• 01/03/2024

Giovani laureati e lavoro: quali prospettive in Toscana

 Giovani laureati e lavoro: quali prospettive in Toscana

I giovani sono generalmente la fascia d’età più debole nel mercato del lavoro: si scontrano con alte percentuali di disoccupazione, bassi stipendi, contratti meno garantiti e maggiori probabilità di perdere il lavoro durante i periodi di crisi economica. Il “Sistema informativo Università toscane” consente di osservare coloro che si sono laureati nelle Università toscane dal 2010 al 2020, con particolare attenzione al loro ingresso nel mercato del lavoro dipendente

I laureati in Toscana e in Italia

Considerando i 30-34enni, nel 2021 la Toscana presenta una quota di laureati del 29%, più alta del 27% dell’Italia, ma assai più bassa del 41,6% dell’Europa a 27 Paesi.

La bassa percentuale di laureati del nostro Paese è legata in parte alla scarsa diffusione di titoli terziari di tipo breve, siano essi di tipo accademico (lauree triennali) che non (Istituti Tecnici Superiori). Oltre la metà dei laureati italiani tra i 30 e i 34 anni possiede una laurea specialistica o magistrale, mentre in Europa prevalgono i titoli conseguiti dopo percorsi più brevi, sia di tipo accademico (42%) che non (6%).

Il mercato del lavoro italiano si distingue quindi per un minore impiego di laureati rispetto alle altre economie avanzate, in particolare nella manifattura.

Nello stesso tempo, sebbene un laureato italiano guadagni in media più di un diplomato (+21%), il beneficio risulta assai minore rispetto ad altri Paesi europei, come la Gran Bretagna (+50%), la Francia (+46%), la Germania (+40%), la Spagna (+31%). Osservando i tassi di occupazione e le retribuzioni medie di laureati e diplomati tra i 15 e i 64 anni, i primi mostrano comunque un vantaggio. I tassi di occupazione sono dell’84% per i laureati toscani (79% in Italia) rispetto al 70% dei diplomati (64% in Italia) e migliori per la componente femminile; le retribuzioni medie mostrano un +23% per i laureati toscani (+21% a livello nazionale) rispetto ai diplomati.

I laureati nelle università toscane

I toscani che si laureano sono passati dai 15mila del 2010 agli oltre 17mila del 2020. Dalle quattro università presenti sul territorio sono usciti ogni anno circa il 6% dei laureati italiani. Negli anni 2010-2020 l’età media dei laureati è di 26 anni per la triennale, di 28 anni per la magistrale e di 27 per le lauree a ciclo unico. Le ragazze sono la maggioranza di coloro che ottengono un titolo di studio terziario, circa il 59%.

In Toscana ci si laurea soprattutto in scienze mediche, in quelle storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche, nelle scienze economiche e statistiche e in ingegneria industriale e dell’informazione. Le scienze dell’antichità richiamano più fuori sede che toscani, al contrario di quanto avviene per ingegneria, verso la quale si rivolgono molti ragazzi della nostra regione.

Dal punto di vista del genere, le laureate prevalgono nelle scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche e nelle scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche, ma anche in quelle mediche e biologiche, mentre risultano ancora minoritarie, sebbene in crescita, nell’ingegneria industriale e dell’informazione e nelle scienze matematiche e informatiche.

I laureati in Toscana nel mercato del lavoro dipendente

Il Sistema informativo Università raccoglie i contratti di lavoro dipendente, stipulati sul territorio italiano, da coloro che hanno ottenuto una laurea nelle università toscane nel lasso di tempo che va dal 2010 al 2020.

A sei mesi dal conseguimento dell’ultimo titolo osservato, soltanto il 28% dei laureati risulta aver stipulato un primo contratto di lavoro dipendente, che sale al 41% dopo un anno e arriva al 74% dopo 5 anni. Dopo 5 anni il 4% sta ancora studiando in Toscana. Il 22% restante può: (a) aver continuato gli studi fuori regione; (b) aver intrapreso un lavoro autonomo; (c) lavorare all’estero; (d) essere disoccupati o inattivi.

Selezionando i laureati fino a 30 anni d’età, dei residenti in Toscana l’84% trova il primo contratto di lavoro dipendente entro i confini regionali, mentre del restante 16%, la quota più alta (circa il 6%), ottiene il primo contratto in Lombardia. Allo stesso tempo, una larga parte dei laureati che provengono da fuori sede stipula il primo contratto di lavoro dipendente in Toscana (in media il 28%). Tra i contratti stipulati fuori regione rispetto a quelli in Toscana, un 5% in più riguardano tempi indeterminati e apprendistati e un 16% in più afferiscono a qualifiche elevate, in settori più “avanzati” (tra cui: +8% nelle attività professionali, scientifiche e tecniche; +12% nei servizi ICT).

TOSCANA ECONOMY Giovani laureati e lavoro: quali prospettive in Toscana

I fattori che facilitano l’inserimento nel mercato del lavoro dipendente

L’essere residenti in Toscana, di genere femminile, l’avere avuto esperienze di lavoro durante gli studi, l’aver ottenuto una borsa di studio sono tutte caratteristiche che aumentano la probabilità di trovare una occupazione dipendente. Si conferma, dunque, che in generale le donne hanno performance migliori dei colleghi maschi, mentre presumibilmente il mantenimento di una borsa di studio è vincolata al rispetto del piano di studio e spinge, quindi, a una maggiore velocità di conclusione del percorso scolastico. La classe d’età favorita è quella tra i 26 e i 29 anni. Riguardo alla probabilità di ottenere un contratto a tempo indeterminato entro 5 anni dal conseguimento dell’ultimo titolo, alcune specifiche lauree triennali indirizzano verso una specifica professione: in primis quelle tecnico-sanitarie e infermieristiche, ma anche corsi di ingegneria industriale, informatica ed economia aziendale e statistica.

Accedono più frequentemente a un contratto a tempo indeterminato coloro che posseggono un’alta specializzazione e hanno svolto un percorso di studi più lungo. È evidente, quindi, che oggi i giovani si inseriscono nel mondo del lavoro attraverso tirocini e contratti a termine, entrambi molto diffusi anche a lunga distanza dal momento della laurea.

La domanda di laureati da parte del sistema economico

Considerando tutti i laureati in Toscana con età inferiore a 30 anni, la netta maggioranza (83%) viene assorbita dal terziario, che comprende varie attività: dal settore pubblico (P.A., sanità e istruzione) ai servizi avanzati per le imprese, dall’ampia varietà di esercizi commerciali, più o meno legati al turismo, ai servizi alla persona.

Nella manifattura toscana, specializzata in beni di consumo a bassa intensità tecnologica, fatta di piccole imprese ma soprattutto non interessata da percorsi formativi tecnici brevi, la domanda di personale con titolo di studio terziario è più bassa rispetto a quella rilevata in altri Paesi europei.

Tuttavia, la quota di tempi indeterminati presente nella manifattura supera la metà dei contratti stipulati, con punte del 62% per la metalmeccanica, e appare migliore di quella rilevabile nel terziario nel suo complesso. È vero, dunque, che questo settore assorbe pochi laureati, ma garantisce loro un trattamento migliore rispetto ad altre attività economiche.

Il settore pubblico, inteso come P.A., scuola e sanità, assorbe quasi il 26% dei laureati, ma le rispettive quote di tempi indeterminati si rivelano inferiori alla manifattura.

In particolare, l’istruzione rappresenta ormai una delle attività in cui la precarietà, anche di coloro che detengono un titolo terziario, risulta più elevata, con contratti a scadenza per gli insegnanti e contratti a tempo determinato per i ricercatori. La quota di assunti a tempo indeterminato nella P.A. si ferma poco al di sopra del 40%, mentre nella sanità sale al 63%.

Il paradosso è che il settore pubblico rappresenta un importante bacino di contratti a termine.

Il settore che garantisce maggiori possibilità di ottenere un contratto a tempo indeterminato è l’Information Communication Technology (ICT), anche se soltanto il 4% dei nostri laureati viene impiegato da aziende toscane. Infine, i settori relativi ad alloggio e ristorazione non offrono molta stabilità contrattuale, ma assorbono comunque una quantità di laureati, superiore all’8%.

 

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Per approfondimenti: Irpet

Giulia Baglini

Giornalista specializzata sui temi dell’innovazione e della sostenibilità

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