• 05/12/2021

Facilitare le relazioni per sviluppare il territorio, il contributo della Fondazione Caript

 Facilitare le relazioni per sviluppare il territorio, il contributo della Fondazione Caript

Lorenzo Zogheri presidente Caript

Continua l’approfondimento sul lavoro delle fondazioni bancarie. Dopo l’intervento di Luigi Salvadori, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, è la volta di Lorenzo Zogheri, che da luglio 2020 è alla guida della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Il confronto si è avviato con la presentazione da parte del direttore di Toscana Economy, Giuliano Bianucci, della strategia della testata che punta a fungere da facilitatore nello sviluppo di format di progettazione partecipata dagli attori del territorio, fondazioni in primis, per andare verso azioni di sistema

Dalle stanze di Palazzo De’ Rossi arriva un messaggio forte e chiaro: «in una prima fase le fondazioni hanno avuto un ruolo erogativo, di semplice risposta alle richieste. Oggi sono agenti di sviluppo dei territori e collaborano per realizzare progettualità complesse, che richiedono la partecipazione e l’aggregazione di più attori, dai quali mantengono indipendenza e sui quali esercitano autorevolezza». A lanciarlo è Lorenzo Zogheri, che da luglio 2020 guida l’ente.

«Bisogna fare in modo che le risorse messe a disposizione dalle fondazioni generino degli effetti ‘leva’ – ha aggiunto il presidente – Da sole, le nostre risorse, pur essendo ingenti, non sono sufficienti per realizzare quelle infrastrutture sia materiali che immateriali di cui c’è bisogno».

In vista della distribuzione delle risorse del PNNR sui vari territori, dal presidente arriva un richiamo: «Credo che ci sia un’eccessiva attenzione alla quantità delle risorse disponibili, ma non la stessa attenzione alle modalità con cui intercettarle. Bisogna realizzare quelle riforme che è necessario porre a terra per far sì che le risorse vengano erogate. Da sole non giungono sui territori».

E quali sono le azioni di trasformazione che potrebbero valorizzare il territorio pistoiese? Il presidente risponde in riferimento alle caratteristiche che finora hanno frenato la competitività delle aziende locali: le imprese sono di piccola dimensione e troppo sbilanciate verso produzioni tradizionali, oltre che deboli dal punto di vista manageriale e delle competenze tecnologiche). E offre una nuova visione: «Noi vogliamo salvaguardare e consolidare un ecosistema favorevole alle caratteristiche essenziali delle imprese. Per fare questo è necessario il nostro supporto dal punto di vista infrastrutturale, favorendo progetti di sistema, ma anche rendendo possibile la creazione di quelle professionalità di cui le imprese hanno bisogno. Le nostre produzioni identitarie rimarranno tali solo se presenteranno delle innovazioni, sia dal punto di vista dei prodotti che dei processi. Per questo stiamo progettando il bando ‘Ricerca applicata all’innovazione aziendale’: collaborando con le aziende più significative del territorio, come quelle vivaistiche, meccaniche e ferro-tranviarie e facilitando il contatto tra esse e l’università, vogliamo creare cultura d’impresa e favorire la ricerca applicata ai prodotti».

Dall’economia alla cultura, altro pilastro della pianificazione ideata da Lorenzo Zogheri e dal consiglio d’amministrazione da lui presieduto: «L’obiettivo principale del nostro ente è quello di valorizzare lo spirito di comunità e la coesione sociale, principalmente attraverso la cultura. Come fondazione abbiamo investito su quello che è diventato uno dei festival più importanti a livello nazionale, i Dialoghi sull’Uomo, giunto quest’anno alla dodicesima edizione».

Nel 2021 la manifestazione torna in presenza, con il tema del cammino. Non solo il cammino che ricorda il legame religioso di Pistoia con San Jacopo il Maggiore, quest’anno celebrato attraverso l’Anno Jacobeo, ma anche il cammino in senso laico: quello dei migranti, quello dei pellegrini di tutte le religioni e l’andare oltre degli esploratori, degli scienziati, degli artisti e dei filosofi.

I Dialoghi sono uno strumento di rilancio dell’identità culturale del territorio e hanno reso ancora più attrattiva Pistoia. Chi parla dei Dialoghi li associa alla città e questo è stato un investimento dal punto di vista dello sviluppo, un modo per creare un brand a costi meno elevati di quelli tradizionali.

Il senso di comunità si è manifestato anche con il bando ‘Piccole Bellezze’, dedicato al recupero di spazi verdi e aree urbane dimenticate: «Abbiamo attivato cittadinanza attiva e partecipazione collettiva. Uno dei requisiti era di sollecitare la presa in carico degli spazi da parte di gruppi di cittadini con iniziative di carattere culturale e ricreativo». È ciò che è avvenuto con il Teatrino Gatteschi, riqualificato proprio grazie al contributo della Fondazione e animato dall’associazione culturale G713.

L’ultimo, non per importanza, dei temi che stanno a cuore alla Fondazione è quello della formazione dei giovani: «Con uno dei nostri consiglieri d’amministrazione, il professor Giovanni Tarli Barbieri, docente di diritto costituzionale all’Università di Firenze, abbiamo lanciato il progetto di educazione civica ‘Costituzione ed Europa’. Un territorio non può avere futuro se non investe sui giovani e noi ci crediamo molto: tramite Uniser, il nostro braccio operativo, stiamo definendo molte iniziative dedicate all’istruzione dei giovani, tanto che negli ultimi cinque anni, percentualmente, è l’area in cui abbiamo aumentato maggiormente le nostre erogazioni».

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Giulia Baglini