• 18/05/2024

Idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse

 Idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse

Pubblicato il bando regionale da 17,5 milioni di euro

Anche la Toscana fa la sua parte nello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, al centro delle sfide dei prossimi anni in chiave di sostenibilità ambientale.

Il 18 gennaio 2023 è stato infatti pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana (Burt) un bando da 17,5 milioni di euro per il finanziamento di progetti per la produzione di idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse. Le domande dovranno essere presentate entro il 17 febbraio da tutte le micro, piccole, medie e grandi imprese interessate.

I 17,5 milioni di euro sono la parte riservata alla Toscana dei 450 milioni destinati dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica alla misura “Produzione in aree industriali dismesse” prevista nella missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” del PNRR.

Ciascuna impresa potrà presentare una sola domanda di agevolazione e potrà partecipare ad un solo progetto, singolo o congiunto. Una volta raccolti tutti i progetti sarà stilata una graduatoria di merito che dovrebbe uscire entro il 31 marzo 2023.

I progetti dovranno riguardare la realizzazione di uno o più elettrolizzatori per la produzione di idrogeno rinnovabile e relativi sistemi ausiliari necessari al processo produttivo, comprensivi di eventuali sistemi di compressione e di stoccaggio dell’idrogeno oppure la realizzazione di impianti addizionali agli elettrolizzatori. Tali impianti dovranno avere una potenza nominale complessiva non inferiore a 1 MW e non superiore a 10 MW.

Gli elettrolizzatori per la produzione di idrogeno permettono di produrre idrogeno tramite l’elettrolisi dell’acqua. Questa tecnica è oggi centrale nel contesto della decarbonizzazione e in grado di giocare un ruolo chiave nello sviluppo delle energie rinnovabili.

Il bando specifica inoltre che saranno finanziabili i costi di investimento direttamente collegabili e funzionali alla realizzazione degli impianti, in particolare opere murarie e assimilate (nei limiti del 20% del totale dei costi ammissibili; macchinari, impianti e attrezzature varie nuovi di fabbrica; programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi (nei limiti del 10% del totale dei costi ammissibili); la progettazione degli impianti e delle opere da realizzare, la direzione dei lavori, i collaudi di legge e gli oneri di sicurezza connessi con la realizzazione del progetto (nei limiti del 20% del totale dei costi ammissibili del progetto).

L’avviso pubblico è consultabile a questo link

Giulia Baglini

Giornalista specializzata sui temi dell’innovazione e della sostenibilità

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