• 19/01/2022

Il futuro delle risorse umane? Anticipare il cambiamento e più digitale

 Il futuro delle risorse umane? Anticipare il cambiamento e più digitale

Una conferenza virtuale per parlare di risorse umane come fattore qualificante per il successo delle aziende e HR Manager quali attori principali del cambiamento dei modelli organizzativi e dell’affermarsi delle nuove modalità di lavoro.

Livorno, 16 giugno 2021 – L’emergenza pandemica ha posto al centro della dimensione lavorativa la cultura digitale e la capacità di adattamento quali generatrici di valore per l’impresa. Sono questi i temi principali affrontati ieri durante la conferenza online “Affrontare il cambiamento e anticipare il futuro: le nuove sfide nella gestione e nella valorizzazione delle risorse umane”, organizzata dal Coordinamento Multinazionali e Grandi Imprese di Confindustria Livorno Massa Carrara.

L’80 per cento dei manager afferma che la pandemia ha accelerato la trasformazione digitale, come certifica la ‘Global CEO Outlook Survey 2020’ di KPMG; mentre oggi il 54% delle aziende si dice pronto a continuare a utilizzare lo smart working anche dopo l’emergenza sanitaria. Quest’ultimo dato è attestato da una recente indagine di Fondirigenti, il più importante Fondo interprofessionale per la formazione dei manager, promosso da Confindustria e Federmanager.

E’ quindi necessaria una nuova cultura manageriale, fondata sulla valorizzazione di digital skill all’avanguardia e sull’individuazione e valorizzazione di nuovi talenti, delle persone in grado di favorire la trasformazione digitale delle organizzazioni.

La «nuova normalità» che si profila attribuisce, quindi, un ruolo di primo piano nelle strutture aziendali agli HR Manager. La Direzione Risorse Umane diviene fondamentale per promuovere i nuovi modelli organizzativi, per individuare le competenze e le figure professionali necessarie per la gestione dell’innovazione in azienda, trasformando il proprio ruolo e lo stile di leadership

“Un’azienda, qualsiasi sia la dimensione o il settore nel quale opera, è fatta e gestita da persone – afferma Massimiliano Turci, vice presidente di Confindustria Livorno Massa Carrara e delegato al Coordinamento Multinazionali e Grandi Imprese -. Sono le persone, le loro competenze, la loro dedizione a determinare il successo o l’insuccesso di una società. Il valore intangibile ma fondamentale di un’azienda sono i dipendenti e, per questo, è necessario coltivarli e valorizzarli nel day by day. Per affrontare la complessità del momento che stiamo vivendo e colmare il gap delle competenze mancanti, le organizzazioni devono essere in grado sia di acquisire nuove skills dall’esterno, sia di dedicare attenzione alle risorse più talentuose già presenti in azienda”.

I lavori sono stati coordinati da Claudia Paoletti, Managing Partner di Kilpatrick, che ha parlato delle proprie esperienze di “cacciatore di teste” nell’individuare sul mercato personale dotato del giusto mindset per guidare il cambiamento.  A seguire, l’illustrazione dei dati dell’indagine realizzata da Fondirigenti, effettuata da Giorgio Neglia, Responsabile Studi e Ricerche, e Marco Giambattista Marketing Specialist di Fondirigenti, è stata la base per un approfondimento sulla gestione dei benefici e degli aspetti critici connessi alle nuove modalità di lavoro. Le testimonianze di Giovanni Carpino, Plant Manager Liberty Magona e vice presidente di Confindustria Livorno Massa Carrara e delegato al Lavoro e alle Relazioni Industriali e di Silvia Sulpizi, Baker Hughes HR Business Partner, hanno introdotto nella discussione il punto di vista di manager di Multinazionali che, nel quotidiano, sono coinvolti nella gestione e nello sviluppo delle proprie risorse.

“Accanto ai leader che guidano la trasformazione digitale – commenta Claudia Paoletti -, è necessario coinvolgere dipendenti a vari livelli dotati di una buona visione d’insieme che siano in grado di raccogliere la sfida e trascinare gli altri colleghi nel cambiamento senza farlo vivere come una minaccia ma come un’opportunità”. E conclude: “la difficoltà di reperire nuovi talenti sul mercato e di trattenerli, è oggi uno dei principali rischi per la crescita delle aziende”.

Fonte: Confindustria Livorno Massa Carrara

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Francesco Ugolini