• 05/03/2024

Cyber Index PMI: il roadshow a Firenze

 Cyber Index PMI: il roadshow a Firenze

Cyber Index PMI: a Firenze riprende il roadshow di Generali e Confindustria per diffondere la cultura della gestione dei cyber risk tra le PMI

 

Secondo il Rapporto Cyber Index PMI Toscana, il 49% delle PMI del territorio intervistate adotta strumenti digitali per supportare l’attività aziendale e il 10% delle stesse ha subito violazioni negli ultimi 4 anni.

Cyber Index PMI è l’iniziativa promossa da Confindustria e Generali con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e la partnership istituzionale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

L’evento, presentato nella sede di Confindustria di Firenze, è il primo focus territoriale dell’anno appena iniziato.

Ha avuto luogo giovedì a Firenze, la tappa del roadshow dedicato al territorio per diffondere e promuovere la cultura della gestione dei cyber risk tra le aziende di piccole e medie dimensioni, con la presentazione del Rapporto Cyber Index PMI Toscana.

Cyber Index PMI realizzato da Generali e Confindustria, con il supporto scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano e con la partecipazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, evidenzia e monitora nel tempo il livello di conoscenza dei rischi cyber all’interno delle organizzazioni aziendali e le modalità di approccio adottate dalle stesse per la gestione di tali rischi. L’evento è il primo focus territoriale dell’anno in corso, che segue il Rapporto Nazionale Cyber Index PMI, presentato a Roma lo scorso ottobre e la tappa dedicata al Veneto.

Arianna Nardi, Responsabile Marketing di Generali Italia, ha dichiarato: “Come Partner di Vita delle persone in ogni momento rilevante, mettiamo a disposizione le nostre competenze e la nostra esperienza per contribuire in maniera concreta a diffondere tra le imprese la cultura del cyber risk e sensibilizzare circa l’importanza dell’adozione di adeguati sistemi di protezione, oltre a sistemi assicurativi innovativi.

Oggi, siamo in Confindustria per mettere a disposizione la nostra esperienza e la consulenza di valore della nostra Rete. Essere presenti sul territorio, vicini alle persone e assumersi la responsabilità nei confronti delle comunità in cui operiamo è nel DNA di Generali, che da oltre 190 anni protegge le imprese e le famiglie italiane“.

Alessandro Sordi, vicepresidente di Confindustria Firenze ha aggiunto“L’iniziativa rappresenta un passo importante nel comprendere la crescente sfida della cybersecurity per le piccole e medie imprese nella nostra regione. La digitalizzazione ha aperto nuove opportunità, ma ha anche esposto le imprese a una maggiore vulnerabilità. È fondamentale, quindi, riconoscere l’importanza di adottare pratiche avanzate di prevenzione e sicurezza informatica per proteggere non solo i dati aziendali ma anche la fiducia dei clienti e la reputazione del brand.

La rapida evoluzione del panorama della cybersecurity, mi porta a sottolineare l’importanza per le nostre aziende di valutare anche le tecnologie innovative delle numerose startup italiane emergenti in questo settore. Queste nuove realtà spesso offrono soluzioni agili e all’avanguardia, adatte a soddisfare le esigenze specifiche delle Pmi. Questo evento ha contribuito a sensibilizzare le Pmi toscane verso una maggiore consapevolezza e preparazione contro le minacce informatiche”.

Luca Nicoletti, Direttore del Servizio Programmi industriali, tecnologici, di ricerca e formazione, presso l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, ha sottolineato“La nostra missione è quella di favorire la resilienza del paese e, in un contesto dove le PMI rappresentano il tessuto connettivo dell’economia nazionale, il contributo che vogliamo dare al Road Show, in aggiunta alla preparazione e alla valutazione del Cyber Index, è proprio quello di favorire la disseminazione delle opportunità di finanziamento attualmente disponibili per rendere le nostre imprese sempre più robuste e quindi più competitive nello scenario europeo e internazionale”.

La cultura della cyber sicurezza in Toscana

Delle PMI toscane che hanno partecipato alla survey per monitorare lo stato di consapevolezza delle loro organizzazioni aziendali sui rischi cyber, il 34% è fornitore di multinazionali e imprese sopra i 1.000 dipendenti, il 6% ha sedi o impianti all’estero e il 2% vede il coinvolgimento di infrastrutture critiche nella filiera.

Il 49% delle imprese coinvolte ha dichiarato di fare ricorso all’utilizzo di strumenti digitali per supportare la propria attività produttiva e il 10% ha subito violazioni negli ultimi 4 anni. Inoltre, dal Rapporto emerge come le PMI toscane siano maggiormente esposte a rischi legati alle terze parti (ovvero gli attacchi informatici che prendono di mira la catena di fornitura dell’impresa per compromettere la sicurezza di un sistema o di un’organizzazione) rispetto alla media nazionale.

Cyber Index PMI Toscana deriva da una valutazione su tre diverse dimensioni: l’approccio strategico, la capacità di comprendere il fenomeno e le minacce (identificazione), l’introduzione di leve per mitigare il rischio (attuazione). Il Rapporto evidenzia come, seppur vi sia una crescente attenzione sulla materia, le PMI toscane dimostrino un livello molto basso di consapevolezza e preparazione con un punteggio medio di 32 su 100, inferiore sia alla media del Centro Italia (41 su 100), sia alla media nazionale (51 su 100).

Oltre a mancare un vero e proprio approccio strategico che preveda la definizione di investimenti e la formalizzazione di responsabilità da parte della popolazione aziendale toscana, con un punteggio medio di 44 su 100, si registra uno scarso livello rispetto alle leve di attuazione con un punteggio di 36 su 100 e la mancanza di azioni di identificazione corrette che permettano di approcciare il tema in maniera più oculata e consapevole, punteggio medio di identificazione 17 su 100.

I rispondenti, rappresentativi dell’intera popolazione di PMI toscane, possono essere raggruppati in 4 livelli di maturità:

il 2% (vs. 14% nazionale) è considerato maturo: ha un approccio strategico alla materia, è pienamente consapevole dei rischi ed è in grado di mettere in campo le corrette leve di attuazione con iniziative che riguardano persone, processi e tecnologie

il 10% (vs. 31% nazionale) può essere definito come consapevole: è in grado di comprendere le implicazioni dei rischi cyber, ma con una capacità operativa spesso ridotta per poter mettere in campo le corrette azioni

il 33% (vs. 35% nazionale) è informato: non pienamente consapevole del rischio cyber e degli strumenti da mettere in atto, si approccia al rischio cyber in modo «artigianale»

il 55% (vs. 20% nazionale) può essere definito principiante: poco consapevole dei rischi cyber e con una quasi nulla implementazione delle misure di protezione

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Redazione

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