• 21/01/2022

Digitalizzazione e mobilità

Le sfide del futuro

TOSCANA ECONOMY Digitalizzazione e mobilità
Leonardo Bassilichi, presidente di Firenze Fiera

Nonostante un fatturato dimezzato e una situazione così incerta, Firenze Fiera ha deciso di portare avanti importanti investimenti strutturali, ma questo non basta per il
presidente Bassilichi. Occorre ripensare il modo di concepire gli eventi e lavorare in rete con imprese e territorio

Se il Covid ha inferto un duro colpo a tutta l’economia, ci sono dei settori che hanno sofferto più degli altri. Fra questi c’è il settore fieristico.

La totale cancellazione di congressi
e fiere nel periodo di lockdown,
la difficile ripartenza di giugno
hanno dimezzato i ricavi e provocato
enormi danni a tutto l’indotto.


Ce lo conferma Leonardo Bassilichi, presidente uscente di Firenze Fiera, la società che gestisce il quartiere fieristico- congressuale fiorentino.

«È stato un vero disastro. Si parla del 50 per cento in meno dei ricavi nel 2020, senza parlare dei danni indiretti a tutto l’indotto. Se pensiamo che è stato calcolato che ogni partecipante a fiere e congressi spende una media di 600 euro al giorno, si può avere un’idea delle ripercussioni che ci sono state sul territorio».

I conti sono presto fatti. Un milione e 795mila i visitatori, 661 gli eventi, 321mila i partecipanti negli ultimi 3 anni. Sono questi i numeri di Firenze Fiera, società con una compagine societaria prevalentemente pubblica.


Regione Toscana, Città Metropolitana, Comuni di Firenze e Prato sono i soci con le partecipazioni maggiori. Fortezza da Basso, Palazzo dei Congressi e Palazzo degli Affari sono invece le tre location a disposizione: 100mila metri quadrati nel cuore di Firenze

«Non siamo soltanto una vetrina per le eccellenze – continua Bassilichi – siamo un settore strategico, che insieme alle infrastrutture, ai servizi e a un territorio ricco di storia, bellezza e cultura favorisce la nascita e la permanenza nel nostro territorio delle imprese.


Non è un caso che Pitti, una delle più importanti fiere al mondo del settore moda, si svolga qui a Firenze, dove hanno sede alcuni dei maggiori marchi del lusso italiano».

E proprio per l’importanza strategica che il polo fieristico riveste all’interno del tessuto sociale e produttivo fiorentino che, nonostante un fatturato dimezzato e una situazione così incerta, la società ha deciso di portare avanti importanti investimenti strutturali.

«È la prima volta – continua il presidente – che pensando al futuro sembra più facile fare previsioni di lungo che di breve periodo. Crediamo assolutamente che sia fondamentale utilizzare questo momento buio per cercare di risolvere problemi strutturali. È necessario che aziende come queste diano stimoli all’economia. I lavori avviati danno un beneficio diretto ora e a lungo termine».

Sul piatto ci sono circa 90 milioni di euro, di cui una buona parte riservati alla Fortezza, il monumentale complesso cinquecentesco, considerato un capolavoro di architettura militare del Rinascimento, che ospita la maggioranza degli eventi fieristici.

I lavori prevedono il recupero di intere aree rinascimentali come i bastioni e le mura, l’ammodernamento di alcuni padiglioni e la realizzazione del nuovo padiglione Bellavista. Gli interventi sulle mura sono già iniziati, mentre importanti lavori di restyling del Palazzo degli Affari sono in partenza.

«Gli interventi strutturali non bastano però a garantire un successo futuro – continua Bassilichi – e non possiamo esimerci da affrontare il cambiamento che è avvenuto. Dobbiamo ripensare il modo di fare le fiere e i congressi. Ci siamo attrezzati ad esempio perché i nostri eventi siano fruibili on line. Abbiamo investito per garantire la sicurezza.

Se alcuni cambiamenti sono congiunturali, è probabile che altri siano definitivi.

Non possiamo prescindere da fare una riflessione di questo tipo». Ripensare i modelli è quindi un imperativo, così come lavorare in rete con il territorio, le imprese del settore turistico, gli enti.

«La Toscana rappresenta per molti – conclude – una meta ambita. Abbiamo molto da offrire ai nostri visitatori e questo rappresenta un vantaggio competitivo notevole. Abbiamo però anche alcune grosse problematiche da risolvere, prima fra tutti la mobilità.

Firenze ha bisogno di un aeroporto degno del suo nome, ha bisogno dell’alta velocità, di creare una rete veloce che colleghi tutta l’area della città metropolitana. Se vogliamo che le imprese restino, se vogliamo attrarre nuovi investimenti la mobilità è uno dei temi principali da affrontare».


“Firenze ha bisogno di un aeroporto degno del suo nome, ha bisogno dell’alta velocità, di creare una rete veloce che colleghi tutta l’area della città metropolitana”


Francesca Maltagliati

Giornalista - francesca.maltagliati@toscanaeconomy.it