano ogni minuto speciale, che ti nutrivano dentro perché le amavi davvero e non perché andavano a compensare delle mancanze. E poi domandati: come posso mettere i miei talenti al servizio dell’altro, incontrandolo nei suoi bisogni reali? 

Cos’è il successo? 

Successo è il participio passato di Succedere e questo ci racconta molto di come si fa ad avere successo. Fondamentalmente è come se il successo ci fosse già, solo in uno spazio e in un tempo che “non è ancora”. È come quando partiamo da Pisa per andare a Roma. Roma non la vediamo, però c’è già e stiamo andando in quella direzione. Riuscire ad aver chiaro dove stiamo andando, dove vogliamo arrivare e soprattutto goderci il viaggio che ci porta lì,  come se ci fossimo già, questo dal mio punto di vista è il segreto del successo. 

Il segreto del successo? Fai ciò che ami
Ad ogni crisi segue una rinascita – © Foto: Esther May


APPROFONDIMENTI

Cos’è la psicobiologia

Si tratta di una branca delle neuroscienze che studia i comportamenti (intesi come azioni fisiche ma anche come processi mentali, quali la percezione, l’attenzione, la memoria, l’apprendimento) in relazione alla struttura e alla fisiologia, con particolare attenzione ai processi a carico del sistema nervoso centrale. Alcuni scienziati quali Francisco Varela e Humberto Maturana ribadiscono l’insostituibile ruolo del corpo e del mondo sociale nella formazione della coscienza; sono gli ideatori di una neurofenomenologia come metodo di indagine e della “scienza in prima persona”, ovvero il prendere se stessi come “cavie” dell’indagine.

Un contributo molto interessante per quel che riguarda la Psicobiologia è l’interpretazione fatta da Jean Claude Badard degli esperimenti e delle ricerche operate da Henry Laborit, che confermano la presenza di un Cervello Biologico diverso dal cervello “razionale”: nella coscienza della persona sono presenti contemporaneamente le memorie razionali e le memorie biologiche, così come vengono elaborate le une dal cervello, le altre dall’intero sistema biologico.

Per quel che riguarda queste ultime, il corpo registra (somatizzare significa “tradurre in linguaggio e materia corporei”) una serie di conflitti, risalenti anche a generazioni precedenti, sotto forma di sintomi o malattie (o predisposizioni). Per Badard e Laborit, se di fronte ad un problema grave di tipo biologico (dolore fisico, sofferenza, sopravvivenza) possiamo fuggire o combattere, rimaniamo sani; l’inibizione all’azione conduce alla malattia. Questo avviene perché lo stress portato dall’inibizione all’azione costringe il cervello a delegare la soluzione del problema a un gruppo di neuroni, collegati con un tessuto, e quindi con una funzione corporea: questo è alla base dei meccanismi di adattamento e di evoluzione, e la memoria dell’adattamento ai problemi rimane iscritta nei nostri geni.


www.ambraguerrucci.com
ambraguerrucci.blogspot.com
Per contattare Ambra Guerrucci info@ambraguerrucci.com



Maria Salerno

Giornalista - maria.salerno@toscanaeconomy.it