• 18/08/2022

Export: Lucca, Pistoia e Prato recuperano complessivamente i livelli pre-pandemia

 Export: Lucca, Pistoia e Prato recuperano complessivamente i livelli pre-pandemia

È una lunga rincorsa quella che l’export di Lucca, Pistoia e Prato sta effettuando negli ultimi mesi, dopo che la morsa della pandemia si è parzialmente allentata. I risultati ci sono: l’elaborazione fatta dal Centro studi di Confindustria Toscana Nord su dati Istat evidenzia come il 2° trimestre 2021 abbia visto nel complesso delle tre province un incremento di +51,6% rispetto allo stesso periodo del 2020, ma , soprattutto, come vi sia stato un incremento (+2,4%) anche sullo stesso periodo del 2019.

Nel dettaglio delle province, di assoluta eccellenza il risultato dell’export di Lucca, che segna +10,6% rispetto al 2° trimestre 2019, dato superiore al 6,5% nazionale e pregevole la prestazione di Pistoia, che recupera interamente quanto perso con la pandemia (+0,8% sul 2° trimestre 2019, +43,2% sullo stesso periodo del 2020). Al buon dato pistoiese concorre in maniera decisiva l’export di piante vive, che da solo rappresenta quasi un terzo del totale. Il risultato di Prato, per quanto ancora negativo rispetto al pre-covid (-9% sul 2° trimestre 2019, +52% sullo stesso periodo del 2020), dà il senso di una direzione di marcia comunque all’insegna di un recupero che parte dal severo -17,7% dell’export 2020 sull’anno precedente.

Fra i macrosettori manifatturieri, a livello del territorio complessivo di Confindustria Toscana Nord il risultato più consistente – più che doppio (+110%) rispetto al 2° trimestre 2020 – è quello della metalmeccanica (+16,1% rispetto al 2° trimestre 2019); ma anche il settore manifatturiero più penalizzato dalla pandemia, la moda, cresce nell’export di +62,6% rispetto allo stesso periodo del 2020, non sufficiente tuttavia a raggiungere i livelli del 2019 (rispetto allo stesso trimestre di tale anno -14,5%); molto buoni anche i risultati di plastica e gomma, mobile e alimentare. Segno meno invece per carta e cartotecnica (-9,5% rispetto al 2° trimestre 2020, stessa variazione rispetto allo stesso periodo del 2019) e per chimica e farmaceutica (-11,5% rispetto al 2° trimestre 2020, -5,1% rispetto allo stesso periodo del 2019).

“L’export del 2° trimestre 2021 di Lucca continua sulla stessa linea e vede anche rimonte molto significative di alcuni dei settori che erano rimasti più penalizzati -osserva il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Tiziano Pieretti – come il lapideo (+94,3% sul 2° trimestre 2020 e +2,5% sullo stesso trimestre 2019) e il calzaturiero (+88% sul 2° trimestre 2020, anche se rimane il forte scarto di -32% rispetto allo stesso periodo del 2019). Da segnalare le prestazioni eccezionali della nautica, che supera nettamente i numeri pre-covid (+33,2% sul 2° trimestre 2019, +238% sullo stesso periodo 2020: da considerare comunque che il settore è caratterizzato per sua natura da andamenti condizionati dai tempi lunghi di lavorazione), della plastica e gomma (+57,4% rispetto al 2° trimestre 2020, +18,3% rispetto al 2° trimestre 2019) e della metalmeccanica, dove le macchine di impiego generale raddoppiano rispetto al 2020 e sopravanzano anch’esse nettamente il 2019 (+111,5% sul 2° trimestre 2020, +25,9% sullo stesso periodo del 2019)”.

“L’export manifatturiero di Pistoia del 2° trimestre 2021 ha effettuato una prestazione (-12%) ancora lontana dai livelli pre-covid: un risultato che non sorprende quando si consideri che il settore manifatturiero in maggior affanno a livello nazionale, la moda, pesa da solo per il 20% del totale provinciale – aggiunge il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini la moda in effetti, sebbene recuperi +45,8% rispetto al 2° trimestre 2020, rimane per -12,4% al di sotto dello stesso periodo del 2019. Per arrivare al conseguito pareggio dell’export pistoiese complessivo (+0,8%) con il 2° trimestre 2019, dunque, sono state necessarie prestazioni particolarmente buone degli altri settori, in particolare quello del florovivaismo che incrementa del +47,6% rispetto al 2° trimestre 2019. Continua la serie positiva dell’export alimentare (+17% sul 2020, +9,5% sul 2019, sempre in relazione ai mesi aprile-giugno), della chimica (+63,7% sul 2020, +34,1% sul 2019), della plastica-gomma (+52,5% sul 2020, +28,7% sul 2019), dei prodotti in metallo, dei macchinari e degli apparecchi elettrici”.

Quella che emerge dai dati dell’export pratese, è una ripresa lenta e faticosa – conclude la vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli – quasi l’80% dell’export di Prato è costituito dal settore tessile-abbigliamento, che lasciava poche illusioni circa le previsioni sui dati del 2° trimestre di quest’anno. Sebbene il settore cresca di un nettissimo +64,8% sullo stesso periodo del 2020, rispetto al 2° trimestre 2019 rimaniamo ancora a -14,2%. Una nota positiva arriva dal meccanotessile, che quasi raddoppia rispetto al 2020 (+96,8% 2° trimestre 2021 sullo stesso periodo dell’anno precedente) e che presenta un forte incremento (+25%) anche sul 2019: un buon auspicio non solo per il meccanotessile stesso ma anche per il tessile locale. Fra gli altri settori, da segnalare +159,7% della chimica sul 2° trimestre 2020, per quanto non ancora sufficiente a raggiungere i livelli dello stesso periodo del 2019 (-4,8%)”.

Leggi anche

Export, Pisa registra un +32% rispetto ai primi 6 mesi del 2020. Autentico boom per la farmaceutica

Leggi anche