• 01/03/2024

Dieci mostre da vedere in Toscana a Natale

 Dieci mostre da vedere in Toscana a Natale

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie può essere stimolante riscoprire le nostre città d’arte attraverso esposizioni e mostre. Connettersi con le opere degli artisti risveglierà la creatività di adulti e bambini, in un viaggio tra passato e presente che non stanca mai di affascinare.

Ecco dieci, imperdibili, occasioni offerte dal nostro territorio per dialogare con l’arte.

“Escher” – Firenze, Museo degli Innocenti

La grande mostra dedicata al geniale artista olandese Maurits Cornelis Escher continua al Museo degli Innocenti di Firenze fino al 26 marzo 2023.
Escher nasce nel 1898 in Olanda e vi muore nel 1972. Nel 1922 visita per la prima volta l’Italia, dove poi visse per molti anni, visitandola da nord a sud e rappresentandola in molte sue opere.

Nelle sue celebri incisioni e litografie crea un mondo unico, immaginifico, impossibile, dove confluiscono arte, matematica, scienza, fisica, design.
Con questa antologica di circa 200 opere, con i lavori più rappresentativi che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, si racconta il genio dell’artista olandese con le produzioni più iconiche della sua arte quali Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata, che appartengono all’immaginario comune riferibile al grande artista.

Per tutte le informazioni su orari e biglietti consultare il sito ufficiale.

“Elliott Erwitt. Photographs”  – Firenze, Villa Bardini

Un percorso espositivo di 70 scatti celebra fino al 22 gennaio la lunga vita professionale del fotografo, che ha spento quest’anno 94 candeline. Fotografie che offrono uno spaccato della storia e del costume del Novecento attraverso ritratti a grandi star del cinema, potenti del mondo, che vanno oltre i personaggi mostrando la loro intimità e umanità.
In mostra si incontrano i famosi ritratti di Che Guevara che sorride, di Kerouac, di Marlene Dietrich, e ancora fotografie che hanno fatto la storia, come Jackie Kennedy al funerale del marito brutalmente assassinato, o il diverbio tra i due leader Nixon e Krusciov, in cui il dito puntato di Nixon lo fa apparire quasi minaccioso, alterando la percezione di chi lo osserva. Ancora, i celebri scatti di Marilyn Monroe. Nel percorso espositivo anche le foto dei suoi amati cani, metafora del genere umano a cui Erwitt ha dedicato numerosi libri. Il romanticismo di Erwitt esplode in un portfolio di immagini dedicate all’amore, fra queste il bacio di due innamorati riflessi nello specchietto dell’auto al tramonto, rimasta a lungo nel suo archivio e riscoperta in tempi recenti. Ci sono poi foto private, come quella alla sua primogenita Ellen, ancora neonata osservata nel letto dalla madre, e gli autoritratti di Erwitt che trasmettono quanto lui ami prendersi gioco di sé.

Il biglietto comprende l’ingresso al museo Annigoni e la visita alla mostra “Omaggio alla Regina”.

Per ulteriori informazioni: https://www.villabardini.it/elliot-erwitt-photographs/

“Passione Novecento. Da Paul Klee a Damien Hirst” – Firenze, Palazzo Medici Riccardi

La prestigiosa sede di Palazzo Medici Riccardi ospita fino al 15 Gennaio 2023 una selezione di opere di maestri del XX secolo provenienti da collezioni private fiorentine e toscane.
Un’occasione preziosa per ammirare opere di Paul Klee, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Alberto Savinio, Lucio Fontana, Alberto Burri, assieme a quelle di Andy Warhol e Roy Lichenstein, Cecily Brown e Tracey Emin. Si tratta di un viaggio nell’arte del Novecento costruito sulla base di un amore per le opere moderne e contemporanea che non deve sorprendere in una città come Firenze, culla del Rinascimento. Si farebbe torto infatti alla storia della città in cui le vicende artistiche e quelle del collezionismo privato si sono intrecciate nei secoli, seminando nel territorio una predisposizione sensibile alle avanguardie e alle sue più avanzate sperimentazioni.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00, chiusa il mercoledì.

Sono previste visite guidate e laboratori su prenotazione, anche per famiglie con bambini.

Tutti i dettagli sul sito ufficiale.

“Olafur Eliasson: Nel tuo tempo” – Firenze, Palazzo Strozzi

Gli ambienti rinascimentali di questo straordinario edificio rinascimentale dialogano, fino al 22 gennaio 2023, con le opere di Olafur Eliasson, uno dei più originali e visionari artisti contemporanei, la cui poliedrica produzione ha abbracciato nel corso della sua carriera installazioni, dipinti, sculture, fotografia e immagini in movimento. L’artista lavora su tutti gli ambienti, dal cortile al Piano Nobile alla Strozzina, creando un percorso coinvolgente tra nuove installazioni e opere storiche che utilizzano elementi come il colore, l’acqua e la luce per creare un’interazione con nostri sensi e lo spazio rinascimentale.

L’artista islandese-danese Olafur Eliasson (1967) lavora con la scultura, la pittura, la fotografia, i video, le installazioni e i media digitali. La sua arte è guidata dal suo interesse per la percezione, il movimento, l’esperienza vissuta, i propri sentimenti e quelli della comunità. Celebre per installazioni immersive che mettono al centro il visitatore, Olafur Eliasson ci invita a riflettere sull’idea di esperienza condivisa e relazionale della realtà.

Il biglietto è acquistabile online sul sito ufficiale della mostra

Mr & Mrs Clark. Ossie Clark and Celia Birtwell | Fashion and Prints 1965-74” – Prato

Il Museo del Tessuto, in collaborazione con la Fondazione Sozzani e l’Archivio Massimo Cantini Parrini, dedica la prima mostra finora mai realizzata in Italia al designer di abiti Ossie Clark e alla sua compagna di vita e di atelier Celia Birtwell, due assoluti protagonisti della scena londinese e della cultura pop degli anni Sessanta e Settanta del Novecento.

Una carriera breve, ma molto intensa, che ha lasciato un segno nella Londra nel periodo compreso tra la minigonna di Mary Quant e il movimento punk sovversivo di Malcolm MacLaren e Vivienne Westwood, dal 1965 al 1974.

Celia disegnava le stampe su leggere crêpes, sete e chiffon e Ossie le trasformava in abiti che hanno subito conquistato il jet-set internazionale e la scena pop.

Da Brigitte Bardot a Liz Taylor o Verushka, tutti erano affascinati dalla loro moda. Mick Jagger, Brian Jones, Keith Richards, Jimi Hendrix, Marianne Faithfull, Anita Pallenberg. Eric Clapton, George Harrison, Bianca Jagger e Marisa Berenson sono solo alcuni dei personaggi che Ossie Clark ha vestito.

La mostra è aperta fino all’8 gennaio, il biglietto è acquistabile sul sito ufficiale.

“ARTE SENESE. Dal Tardo Medioevo al Novecento nelle Collezioni del Monte dei Paschi di Siena” 

Il Complesso Museale Santa Maria della Scala, a Siena, ospita fino all’8 gennaio 2023 una serie di capolavori conservati nelle collezioni della Banca Monte dei Paschi di Siena. Opere di maestri del calibro di Pietro Lorenzetti, Tino di Camaino, Stefano di Giovanni detto il Sassetta, Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Domenico Beccafumi, Bernardino Mei, Cesare Maccari e Fulvio Corsini permetteranno di ripercorrere il secolare amore di Siena per le arti figurative, attraverso alcune grandi personalità artistiche capaci di affermarsi in patria e non solo. Le collezioni sono costituite da un numero impressionante di dipinti, sculture e arredi, per lo più di scuola senese dal XIV al XIX secolo, non senza interessanti incursioni sul Novecento italiano.

Per informazioni su orari e biglietti visitare il sito ufficiale.

“I Macchiaioli”  – Pisa, Palazzo Blu

La mostra, in programma fino al 26 febbraio 2023, ripercorre la rivoluzione dei Macchiaioli, che hanno dato vita a una delle più originali avanguardie nell’Europa della seconda metà del XIX secolo. Si tratta infatti di una retrospettiva di oltre 120 opere, per lo più capolavori provenienti da collezioni private, solitamente inaccessibili, e da importanti istituzioni museali.

Il termine “Macchiaioli” fu coniato nel 1862 da un recensore della Gazzetta del Popolo, che così definì quei pittori che intorno al 1855 avevano dato origine a un rinnovamento in chiave antiaccademica della pittura italiana in senso realista. L’accezione ovviamente era dispregiativa e giocava su un particolare doppio senso: darsi alla macchia infatti, significa agire furtivamente, illegalmente.
Il pubblico dei visitatori troverà a Palazzo Blu le risposte alle domande più ricorrenti: perché i Macchiaioli sono nati in Toscana? Possono essi ritenersi i pittori del Risorgimento? Perché sono considerati un’avanguardia europea?

Informazioni dettagliate sul sito ufficiale.

Segnaliamo che sempre a Pisa, nella Domus Mazziniana, sarà esposto fino al 15 marzo l’ultimo ritratto di Giuseppe Mazzini: lo dipinse Silvestro Lega, esponente di spicco dei Macchiaioli, che quando Mazzini si spense, proprio a Pisa il 10 marzo 1872, si precipitò sul suo letto di morte e dai ricordi presi sul luogo compose un quadro che rappresentava gli ultimi momenti del grande genovese.

“Nuove Tendenze | Leonardo Dudreville e l’avanguardia negli anni Dieci”

Lucca – Fondazione Ragghianti

Il percorso di Leonardo Dudreville (1885-1976), tra i fondatori nel 1913 del gruppo Nuove Tendenze, è esemplare per comprendere la situazione delle avanguardie artistiche nella particolare congiuntura in cui si muovevano sia i Futuristi, sia quei giovani che, non riconoscendosi pienamente nei princìpi del movimento di Marinetti e Boccioni, cercavano via autonome.
Il percorso di Dudreville è paradigmatico per tracciare una mappatura completa degli anni cruciali del primo anteguerra italiano, quando, con lo spostamento dell’asse futurista verso Roma, Milano divenne un centro aperto a diverse sperimentazioni artistiche. La mostra, in programma fino all’8 gennaio 2023, segue la sua carriera dalla fase divisionista, culminata con l’ingresso nella celebre galleria del mercante Alberto Grubicy, che tanto contribuì alla diffusione anche all’estero dell’arte derivata da Giovanni Segantini, fino alle esperienze astrattiste (fra i primi esempi italiani del genere), per concludersi con il riavvicinamento alla compagine futurista e alla stesura del manifesto Contro tutti i ritorni in pittura nel gennaio del 1920.

Informazioni su orari e biglietti nel sito ufficiale.

“Masaccio e Angelico. Dialogo sulla verità nella pittura” – San Giovanni Valdarno, sedi varie

Una nuova mostra rende omaggio al grande pittore Masaccio (1401-1428) nella città che gli diede i natali, Castel San Giovanni, in dialogo con un altro protagonista del Rinascimento, Beato Angelico (1395 circa-1455). In programma fino al 15 gennaio, l’esposizione è allestita in due sedi: al Museo delle Terre Nuove e al Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie. La mostra, inserita nel progetto “Terre degli Uffizi”, presenta una selezione di opere che permettono di approfondire le novità che Masaccio e Angelico hanno offerto alla storia dell’arte, ponendole in relazione con altri artisti a loro prossimi e valorizzandone il legame con la città e con il territorio.

Approfondimenti disponibili a questo link.

“Storie di Donne. Da Albrecht Dürer alla contemporaneità di Ilario Fioravanti”

Anghiari, sedi varie

Anghiari, borgo medievale toscano celebre per la battaglia campale nel Quattrocento tra fiorentini e milanesi dipinta da Leonardo (e quest’anno indicato dalla Cnn tra le più belle località da visitare in Europa) diventa ora città della Donna. Lo fa con una ricca esposizione, che, fino al prossimo 8 marzo, popolerà quattro prestigiosi spazi del suo centro storico di decine di opere raffiguranti l’immagine femminile dal Rinascimento ad oggi, tra mito, rappresentazioni bibliche, evangeliche e molto altro ancora.
Dipinti, disegni e sculture, disseminati tra Museo della Battaglia e di Anghiari, Museo di Palazzo Taglieschi, Chiesa di Sant’Agostino e Palazzo Pretorio sintetizzano cinque secoli di cultura occidentale attraverso le rappresentazioni iconografiche di Eva, Maria, Maria Maddalena, Santa Caterina, e ancora Leda, Medea, Penelope (solo per citarne alcune), realizzate da grandi maestri quali Michelangelo, Dürer, Jacopo della Quercia, Giovanni dal Ponte, Goya, Manet; fino ad arrivare al recupero, tutto contemporaneo, di forme figurative più arcaiche della femminilità portato avanti dallo scultore romagnolo Ilario Fioravanti.
Il risultato è un esaustivo racconto per immagini a cavallo fra storiografia, leggenda, allegorie, simbolismi, spiritualità.

Tutti i dettagli sul sito ufficiale

Giulia Baglini

Giornalista specializzata sui temi dell’innovazione e della sostenibilità

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