• 27/05/2022

Flussi di cassa: la gestione degli incassi e delle uscite finanziarie

 Flussi di cassa: la gestione degli incassi e delle uscite finanziarie

L’estrema complessità dell’azienda richiede la migliore attenzione sulle varie questioni. Troppe volte si pone la giusta attenzione alle problematiche legate alla questione dimensionale del business intendendo per tali il fatturato ed i fattori produttivi che lo determinano.

Purtroppo, talvolta, la soglia dell’attenzione si abbassa trattando problematiche che solo apparentemente sembrano essere di serie “B”. Tra queste può essere annoverata la gestione degli incassi e delle uscite finanziarie. Magari si determina un livello di apertura di credito, qualche regola contrattuale con fornitori e clienti ritenendo che ciò possa essere sufficiente e che non necessiti di costante attenzione.

Niente di più sfocato: una corretta gestione dei flussi è alla base di una sana e puntuale gestione aziendale. La sua assenza, però, ne potrebbe anche minare la stessa esistenza. Ma quanta attenzione si deve porre ai flussi finanziari?

Una azienda con dimensioni ridotte si può permettere una struttura ad hoc? Esistono procedure semplici e personalizzate in grado di far fronte alla problematica? Come si può correlare ai processi ordinari dell’azienda? Sono tutte domande lecite e prima di dipanarle è opportuno partire da un postulato: stiamo parlando di un processo e non di una mera attività.

Il senso di una corretta gestione dei flussi finanziari deve pervadere tutta l’organizzazione aziendale: acquisti, vendite, investimenti, contabilità, rapporti con banche, con soci ed altri stakeholders. Il processo, per sua natura, deve assicurare una “corretta linea di galleggiamento”, intendendo per tale il punto di equilibrio tra entrate ed uscite che è proprio di ciascuna azienda dipendendo lo stesso dai tempi di pagamento, dalla situazione finanziaria dell’azienda, dal ciclo di vita dei suoi prodotti e dalla sua forza negoziale nei rapporti con le strutture interlocutrici.

Invero non si sta parlando di un punto o di un importo specifico, ma di una fascia, una banda di oscillazione da un minimo ad un massimo che dovrà rappresentare il livello di liquidità necessario all’azienda per onorare i suoi impegni. Questo valore dovrà essere presente nel saldo di conto corrente o, più verosimilmente, quale linea di fido per elasticità di cassa e smobilizzo incassi. 

Nelle aziende più strutturate la risposta si può trovare in appositi moduli del pacchetto gestionale utilizzato per la contabilità ordinaria, analitica ed il controllo di gestione. Tuttavia non sempre si può contare su queste possibilità. In tal caso ci si può ingegnare con applicazioni “Taylor made” in grado di rispondere alle singole aspettative.

Per costruirle è opportuno prendere in considerazione alcune semplici regole: i comportamenti del passato, specie quello più recente, aiutano ad individuare stagionalità durante l’anno; vanno inserite le informazioni corrette, ma anche quelle stimate, e la valorizzazione dovrebbe attribuire valore prioritario a quelle corrette; ci si dovrà dissociare da qualsiasi remora contabile perché i flussi di cassa viaggiano in modo non sempre correlato.

Solo a titolo di esempio: fatturazione attiva di 1000 il giorno 30 novembre (pagamento a 90 giorni), fatturazione passiva di 300 il giorno 15 novembre (pagamento a 75 giorni), pagamento stipendi per 320 il 6 dicembre. Si avrà un’entrata di 1000 + iva 220 il 28 febbraio, l’iva per 220 si verserà il mese successivo, si pagherà 300+66 per iva il 15 gennaio e recupererò l’iva il mese successivo.

Gli stipendi si pagano il 6 dicembre ma le imposte ed i contributi il 16, stesso mese. Già queste semplici operazioni routinarie hanno distribuito su vari periodi i relativi incassi e pagamenti testimoniando come sia importante ed opportuna una gestione mirata, consapevole e puntuale.

Ultimo ma non ultimo, avremo modo di verificare quanto una corretta gestione dei flussi sia particolarmente apprezzata dal sistema bancario, al punto da additarli quale elemento di grande valore ponderato nella attribuzione del rating. 

Umberto Alunni

Giornalista

Leggi anche