• 18/06/2021

I giovani nella società contemporanea

identità e trasformazioni di Ilaria Pitti e Dario Tuorto

Chi sono i giovani e quale contributo possono apportare a una società gerontocratica e iniqua come quella contemporanea? L’interrogativo sottende l’analisi intrapresa dal volume I giovani nella società contemporanea. Identità e trasformazioni edito da Carocci nella collana Studi Superiori

Copertina

I due autori, Dario Tuorto e Ilaria Pitti – non a caso ‘giovani’ sociologici dell’Università di Bologna –, affrontano la giovinezza come categoria sociologica e non anagrafica. La loro finalità non è una mera ricognizione degli Youth studies, ma una riflessione sul futuro dell’attuale società post-fordista e neoliberista.
Dopo aver delineato, nei primi due capitoli, i concetti generali e gli strumenti euristici a disposizione, il volume esamina il modo in cui i giovani si rapportano alle identità di genere, al sistema dell’istruzione, al consumo culturale e alle istituzioni. Ne emerge una generazione lontana dalle narrazioni convenzionali, priva di una chiara identità sociale alla ricerca di uno spazio autonomo, individuale e collettivo, sotto la minaccia costante di marginalizzazione e di precarizzazione della vita e della mente. In quanto fucina dell’identità sociale, il lavoro occupa una posizione privilegiata all’interno della trattazione. L’originale prospettiva adottata dagli autori è quella della ‘devianza’, sociologicamente intesa come violazione delle norme convenzionali: «In quanto gruppo marginalizzato, i giovani contemporanei sono costretti a orientarsi in un mondo pensato dagli adulti e per gli adulti, in cui perdurano ancora valori, norme e istituzioni sociali inadeguate a fronteggiare i mutamenti contemporanei».
Le risposte devianti dei millennials, che siano ispirate all’accettazione dei mezzi e delle mete standard o, di contro, alla costruzione di una dimensione lavorativa radicalmente innovativa, hanno origine dalla tensione con una realtà sotto molti aspetti fallimentare.
Un vecchio numero de Il Manifesto titolava provocatoriamente «Una repubblica fondata sul lavoretto» un duro editoriale sulle politiche di precarizzazione del lavoro. I giovani nella società contemporanea, nella sua analisi rigorosa e puntuale, individua in tale precarizzazione la cifra della condizione giovanile nel suo complesso e, al tempo stesso, il punto di Archimede da cui scardinare una società che «continua a dichiararsi meritocratica anche se continua a fondarsi su elementi ascrittivi come la razza, il genere, la nazionalità».

Giorgio Scrofani

docente di Filosofia e Storia - giorgio.scrofani@toscanaeconomy.it