• 18/08/2022

Cresce a gennaio la domanda di lavoro in provincia di Pisa

 Cresce a gennaio la domanda di lavoro in provincia di Pisa

Il 2022 si apre con una domanda di lavoro in lieve crescita nella provincia di Pisa. I dati del Sistema informativo Excelsior, indagine realizzata da Unioncamere in collaborazione con ANPAL ed elaborati dalla Camera di Commercio di Pisa segnalano infatti una crescita della domanda di lavoro delle imprese pisane con dipendenti del settore industriale e dei servizi del 3% tra il gennaio 2020 (mese ancora prepandemico) ed il gennaio 2022. 

Il dato relativo al primo mese del 2022, rispetto al 2020, torna perfettamente in linea rispetto al dato della Toscana e lievemente superiore al complesso del Paese che ha fatto registrare una flessione di circa l’1%). In termini di valori assoluti, a gennaio 2022 le imprese pisane prevedono di assumere 3.160 persone pari ad un incremento di 90 unità rispetto al gennaio 2020 e di 930 rispetto al gennaio 2021 quando, però, eravamo nella fase acuta della pandemia. Le imprese che  prevedono assunzioni nel primo mese del 2022 saranno pari al 11% del totale e si conferma, anche se in lieve calo, il gap domanda-offerta di lavoro in provincia: il 36% delle assunzioni previste saranno difficili da attuare per la difficoltà delle imprese nel reperire i profili desiderati.

Il punto di vista del Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini: “si conferma nel primo mese del 2022 la tendenza a crescere della domanda di lavoro espressa dalle aziende pisane e il dato, pur non essendo entusiasmante, torna almeno ad allinearsi a quello regionale e nazionale rispetto ai quali eravamo al di sotto nelle rilevazioni dei mesi precedenti. Preoccupante il dato del turismo e del commercio sui quali continuano a pesare le rinnovate incertezze legate all’andamento dell’epidemia nelle ultime settimane. Perdono terreno anche il manifatturiero e l’edilizia che nei mesi scorsi avevano dato segnali incoraggianti. Si ripresenta, infine, come a livello nazionale, lo scarto tra domanda e offerta di lavoro ed un impegno per mitigare questo fenomeno si impone ormai come autentica priorità . Un quadro complesso e non certo rassicurante, soprattutto per le difficoltà di settori, come il commercio e il turismo, che nella nostra Provincia sono strategici e sui quali, prima della recrudescenza dell’emergenza sanitaria, si potevano prevedere momenti di ripresa 

Sostanzialmente costante il rapporto tra le varie tipologie di contratti di assunzione: nel 72% dei casi, la domanda di lavoro è trainata dai contratti a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita) mentre per il restante 28% le assunzioni saranno di tipo stabile, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Le assunzioni si concentreranno per il 61% nel settore dei servizi e per il 67% nelle imprese con meno di 50 dipendenti.

Per una quota pari al 24% dei contratti il lavoro sarà offerto a personale under 30 e per il 74% delle entrate continua, anche rispetto al gennaio 2020, ad essere richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore.  

Con riferimento ai settori, la tendenza si inverte rispetto ai mesi precedenti. Il settore dei servizi è quello che pesa di più in termini di assunzioni (+180) rispetto al gennaio 2020, mentre ri registra una flessione del 7%, con una previsione di assunzioni di -90 unità, per il settore dell’industria che nei mesi scorsi aveva segnato crescite significative, spinte soprattutto dal boom nell’edilizia.

In particolare nell’ambito dei servizi si confermano le difficoltà del commercio e del turismo la cui previsione di domanda di lavoro ad inizio anno 2022 scende rispettivamente dell’8% e del 4%, mentre per i servizi alle imprese si prevede l’assunzione di 970 unità pari ad un +18% e di 340 unità, corrispondenti al +26%, per i servizi alle persone rispetto allo stesso mese del 2020. 

Per l’industria i dati specifici indicano un calo della domanda di lavoro del 7% con riferimento al settore manifatturiero e del 9% nelle costruzioni, settore che nei mesi scorsi aveva fatto registrare significativi dati di crescita sospinti dagli effetti dei “bonus” per il settore edile. 

Le assunzioni di difficile reperimento a gennaio 2022 si assestano al 36% delle figure ricercate: un valore tutto sommato in linea con quello registrato a gennaio 2020 (34%). Tra le professioni ad elevata specializzazione sono difficili da reperire i progettisti, ingegneri e professioni assimilate, i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione ed i tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione (difficili da trovare, rispettivamente, nel 78%, nel 58% e nel 57% dei casi). 

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