• 21/01/2022

Crisi occupazionale i giovani i più colpiti

 Crisi occupazionale i giovani i più colpiti

Donne e giovani. Sono queste le due categorie che, più di tutte le altre, hanno pagato gli effetti della pandemia sul fronte lavoro. A dirlo sono i numeri delle ricerche presentate in questo periodo da Istat e Irpet, ricerche relative all’andamento del mercato del lavoro nel 2020 e che non mostrano sostanziali differenze fra livello regionale e nazionale

In linea col dato nazionale, in Toscana, l’occupazione nel 2020, a causa della pandemia, ha subito un forte calo che ha colpito maggiormente i lavoratori a tempo determinato, impiegati nei settori dei servizi e del turismo, giovani in primis. 

A livello nazionale il rapporto presentato dall’Istituto nazionale di statistica, “Il mercato del lavoro 2020”, evidenzia un calo progressivo nel primo semestre, non compensato da una piccola ripresa del secondo. “Le stime mensili degli occupati – si legge nel rapporto Istat – indicano una sostanziale stagnazione nei primi due mesi del 2020, una forte caduta soprattutto a marzo e aprile, segni di ripresa a partire da luglio e ancora presenti a novembre, benché deboli, dovuti probabilmente alla forma più leggera delle misure di lockdown, agli interventi a sostegno delle attività economiche e, più in generale, al dispiegarsi di processi di apprendimento e adattamento. La perdita di occupazione registrata tra febbraio e giugno 2020 (-542 mila unità) è stata per metà recuperata tra luglio e novembre con un bilancio complessivo di 300 mila occupati in meno rispetto a febbraio; le flessioni si sono concentrate soprattutto tra i dipendenti a termine e, in misura inferiore, tra gli indipendenti, a fronte di un incremento dello stock di dipendenti a tempo indeterminato”. 

La ricerca evidenzia inoltre come la crisi pandemica sia andata a intervenire su un contesto in cui l’accesso al lavoro per i giovani era già difficoltoso. 

La parziale ripresa del secondo semestre non ha portato ad alcun miglioramento per questa categoria per la quale da anni l’accesso al lavoro nel nostro paese rappresenta una delle maggiori difficoltà. 

“Nonostante la ripresa dell’occupazione nel terzo trimestre del 2020 (+56 mila occupati, +0,2%, rispetto al trimestre precedente) – si legge ancora nel documento – gli occupati sono ancora circa 622 mila in meno (-2,6%) rispetto al terzo trimestre del 2019. Il numero dei disoccupati cresce anch’esso, sia in termini congiunturali (+388 mila, +18,5%) che tendenziali (+202 mila,

+8,6%) mentre il numero degli inattivi, pari a 13 milioni e 640 mila unità, si contrae rispetto al trimestre precedente (-494 mila, -3,5%) e rallenta la crescita in termini tendenziali (+265 mila, +2%). Rispetto al secondo trimestre 2020, il recupero più sostenuto del tasso di occupazione interessa la classe di età intermedia dei 35-49enni (+0,7 punti) e i residenti nelle regioni del Mezzogiorno (+0,6 punti). L’aumento del tasso di disoccupazione è più forte per i giovani (+2,8 punti), per le donne (+1,7 punti), per i residenti del Centro (+2,6 punti) e del Mezzogiorno (+1,9 punti). Nel confronto con i dati del terzo trimestre 2019, sono le donne, i giovani (15-34 anni) e i residenti nelle regioni del Centro che subiscono le riduzioni più intense del tasso di occupazione (-1,5, –2,3 e -2,3 punti rispettivamente) e il peggioramento più marcato del tasso di disoccupazione (+1,3, +2,6 e +1,9)”. 

Se i dati nazionali non sono certo incoraggianti, non sta meglio la Toscana. In uno degli ultimi aggiornamenti presentati dall’Irpet, intitolato “Il mercato del lavoro in Toscana nella seconda ondata pandemica”, l’Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana evidenzia

come i cali dell’occupazione, anche nella nostra regione, abbiano riguardato soprattutto i giovani e le donne migranti. In particolare la nota dell’Irpet sottolinea come “tra i territori della Toscana le perditemaggiori si registrano, su base annua, nei sistemi locali del turismo balneare con – 4,1% e in quelli a specializzazione agrituristica (-3,6%). I sistemi a specializzazione manifatturiera sono quelli che invece registrano le perdite minori (-1,8%)”. Contratti a termine e apprendistato sono quelli che hanno visto subire i cali maggiori: – 32mila contratti a termine e – 2mila i contratti di apprendistato, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Contratti che spesso interessano le persone di età compresa fra i 15 e i 34 anni. “I giovani in genere si legge infatti nella ricerca – e le donne immigrate sono le categorie più colpite dalla crisi occupazionale, poiché maggiormente impiegati nel turismo, commercio o servizi alla persona e in misura elevata con contratti a termine”.



APPROFONDIMENTI

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Francesca Maltagliati

Giornalista - francesca.maltagliati@toscanaeconomy.it