• 26/05/2022

Il distretto nautico di Viareggio e il consorzio Navigo a vele spiegate

 Il distretto nautico di Viareggio e il consorzio Navigo a vele spiegate

Ci siamo. Come già preannunciato, la macchina di YARE  Yachting Aftersales and Refit Experience – è partita alla volta della sua XII edizione. Insieme a Pietro Angelini, direttore generale di Navigo, la più estesa rete di aziende di nautica da diporto della Toscana, nonché amministratore delegato del Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità Toscana, approfondiamo gli aspetti che la caratterizzeranno, cercando di cogliere anche l’evoluzione nei gradimenti di questo particolare target di consumatori. 

L’incontro a livello globale dei comandanti di Superyacht con le imprese fornitrici di materiali e servizi del settore continuerà ad essere assicurato dai Partners che hanno affiancato NAVIGO anche nelle precedenti edizioni. Uno per tutti la società UPLINK, di Simone Genovesi, che si occuperà degli aspetti informatici.  

“La pandemia non ci ha fermati – esordisce Angelini – ed ha stimolato nuovi processi. L’edizione 2020 è stata completamente in digitale, al netto di presenze. Il 2021 ci ha consentito un’impostazione ibrida, per poi scommettere sul ritorno ‘fisico’ per l’edizione prossima”.

Facile a dirsi, un po’ meno a realizzarsi, ma tutto è andato per il meglio.Il periodo è alquanto fecondo perché i bilanci 2021 stanno segnando valori estremamente positivi. Nuova cantieristica, refitting ed attività di charter si muovono di pari passo, segnando importanti records nella storia della nautica.

“Intanto i gusti cambiano – prosegue Angelini – con privilegio per imbarcazioni meno imponenti. Ciò permette l’ingresso anche nei porti meno attrezzati, con possibilità di vivere al meglio il territorio”. Per ‘piccola’ si intende intorno ai 50 metri. Questa ‘virata’, è proprio il caso di dire, genera due effetti benefici: l’estensione della gamma dei possibili utenti, e quindi del business in generale, nonché l’allargamento della filiera produttiva. In merito all’ultimo punto NAVIGO, da tempo, sta sensibilizzando il contesto istituzionale in tema di competenze. Quanto più si riuscirà nell’intento di individuare competenze importanti in loco tanto più sarà possibile evitarne la loro importazione, con apprezzabili ricadute economiche. Per quanto ovvio le competenze non si generano con uno schiocco di dita ma con un’adeguata programmazione che, dando per postulato la condivisione delle stesse istituzioni, parte dalla sensibilizzazione degli studenti nelle scuole medie, ad un’offerta correlata negli Istituti Tecnici fino ad appositi percorsi di laurea. Il tragitto non è breve e, pertanto, merita opportune accelerazioni. 

Come tutte le cose che funzionano, e che durano da tempo, lo sguardo e le riflessioni di rito vanno verso il futuro. “YARE è una peculiarità del nostro territorio – fa presente Angelini – ma non necessariamente la sua allocazione dovrà essere permanentemente insediata in Alta Toscana. Si potrebbe anche immaginare di esportare il processo in altre località, considerata la sua maturità. Sono già in predicato contatti con Malta e Montenegro per alcune valutazioni in merito”. Insieme al processo YARE si esporterebbe anche il territorio e le sue peculiarità perché la loro innervatura è profonda e in alcun modo scalfibile.

Il direttore Angelini immagina uno YARE ‘liquido’ in grado di esprimere la sua utilità nel B2B durante tutto l’anno, in varie parti del mondo, salvo scaricare a terra uno o due incontri fisici l’anno per consolidare e migliorare quanto già svolto. Con ciò si metterebbe a regime tutto il know how maturato nel corso degli ultimi anni quando la necessità, fatta virtù, ha stimolato la sperimentazione di differenti moduli di approccio. 

I periodi per gli incontri fisici potranno continuare a realizzarsi in marzo, ma anche novembre, rispettivamente prima di uscire in mare e dopo il rientro, coniugando in tal modo anche la presenza di operatori e comandanti di altri Continenti. 

Con il passare delle edizioni l’esperienza ha messo in luce una minor presenza di operatori, combinata con un crescente grado di attenzione. Si è passati, quindi, dalla curiosità e dal fascino delle prime edizioni, alla maggiore consapevolezza ed efficacia delle più recenti e, auspicabilmente di quelle a venire. 

Non rimane, quindi, che salpare con barche costruite in loco, portandosi dietro know how, sapienza ma anche consapevolezza e profumo di un territorio che sa raccontarsi e convincere del suo valore tutti gli stakeholders del Tuscany Yachting.

Verosimilmente NAVIGO sta condividendo il pensiero del poeta Charles Simic: “Dentro la mia bottiglia vuota stavo costruendo un faro, mentre tutti gli altri stavano facendo navi”. 

Per approfondimenti

La vacanza sullo yacht vince sul resort a cinque stelle

Umberto Alunni

Giornalista

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